Negli ultimi mesi sempre più pensionati stanno valutando la possibilità di cambiare banca. I motivi sono diversi: canoni dei conti correnti aumentati, nuove offerte più convenienti, filiali che chiudono oppure la necessità di avvicinarsi a un istituto di credito più comodo da raggiungere.
Accanto ai vantaggi, però, emerge una preoccupazione molto diffusa. Se cambio banca rischio di non ricevere la pensione? Quanto tempo serve perché l’INPS inizi ad accreditare l’assegno sul nuovo conto? E cosa succede se il vecchio conto viene chiuso troppo presto?
Sono domande che riguardano migliaia di pensionati e che diventano ancora più importanti quando la pensione rappresenta l’unica fonte di reddito della famiglia. Un semplice errore nella gestione del cambio di conto corrente potrebbe infatti provocare ritardi nell’accredito e creare difficoltà nel pagamento delle spese quotidiane.
La buona notizia è che cambiare banca è assolutamente possibile. Tuttavia, per evitare inconvenienti, è fondamentale seguire alcuni passaggi e organizzare con attenzione il trasferimento dell’accredito della pensione.
Perché sempre più pensionati cambiano banca
Il mercato bancario è profondamente cambiato negli ultimi anni.
Molti istituti hanno modificato le proprie condizioni economiche, mentre nuove banche propongono conti con costi più contenuti e servizi digitali sempre più evoluti.
Le ragioni che spingono un pensionato a cambiare banca sono spesso queste:
- aumento del canone del conto corrente;
- commissioni considerate troppo elevate;
- chiusura della filiale abituale;
- ricerca di servizi più semplici;
- necessità di avvicinarsi alla nuova residenza.
Qualunque sia la motivazione, il timore principale resta sempre lo stesso: evitare che il cambio del conto corrente interferisca con l’accredito della pensione.
Si può cambiare banca anche se si riceve la pensione?
Molti pensionati pensano di dover mantenere per sempre lo stesso conto corrente sul quale viene accreditato l’assegno INPS.
In realtà il beneficiario può decidere di modificare l’istituto presso il quale ricevere la pensione.
Questa scelta, però, richiede alcuni adempimenti affinché il nuovo conto venga correttamente associato al pagamento della prestazione previdenziale.
È proprio questa fase che merita maggiore attenzione.
Il nuovo IBAN deve essere comunicato correttamente
Quando si apre un nuovo conto corrente non è sufficiente iniziare a utilizzarlo per le normali operazioni bancarie.
Affinché la pensione venga accreditata sul nuovo conto è necessario che l’INPS disponga delle informazioni aggiornate.
Tra i dati più importanti figura naturalmente il nuovo codice IBAN, che identifica il conto sul quale dovrà essere effettuato il pagamento.
Una comunicazione incompleta o non perfezionata potrebbe comportare ritardi nell’aggiornamento della posizione.
Chiudere subito il vecchio conto può essere un errore
Molti pensionati, una volta aperto il nuovo conto, decidono immediatamente di chiudere quello precedente.
Si tratta di una scelta che può rivelarsi poco prudente.
Prima di procedere è infatti opportuno verificare che:
- la pensione sia già stata accreditata sul nuovo conto;
- l’aggiornamento risulti completato;
- eventuali domiciliazioni siano state trasferite;
- non siano presenti altre operazioni ancora collegate al vecchio IBAN.
Mantenere il precedente conto operativo per un breve periodo può evitare spiacevoli inconvenienti.
Quanto tempo serve per il cambio?
Una delle domande più frequenti riguarda proprio le tempistiche.
Molti pensionati vorrebbero sapere dopo quanto tempo l’accredito inizierà ad arrivare sul nuovo conto.
I tempi possono variare in relazione al momento in cui viene effettuata la richiesta di aggiornamento e al completamento delle verifiche necessarie.
Per questo motivo è consigliabile non attendere gli ultimi giorni prima del pagamento della pensione.
Attenzione anche alle domiciliazioni
La pensione spesso non rappresenta l’unica operazione collegata al conto corrente.
Molti pensionati hanno infatti attivato:
- addebiti delle utenze;
- pagamento automatico delle rate;
- canoni di assicurazione;
- servizi di domiciliazione bancaria;
- altri pagamenti periodici.
Quando si cambia banca è opportuno verificare che tutte queste operazioni vengano correttamente trasferite.
Perché conviene programmare il cambio
Affrontare il passaggio con qualche settimana di anticipo consente di gestire ogni fase senza fretta.
Una buona pianificazione permette infatti di:
- verificare il corretto aggiornamento dell’IBAN;
- controllare il primo accredito della pensione;
- trasferire tutte le domiciliazioni;
- chiudere il vecchio conto soltanto quando tutto funziona regolarmente.
Si tratta di semplici accorgimenti che riducono sensibilmente il rischio di inconvenienti.
Gli errori più frequenti
Tra le situazioni che possono creare ritardi troviamo:
- chiudere il vecchio conto troppo presto;
- comunicare un IBAN errato o incompleto;
- attendere gli ultimi giorni prima dell’accredito per avviare la procedura;
- dimenticare di verificare il trasferimento delle domiciliazioni.
La maggior parte di questi problemi può essere evitata organizzando il cambio con un adeguato anticipo.
Riassumendo
- cambiare banca è possibile anche per chi percepisce una pensione INPS;
- il nuovo IBAN deve essere correttamente comunicato affinché l’accredito venga aggiornato;
- è prudente non chiudere immediatamente il vecchio conto corrente;
- anche domiciliazioni e pagamenti automatici devono essere trasferiti con attenzione;
- programmare il cambio per tempo riduce il rischio di ritardi nell’accredito della pensione.