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Pensione minima a 57 o 62 anni si può fare con 5 anni di contributi, ecco come

Una pensione minima da sfruttare per tutti gli anni che mancano alla pensione di vecchiaia, ecco l'indennizzo commercianti.
22 Luglio 2026
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Foto © Investireoggi

Una sorta di pensione anticipata, anche se di importo contenuto, può rappresentare un valido sostegno per molti contribuenti, che spesso non conoscono questa opportunità. Non si tratta di una vera pensione, bensì di un reddito ponte che accompagna il beneficiario fino al raggiungimento della pensione di vecchiaia.

Parliamo dell’indennizzo per i commercianti, una misura che interessa una parte importante del tessuto economico italiano e che viene comunemente definita “rottamazione della licenza”.

Indennizzo commercianti, di cosa si tratta

La misura è destinata ai commercianti che decidono di cessare definitivamente la propria attività.

La chiusura dell’esercizio consente infatti, a chi possiede tutti i requisiti previsti, di percepire un indennizzo mensile fino al raggiungimento dell’età pensionabile.

L’importo dell’assegno corrisponde al trattamento minimo INPS, rappresentando quindi un sostegno economico per coloro che decidono di chiudere definitivamente la propria attività commerciale.

Possono beneficiarne, ad esempio, i negozianti, i titolari di esercizi di somministrazione di alimenti e bevande e altre categorie di operatori commerciali previste dalla normativa.

L’indennizzo commercianti, conosciuto anche come rottamazione della licenza, è stato introdotto dal decreto legislativo n. 207 del 1996 ed è in vigore dal 1° gennaio 1996.

Inizialmente previsto in via sperimentale, dal 2019 è diventato una misura strutturale, senza necessità di proroghe o rinnovi periodici, ed è accessibile a tutti coloro che rispettano i requisiti stabiliti dalla legge.

I beneficiari della prestazione

Come anticipato, la misura è rivolta ai lavoratori autonomi che decidono di cessare definitivamente l’attività.

Possono accedervi i titolari, ma anche i coadiuvanti, di attività commerciali in sede fissa o itinerante, i titolari di esercizi di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande, nonché gli agenti e rappresentanti di commercio.

Tra i requisiti richiesti vi è quello anagrafico: occorre aver compiuto almeno 57 anni di età se donna oppure 62 anni se uomo.

È inoltre indispensabile che l’attività sia chiusa definitivamente, con la conseguente restituzione dell’eventuale autorizzazione o licenza al Comune competente, ove previsto.

Al momento della cessazione dell’attività è necessario poter far valere almeno cinque anni di iscrizione alla Gestione Commercianti dell’INPS.

Infine, alla data di presentazione della domanda all’INPS, il richiedente deve risultare cancellato dal Registro delle Imprese della Camera di Commercio oppure dal Repertorio Economico Amministrativo (REA), secondo i casi previsti.

Pensione minima per diversi anni, ecco durata e importi dell’indennizzo commercianti

L’importo dell’indennizzo commercianti varia di anno in anno, poiché è pari al valore del trattamento minimo INPS vigente.

Per il 2026, l’assegno ammonta a 611,85 euro al mese ed è soggetto alla consueta rivalutazione annuale in base all’inflazione.

La durata della prestazione dipende dagli anni che separano il beneficiario dal raggiungimento della pensione di vecchiaia.

In pratica, l’indennizzo può essere percepito a partire dai 57 anni per le donne e dai 62 anni per gli uomini, fino al conseguimento dell’età prevista per la pensione di vecchiaia, attualmente fissata a 67 anni, con gli adeguamenti già previsti: 67 anni e un mese dal 2027 e 67 anni e tre mesi dal 2028.

Durante il periodo di percezione dell’indennizzo maturano inoltre contributi figurativi, che possono risultare utili ai fini del conseguimento della pensione definitiva.

Giacomo Mazzarella

In Investireoggi dal 2022 è una firma fissa nella sezione Fisco del giornale, con guide, approfondimenti e risposte ai quesiti dei lettori.
Operatore di Patronato e CAF, esperto di pensioni, lavoro e fisco.
Appassionato di scrittura unisce il lavoro nel suo studio professionale con le collaborazioni con diverse testate e siti.