Che il debito pubblico italiano a maggio abbia segnato un ennesimo record storico è stato già scritto? A 3.181,1 miliardi di euro, ha segnato una crescita mensile di 26,6 miliardi. Le cause? Fabbisogno statale di 13,4 miliardi, aumento delle disponibilità liquide del Tesoro per 9,5 miliardi, oltre a scarti di emissione e al rimborso e rivalutazione dei titoli di stato indicizzati all’inflazione e alle variazioni dei tassi di cambio per altri 3,6 miliardi.
Debito italiano a ruba tra investitori stranieri e famiglie
Su base annua, al netto delle variazioni delle scorte di liquidità, il debito italiano risulta essere cresciuto di oltre 122 miliardi, qualcosa come 10,2 miliardi al mese.
Un ritmo, che non accenna a diminuire e che resta troppo elevato. Ma ciò non significa necessariamente che vi sia un rischio imminente per la sua sostenibilità. Altri dati confermano il forte appeal dei nostri titoli di stato. Ad aprile, gli investitori stranieri ne hanno acquistati per circa 22,5 miliardi, portandosi al 34,9% del totale. Le famiglie hanno rastrellato altri 2,1 miliardi netti e ora posseggono il 15,9%.
Nei primi quattro mesi dell’anno, a fronte di un aumento del debito italiano per 58,6 miliardi, gli investitori stranieri hanno aumentato gli acquisti di BTp per 52,1 miliardi (88,8%) e le famiglie per altri 16,5 miliardi (28,2%). Sono bastate queste due categorie di investitori per più che compensare la riduzione effettuata da Banca d’Italia, banche e assicurazioni domestiche. E il dato delle famiglie, in particolare, sembra destinato a lievitare nei mesi successivi. A giugno, hanno acquistato il BTp Italia Sì per 8,84 miliardi dopo i 16,22 miliardi di ordini per il BTp Valore 2032 di tre mesi prima.
Impatto dai bonus edilizi
Il debito italiano continua ad attirare domanda, anche perché le alternative a basso rischio non si mostrano altrettanto generose.
E il recente rialzo dei rendimenti può aumentarne ulteriormente l’appeal. Resta il fatto che la crescita tendenziale sia ancora eccessiva e fuori dall’ordinario. Risente senza dubbio dell’impatto dei bonus edilizi degli anni passati, che riducono le entrate attraverso le detrazioni e mantengono elevato il fabbisogno statale.
giuseppe.timpone@investireoggi.it



