Non sempre bisogna accontentarsi. Anche nel caso dei pensionati questa regola può valere. Una pensione troppo bassa rappresenta infatti un problema concreto per molte persone. Tuttavia chi ha versato pochi contributi o non ne ha versati affatto non può accedere a una pensione elevata. In molti casi, addirittura, non può ottenere alcuna pensione vera e propria, ma solo una prestazione assistenziale: il cosiddetto Assegno Sociale.
Si tratta di una misura destinata proprio a chi non ha diritto a una pensione previdenziale. L’importo non è particolarmente alto e dipende da specifiche condizioni reddituali. Tuttavia, in alcuni casi, è possibile arrivare fino a 768 euro al mese, una cifra che si avvicina a quella percepita da alcuni pensionati che ricevono l’integrazione al trattamento minimo e beneficiano anche della maggiorazione straordinaria di circa 20 euro mensili prevista per il 2026.
Assegno sociale da 768 euro: ecco come far salire la pensione senza contributi
Chi può ottenere l’Assegno Sociale? La domanda è molto diffusa, perché per questa prestazione non è necessario aver versato contributi, ma è indispensabile rispettare alcuni requisiti precisi.
Prima di tutto occorre aver compiuto 67 anni di età. Inoltre bisogna rientrare in determinati limiti di reddito, che nel caso delle persone coniugate tengono conto anche dei redditi del coniuge.
Nel dettaglio, può richiedere l’Assegno Sociale chi:
- ha 67 anni o più;
- non ha maturato i 20 anni di contributi necessari per la pensione di vecchiaia, oppure non ha diritto ad altre pensioni;
- possiede redditi inferiori alle soglie previste dalla legge.
Per il 2026 l’importo dell’Assegno Sociale è pari a 546,24 euro al mese. Questo valore rappresenta anche il limite reddituale per i soggetti non coniugati.
In pratica:
- una persona sola deve avere redditi inferiori a 546,24 euro mensili;
- se è coniugata, il reddito complessivo della coppia non deve superare il doppio dell’importo dell’assegno sociale.
Per ottenere l’importo pieno di 546,24 euro, il richiedente deve avere reddito personale pari a zero (e nel caso dei coniugati il reddito familiare non deve superare la stessa soglia).
Se invece il richiedente possiede un piccolo reddito, l’Assegno Sociale non viene negato ma ridotto proporzionalmente. In questi casi la prestazione funziona come una integrazione del reddito: l’INPS eroga soltanto la somma necessaria per arrivare al limite previsto dalla normativa.
