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Oggi: 27 Lug, 2026

La trappola del BTP 2028 allo 0,5%: anatomia di un investimento sbagliato fin dal primo giorno

Un esempio esplicito di investimento sbagliato e il BTp luglio 2028, che sarà offerto in asta questa settimana per una 12-esima tranche.
27 Luglio 2026
Investimento sbagliato e dove trovarlo
Investimento sbagliato e dove trovarlo © Investireoggi.it

Ci sarà anche il BTp 15 luglio 2028 (ISIN: IT0005445306) all’asta di martedì 28 luglio con una 12-esima offerta dal Tesoro fino a 1,25 miliardi di euro. Vedremo subito le caratteristiche di quello che dal primo giorno si palesava come il classico “investimento sbagliato” e che non ha smentito, purtroppo per gli obbligazionisti della prima ora, questa sua qualità.

Investimento sbagliato: BTp a 7 anni con cedola 0,50%

Il bond offre una cedola dello 0,50% e attualmente si acquista sul mercato secondario per circa 95,50 centesimi, vale a dire a sconto del 4,50% sul prezzo nominale. Chi lo inserisce oggi in portafoglio, si garantisce un rendimento prossimo al 3% lordo all’anno e per un paio di anni. Nulla di eccezionale, ma neanche da buttare, data la durata corta. E allora perché abbiamo parlato di investimento sbagliato? Il riferimento è alle condizioni offerte all’emissione del 17 maggio 2021.

A fronte di una durata di 7 anni, il rendimento prospettato fu di appena lo 0,69%. Erano altri tempi sui mercati: perlopiù rendimenti negativi e obbligazionisti a caccia disperata di asset per mettere a frutto i capitali.

Disgrazia volle che dopo pochi mesi dall’emissione, il BTp luglio 2028 iniziò a deprezzarsi. Un anno più tardi, già valeva meno di 90 centesimi. Meno di un anno e mezzo dopo, sprofondava a meno di 82 centesimi. Chi lo avesse rivenduto nel frattempo, avrebbe accusato forti perdite in conto capitale con un’inflazione schizzata in doppia cifra. Il bilancio ad oggi per l’ipotetico cassettista è il seguente: cedole effettive nette cumulate per appena il 2,30% del capitale sborsato e minusvalenza netta intorno al 3% nel caso di rivendita. Il tutto amplificato da una perdita del potere di acquisto del 20,5%.

Rendimenti negativi e mercato in euforia

Cos’è andato storto? Tutto. Il mercato si era convinto che i tassi sarebbero rimasti azzerati a lungo, se non per sempre. Ignorando le più elementari leggi della finanza, comprò bond lunghi con cedole infime, esponendosi ad un alto rischio di tasso con il ritorno imprevisto dell’inflazione. Una durata di sette anni non è di per sé eccessiva, sebbene le famiglie italiane tendano a vedere in essa quasi un limite al proprio orizzonte temporale. Il guaio è che molte di loro abboccarono al clima di euforia di quella fase con acquisti rivelatisi scriteriati e “bruciando” il capitale.

Verosimile che la gran parte rivendette entro la fine dell’anno successivo per cercare di limitare le perdite. Ciò non toglie che abbia patito perdite molto elevate e che il loro recupero, restando sul mercato obbligazionario, sarebbe stato un processo lungo e probabilmente non ancora concluso. L’investimento non è quasi mai sbagliato in assoluto, bensì con riferimento alle condizioni di mercato. Un bond medio-lungo con cedola 0,50% ha senso quando ha prezzi bassi e i tassi sono già alti. In caso contrario, meglio darsela a gambe levate e attendere sviluppi migliori.

Meglio non investire che investire male

E sapete perché molti sono caduti nella trappola? Aspettavano da anni di potere investire finalmente con rendimenti adeguati e quel momento non sembrava arrivare mai.

A quel punto, l’impazienza si è fatta sentire sotto forma di investimento compulsivo, non solo tra il retail. Basti pensare che la Germania già nell’estate del 2019 era riuscita a vendere il suo primo Bund a 30 anni senza cedola e con rendimento negativo. Le condizioni monetarie erano diventate così estreme da creare situazioni di estremo pericolo. L’allora ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, arrivò a definire il governatore della BCE, Mario Draghi, “assassino dei risparmiatori”.

A tutti gli effetti, avvenne un “esproprio” ai danni dei risparmiatori e a vantaggio dei debitori (governi, banche e imprese). Il BTp luglio 2028 resta nel nostro piccolo un esempio lampante di investimento sbagliato per le condizioni sistematiche in cui avvenne la sua emissione. La lezione da imparare non può che essere una e solo una: mai farsi prendere dall’impazienza di investire se il mercato non offre prospettive accettabili. Uno più in alto di tutti nel mondo della finanza – Warren Buffett – è oggi più liquido che mai con il suo fondo. Segno che preferisce astenersi dall’inserire in portafoglio titoli in cui non crede, aspettando tempi e occasioni migliori.

giuseppe.timpone@investireoggi.it 

Giuseppe Timpone

In InvestireOggi.it dal 2011 cura le sezioni Economia e Obbligazioni. Laureato in Economia Politica, parla fluentemente tedesco, inglese e francese, con evidenti vantaggi per l'accesso alle fonti di stampa estera in modo veloce e diretto. Da sempre appassionato di economia, macroeconomia e finanza ha avviato da anni contatti per lo scambio di informazioni con economisti e traders in Italia e all’estero.
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