Il 2027 sarà l’anno del ritorno dell’incidenza dell’aspettativa di vita sui requisiti pensionistici. Per diverse misure di pensionamento è infatti previsto un aumento di un mese dei requisiti anagrafici.
Si tratta di un incremento contenuto, deciso dal Governo, che ha rinviato al 2028 l’applicazione del più consistente aumento di tre mesi previsto dalla normativa.
Erano diversi anni che non si registravano modifiche di questo tipo. Dal 2019, ad esempio, l’età pensionabile è rimasta ferma a 67 anni. Ora, però, i requisiti tornano a crescere, anche se con alcune salvaguardie, analoghe a quelle introdotte proprio nel 2019, quando l’età per la pensione di vecchiaia passò da 66 anni e 7 mesi a 67 anni.
“Gentili esperti, nel 2027 compirò 67 anni, precisamente ad agosto. Sono un lavoratore edile e vorrei capire se posso beneficiare della salvaguardia prevista per i lavori gravosi, che mi consentirebbe di andare in pensione a 67 anni, anziché a 67 anni e un mese. È vero che per noi edili non si applica l’aumento oppure ho capito male?”
Lavoro gravoso: ecco le regole che fanno uscire prima
Anche nel 2027 alcuni lavoratori potranno beneficiare della salvaguardia che sterilizza l’aumento dei requisiti pensionistici legato all’aspettativa di vita.
Già nel 2019, quando venne applicato l’incremento di cinque mesi, fu introdotta una specifica tutela per gli addetti ai lavori gravosi e usuranti.
Grazie a questa salvaguardia, tali lavoratori hanno continuato a poter accedere alla pensione di vecchiaia con 66 anni e 7 mesi, anziché con 67 anni, purché in possesso dei requisiti previsti.
In particolare, era necessario aver maturato 30 anni di contributi effettivi, senza considerare la contribuzione figurativa, volontaria o derivante da riscatto, entro il raggiungimento dell’età richiesta.
Anche in occasione del nuovo incremento previsto nel 2027 continueranno a valere regole analoghe.
L’esclusione dall’aumento dei requisiti non sarà automatica, ma dipenderà sia dal possesso dei requisiti contributivi sia dalla durata dell’attività svolta in mansioni gravose.
Nel caso del lettore, sarà quindi determinante verificare per quanto tempo abbia effettivamente lavorato nel settore dell’edilizia.
In pensione senza aumenti dei requisiti nel 2027, ecco le regole
Anche con l’aumento previsto nel 2027 continuerà a essere applicata una forma di salvaguardia per alcuni addetti ai lavori gravosi.
In alcuni casi, tale tutela si sommerà a quella già introdotta nel 2019, consentendo ancora il pensionamento con 66 anni e 7 mesi di età e 30 anni di contributi effettivi, secondo le regole già illustrate.
In altri casi, invece, la salvaguardia si limiterà a neutralizzare il solo incremento di un mese previsto nel 2027, permettendo quindi il pensionamento a 67 anni, come avviene oggi.
Più nel dettaglio, chi ha svolto attività gravose per almeno 7 anni negli ultimi 10 potrà continuare ad accedere alla pensione di vecchiaia con 66 anni e 7 mesi e 30 anni di contributi effettivi.
Chi, invece, ha svolto attività gravose per almeno 6 degli ultimi 7 anni, potrà andare in pensione a 67 anni. E senza subire l’incremento di un mese previsto per il 2027.
Nel caso del lettore sarà quindi necessario verificare quale delle due situazioni ricorra, in base all’effettiva anzianità di lavoro svolta nel settore edile.
Occorre inoltre prestare particolare attenzione ai periodi di cassa integrazione e alle eventuali interruzioni dell’attività lavorativa. E anche a tutte le situazioni che possono incidere sul computo degli anni di attività gravosa.
Resta infine fondamentale il possesso dei 30 anni di contributi effettivi. Requisito per il quale non vengono conteggiati i contributi figurativi, quelli volontari e quelli derivanti da riscatto.




