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Congedi per i lavoratori residenti all’estero, addio vecchie procedure: ora passa tutto dal web

Domande online obbligatorie e Sedi Polo: ecco cosa cambia per i congedi dei genitori che lavorano fuori dall’Italia.
2 Luglio 2026
congedo parentale padre
Foto © Pixabay

Le tutele legate alla nascita e alla cura dei figli diventano più accessibili anche per chi lavora oltre confine. Con il messaggio INPS n. 2183 del 1° luglio 2026, l’Istituto ha reso operativa una procedura digitale dedicata alle richieste di maternità e paternità per cittadini che vivono fuori dall’Italia. La novità riguarda, dunque, i congedi per i lavoratori residenti all’estero e si collega alle indicazioni già fornite con il messaggio INPS n. 1214 del 7 aprile 2026. L’obiettivo è rendere più ordinata la gestione delle istanze e ridurre il ricorso a canali non uniformi.

Congedi per i lavoratori residenti all’estero: cosa cambia con la domanda digitale

Dal rilascio del nuovo servizio, alcune richieste non seguono più percorsi cartacei o modalità alternative.

L’accesso passa dal portale web dell’INPS, con una gestione interamente informatica della pratica.

La misura interessa, in particolare, i genitori che lavorano e abitano fuori dal territorio nazionale quando intendono chiedere il congedo parentale. Rientrano nella novità anche i padri che si trovano nella stessa condizione e devono presentare domanda per il congedo di paternità obbligatorio, nei casi in cui la prestazione sia pagata direttamente dall’INPS.

Il riferimento amministrativo principale diventa il messaggio INPS n. 2183/2026. Tale documento non introduce una nuova prestazione, ma aggiorna il modo in cui la richiesta deve essere inviata. La tutela resta collegata alla disciplina ordinaria della genitorialità, mentre cambia il canale di accesso per una specifica categoria di lavoratori.

Quali prestazioni rientrano nella nuova procedura

La nuova funzione online riguarda due ambiti distinti. Il primo è il congedo parentale, cioè il periodo di astensione dal lavoro riconosciuto ai genitori per assistere il figlio nei tempi e nei limiti previsti dalla normativa vigente.

Il secondo è il congedo di paternità obbligatorio, che consente al padre lavoratore di assentarsi in occasione della nascita, adozione o affidamento del figlio.

Per i congedi per i lavoratori residenti all’estero, la procedura assume valore pratico soprattutto perché consente una presentazione più chiara della domanda anche a chi non si trova fisicamente in Italia. La richiesta viene acquisita dal sistema INPS e poi esaminata dagli uffici competenti.

Nel caso del congedo di paternità obbligatorio, il documento richiama espressamente il pagamento diretto. Questo aspetto è importante perché individua le situazioni in cui l’Istituto interviene direttamente nell’erogazione economica, senza passare necessariamente dal datore di lavoro.

La competenza degli uffici INPS e il criterio dello Stato estero

Una parte rilevante della novità riguarda l’organizzazione interna delle pratiche. La lavorazione non viene affidata in modo generico a qualunque sede, ma a specifiche Sedi Polo. Si tratta di strutture individuate per seguire le domande provenienti da persone residenti in determinati Paesi esteri.

Il criterio di assegnazione è lo Stato di residenza del richiedente. In pratica, la domanda viene indirizzata alla sede competente secondo una ripartizione territoriale già richiamata nel messaggio INPS n. 1214/2026. Questo sistema permette di concentrare le verifiche in uffici specializzati, con maggiore uniformità nell’esame delle posizioni.

Il meccanismo è utile anche per evitare incertezze. Quando una persona vive fuori dall’Italia, la sede competente non dipende dalla semplice comodità geografica o da scelte individuali, ma da una tabella organizzativa predisposta dall’Istituto. In tal modo, le richieste relative ai Congedi per i lavoratori residenti all’estero seguono un percorso più definito.

Congedi per i lavoratori residenti all’estero: come sono trattati i periodi già fruiti

Il messaggio INPS n. 2183/2026 disciplina anche le situazioni precedenti all’attivazione del nuovo applicativo. Possono infatti esserci periodi di congedo già utilizzati prima che fosse disponibile la domanda online.

In questi casi, la richiesta deve comunque essere inserita attraverso il canale telematico. Tuttavia, durante l’istruttoria, gli uffici sono chiamati a valutare la situazione con attenzione, considerando che prima del rilascio della procedura non era possibile presentare l’istanza con le nuove modalità.

Questo passaggio evita che la novità informatica si trasformi in un ostacolo per chi aveva già fruito della tutela. Il principio è semplice: la regolarizzazione digitale resta necessaria, ma l’INPS deve tenere conto dell’impossibilità oggettiva di inviare prima la domanda secondo il nuovo schema.

I congedi per i lavoratori residenti all’estero entrano così in una fase più ordinata, con domande centralizzate, uffici competenti individuati e regole transitorie per i casi già avviati.

Riassumendo

  • Congedi per i lavoratori residenti all’estero: nuove domande online tramite portale INPS.
  • La procedura riguarda congedo parentale e paternità obbligatoria.
  • Il riferimento principale è il messaggio INPS n. 2183/2026.
  • Le pratiche sono gestite da Sedi Polo dedicate.
  • La sede competente dipende dallo Stato estero di residenza.
  • Per i periodi già fruiti resta necessaria la domanda telematica.

Pasquale Pirone

Dottore Commercialista abilitato approda nel 2020 nella redazione di InvestireOggi.it, per la sezione Fisco. E’ giornalista iscritto all’ODG della Campania.
In qualità di redattore coltiva, grazie allo studio e al continuo aggiornamento, la sua passione per la materia fiscale e la scrittura facendone la sua principale attività lavorativa.
Dottore Commercialista abilitato e Consulente per privati e aziende in campo fiscale, ha curato per anni approfondimenti e articoli sulle tematiche fiscali per riviste specializzate del settore.

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