Per molte persone cani, gatti e altri animali domestici sono veri e propri membri della famiglia. Quando però il proprietario viene a mancare, oltre al dolore per la perdita emerge una questione molto concreta che spesso coglie impreparati gli eredi: chi deve occuparsi dell’animale e sostenere le spese necessarie?
Non si tratta di una situazione rara. Secondo le più recenti stime, milioni di famiglie italiane convivono con almeno un animale da compagnia e, con l’invecchiamento della popolazione, aumenta il numero di successioni nelle quali tra i beni lasciati dal defunto vi è anche un cane, un gatto o un altro animale domestico.
Molti figli si trovano così a dover prendere decisioni in tempi molto rapidi. L’animale deve continuare a essere accudito, alimentato, portato dal veterinario e seguito nella vita quotidiana. Ma chi deve farsene carico? Le spese possono essere divise tra tutti gli eredi? E cosa accade se nessuno è disposto ad accoglierlo?
Sono domande che coinvolgono aspetti giuridici, organizzativi e soprattutto umani, perché il benessere dell’animale non può essere trascurato durante la gestione della successione.
Gli animali domestici fanno parte della vita della famiglia
Negli ultimi decenni il ruolo degli animali da compagnia è profondamente cambiato.
Per molte persone rappresentano una presenza quotidiana capace di offrire compagnia e sostegno emotivo, soprattutto durante la pensione o nella terza età.
Non è raro che un anziano viva da solo con il proprio cane o gatto e che quest’ultimo diventi il principale punto di riferimento della giornata.
Quando il proprietario viene a mancare, anche l’animale subisce improvvisamente un cambiamento radicale delle proprie abitudini.
Le esigenze dell’animale non si interrompono con il decesso
Uno degli aspetti che spesso viene sottovalutato è che le necessità quotidiane dell’animale continuano anche dopo la morte del proprietario.
Occorre infatti garantire:
- alimentazione quotidiana;
- assistenza veterinaria quando necessaria;
- somministrazione di eventuali farmaci;
- pulizia e igiene;
- passeggiate e movimento, nel caso dei cani;
- attenzione e cura costanti.
Per questo motivo è importante che gli eredi si organizzino rapidamente, evitando che l’animale resti privo delle cure indispensabili.
Chi si occupa dell’animale del defunto nell’immediato?
Nei giorni successivi al decesso è frequente che uno dei familiari prenda temporaneamente in carico il cane o il gatto.
Spesso si tratta del figlio che vive più vicino oppure della persona che aveva già un rapporto di particolare confidenza con l’animale.
Questa soluzione consente di affrontare l’emergenza, ma non sempre rappresenta quella definitiva.
Con il trascorrere delle settimane può infatti rendersi necessario individuare chi sarà in grado di garantire una sistemazione stabile.
Le spese possono diventare rilevanti
Accudire un animale comporta costi che variano in base all’età, alla specie e alle condizioni di salute.
Tra le principali spese troviamo:
- alimentazione;
- visite veterinarie;
- farmaci;
- vaccinazioni;
- toelettatura;
- eventuali pensioni per animali.
Quando gli eredi sono più di uno può sorgere il dubbio su come ripartire questi costi, soprattutto se l’animale del defunto rimane temporaneamente nella disponibilità di un solo familiare.
Quando gli eredi non sono d’accordo
Non sempre tutti i familiari sono disponibili ad accogliere l’animale del defunto.
Le ragioni possono essere diverse:
- mancanza di spazio;
- presenza di altri animali;
- impegni lavorativi;
- problemi di salute;
- distanza geografica.
In questi casi è importante trovare una soluzione condivisa nel più breve tempo possibile, mettendo al primo posto il benessere dell’animale.
Attenzione anche ai documenti dell’animale
Durante il riordino della casa del defunto è opportuno recuperare tutta la documentazione relativa all’animale.
Può essere utile conservare:
- libretto sanitario;
- certificati veterinari;
- documentazione relativa al microchip;
- eventuali polizze assicurative;
- prescrizioni terapeutiche.
Queste informazioni possono risultare fondamentali per garantire la continuità delle cure e facilitare eventuali aggiornamenti amministrativi.
La scelta dovrebbe guardare prima di tutto all’interesse dell’animale
Molto spesso gli eredi concentrano la propria attenzione sugli aspetti patrimoniali della successione.
Nel caso di un animale domestico, invece, è importante considerare anche la continuità affettiva e la qualità della vita che potrà avere dopo la scomparsa del proprietario.
Un cane anziano o un gatto abituato a vivere sempre nello stesso ambiente potrebbero infatti risentire profondamente di cambiamenti improvvisi.
Gli errori più frequenti
Tra le situazioni che possono creare maggiori difficoltà troviamo:
- rinviare la decisione su chi debba occuparsi dell’animale del defunto;
- non recuperare la documentazione sanitaria;
- trascurare le esigenze veterinarie nei primi giorni;
- litigare sulla gestione senza considerare il benessere dell’animale.
Affrontare tempestivamente questi aspetti consente di evitare inutili sofferenze e di garantire continuità nelle cure.
Quando conviene pianificare in anticipo
Molti proprietari di animali, soprattutto se anziani, scelgono oggi di parlare con i familiari della sorte del proprio cane o gatto qualora dovesse accadere qualcosa.
Condividere preventivamente le proprie volontà può facilitare le decisioni degli eredi e ridurre il rischio di incomprensioni.
Si tratta di un gesto di responsabilità che tutela sia la famiglia sia l’animale, evitando che quest’ultimo si trovi improvvisamente senza punti di riferimento.
Riassumendo
- dopo il decesso del proprietario, l’animale del defunto continua ad avere bisogno di cure e assistenza quotidiana;
- gli eredi dovrebbero organizzarsi rapidamente per garantirne il benessere;
- alimentazione, veterinario e gestione quotidiana comportano spese che possono essere significative;
- è importante recuperare tutta la documentazione sanitaria e amministrativa dell’animale;
- pianificare in anticipo la futura sistemazione dell’animale può evitare conflitti familiari e tutelarne il benessere.
