Il settore delle criptovalute in Italia sta vivendo una fase di forte evoluzione, tra maggiore maturità del mercato, nuovi standard regolamentari europei e servizi sempre più orientati alla semplicità e alla tutela del cliente. In questo contesto, Cryptosmart si prepara ad affrontare un passaggio decisivo, segnato dall’ingresso nel capitale della Banca Popolare di Cortona con una partecipazione qualificata del 17,6%, dal percorso verso l’autorizzazione MiCA e dal lancio del Regime Amministrato, un servizio destinato a semplificare in modo concreto l’esperienza fiscale degli investitori in crypto.
Ne parliamo con Alessandro Frizzoni, Amministratore Delegato di Cryptosmart.
Dott. Ronchi, partiamo da una notizia molto importante: la Banca Popolare di Cortona ha assunto una partecipazione qualificata pari al 17,6% di Cryptosmart.
Che significato ha questa operazione?
Si tratta di un passaggio molto importante, sia dal punto di vista industriale sia dal punto di vista punto di vista della credibilità e della fiducia. L’ingresso della Banca Popolare di Cortona nel capitale di Cryptosmart con una partecipazione qualificata del 17,6% rappresenta per noi un forte segnale di fiducia nel progetto, nella solidità dell’azienda e nella visione di lungo periodo che stiamo portando avanti.
Non parliamo soltanto di un investimento finanziario, ma dell’incontro tra due mondi che fino a pochi anni fa sembravano lontani: da un lato la tradizione bancaria, dall’altro l’innovazione degli asset digitali. Oggi questi due mondi possono dialogare e costruire insieme un modello nuovo, più maturo, più regolato e più vicino alle esigenze reali dei clienti.
Quali effetti concreti potrà avere questa partecipazione per Cryptosmart e per i vostri clienti?
L’operazione rafforza innanzitutto il posizionamento di Cryptosmart come realtà italiana credibile, strutturata e orientata alla compliance.
Per i clienti questo significa poter guardare alla piattaforma con un livello ancora maggiore di fiducia, sapendo che dietro il progetto c’è una visione industriale solida e una crescente integrazione con il mondo finanziario tradizionale.
Dal punto di vista aziendale, questa partecipazione ci consente di accelerare ulteriormente il nostro percorso di crescita, di consolidare gli investimenti su governance, controlli, tecnologia e processi, e di presentarci al mercato con una struttura sempre più robusta. In un settore come quello crypto, la fiducia non si costruisce con gli slogan, ma con assetti societari seri, procedure rigorose e una visione trasparente.
Possiamo dire che sia anche un segnale per tutto il mercato italiano delle criptovalute?
Assolutamente sì. Credo che questa operazione mandi un messaggio molto chiaro al mercato: il settore crypto in Italia sta entrando in una nuova fase. Una fase in cui non basta più essere innovativi; bisogna anche essere affidabili, regolati, organizzati e capaci di dialogare con le istituzioni e con gli operatori finanziari tradizionali.
L’ingresso di un istituto bancario nel capitale di un exchange italiano dimostra che il mondo degli asset digitali non è più percepito come qualcosa di marginale o sperimentale, ma come un comparto destinato a evolvere dentro regole precise e modelli di business sostenibili.
Noi vogliamo essere protagonisti di questa evoluzione.
Un altro tema centrale è l’autorizzazione MiCA. A che punto siete e cosa rappresenta per Cryptosmart?
L’autorizzazione MiCA rappresenta uno dei passaggi più importanti per il futuro del settore crypto in Europa. Per Cryptosmart significa inserirsi pienamente all’interno di un quadro regolamentare armonizzato, chiaro e più evoluto, che porterà benefici sia agli operatori seri sia ai clienti.
Da tempo stiamo lavorando intensamente per adeguare la nostra struttura ai requisiti richiesti: governance, controlli interni, presidi organizzativi, sicurezza, protezione degli asset dei clienti, continuità operativa e gestione dei rischi. È un percorso impegnativo, ma lo consideriamo un investimento strategico, non un adempimento formale.
MiCA, a nostro avviso, non è un ostacolo alla crescita del settore: è il passaggio necessario per farlo maturare definitivamente.
Perché l’autorizzazione MiCA è così importante anche per gli utenti finali?
Perché introduce un quadro di regole più chiaro e più forte a tutela dei clienti. Quando un utente acquista o vende criptovalute, oggi vuole sì semplicità, ma anche sicurezza, trasparenza e affidabilità. Vuole sapere con chi ha a che fare, come vengono custoditi gli asset, quali controlli esistono e quali garanzie organizzative sono state predisposte.
MiCA va esattamente in questa direzione. Contribuisce a selezionare gli operatori davvero strutturati e a dare al mercato europeo un livello superiore di credibilità. Per i clienti questo si traduce in maggiore protezione, maggiore chiarezza informativa e maggiore fiducia nell’utilizzo dei servizi crypto.
Cryptosmart si sta quindi preparando a operare in un mercato sempre più regolato?
Sì, ed è una scelta precisa. Noi crediamo che il futuro del settore non sia nell’improvvisazione, ma nella costruzione di infrastrutture solide, servizi semplici da usare e processi conformi ai più alti standard regolamentari. Essere pronti per MiCA significa esattamente questo: costruire oggi la piattaforma di domani.
Abbiamo sempre lavorato con l’obiettivo di coniugare innovazione e responsabilità. Questo approccio ci ha permesso di crescere in modo coerente e oggi ci mette nelle condizioni di affrontare con convinzione la nuova fase europea del mercato degli asset digitali.
Veniamo al terzo punto: il lancio del Regime Amministrato.
Perché lo considerate un servizio così importante?
Perché risponde a un bisogno reale, concreto e molto sentito dai clienti. Chi compra e vende criptovalute spesso si trova davanti a una difficoltà non solo operativa, ma anche fiscale. Molti utenti sono interessati agli investimenti in crypto, ma temono la complessità degli adempimenti, dei calcoli e delle dichiarazioni.
Il Regime Amministrato nasce proprio per semplificare questo aspetto. È, a nostro avviso, un servizio indispensabile perché consente al cliente di operare in modo molto più sereno, sapendo di poter contare su un sistema che lo solleva dalla gestione diretta degli aspetti fiscali previsti dal regime. In altre parole, rende l’esperienza crypto più accessibile, più ordinata e molto meno stressante.
Quindi il beneficio principale è permettere ai clienti di acquistare e vendere crypto “senza pensieri”?
Esattamente. “Senza pensieri” non significa senza responsabilità, ma senza il peso di una complessità tecnica e fiscale che per molti rappresenta oggi un freno. Il nostro obiettivo è togliere attrito all’esperienza dell’utente.
Chi sceglie Cryptosmart deve potersi concentrare sulle proprie decisioni di investimento, non sulla preoccupazione di dover ricostruire operazioni, calcolare basi imponibili o affrontare procedure complicate. Il Regime Amministrato rappresenta un cambio di passo fondamentale proprio perché avvicina il mondo crypto a un modello di utilizzo più semplice e più vicino agli standard dei servizi finanziari tradizionali.
A chi si rivolge in particolare questo servizio?
Si rivolge sia ai clienti che già operano in criptovalute e vogliono semplificare la propria gestione fiscale, sia a tutti coloro che finora sono rimasti alla finestra proprio per il timore della complessità. In Italia esiste una platea molto ampia di persone interessate alle crypto, ma che desiderano muoversi in un contesto chiaro, trasparente e facile da gestire.
Per questo riteniamo che il Regime Amministrato possa rappresentare un elemento distintivo molto forte: non è soltanto un nuovo servizio, ma uno strumento di normalizzazione del rapporto tra utenti e asset digitali.
Se dovesse riassumere in una visione unica questi tre temi – ingresso della banca, MiCA e Regime Amministrato – qual è il filo conduttore?
Il filo conduttore è la maturità. Stiamo assistendo a una trasformazione profonda del settore crypto: da mercato percepito come pionieristico a ecosistema sempre più integrato, regolato e orientato al cliente.
L’ingresso della Banca Popolare di Cortona rafforza la nostra struttura societaria e il dialogo con il mondo finanziario tradizionale. Il percorso verso MiCA consolida il nostro posizionamento come operatore serio, conforme e pronto alla nuova cornice europea. Il Regime Amministrato, infine, rende il servizio più semplice e più utile per il cliente finale.
Messi insieme, questi tre elementi raccontano una direzione precisa: fare di Cryptosmart un punto di riferimento italiano nel mercato degli asset digitali, coniugando innovazione, affidabilità e semplicità d’uso.