Di tanto in tanto tornano alla ribalta studi e notizie sui pensionati italiani che scelgono di trasferirsi all’estero. Tra paradisi fiscali, clima più mite, costo della vita inferiore e tassazione più favorevole, il fenomeno continua a suscitare interesse.
A riaccendere l’attenzione è ora il DDL Matera, dal nome del senatore Domenico Matera (Fratelli d’Italia), attualmente all’esame del Parlamento. Il disegno di legge si intitola: “Incentivi fiscali per il rientro in Italia dei pensionati che trasferiscono la residenza fiscale da Paesi non appartenenti all’Unione europea a piccoli comuni inclusi nelle aree individuate dalla Strategia nazionale per le aree interne”.
In sostanza, un tentativo di riportare in Italia quei pensionati che negli ultimi anni hanno scelto di vivere stabilmente fuori dai confini nazionali.
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Ogni anno sono migliaia i pensionati che trasferiscono la residenza all’estero. Le motivazioni sono molteplici: costo della vita più basso, fiscalità più leggera, abitazioni meno care, servizi più accessibili e, non da ultimo, condizioni climatiche migliori.
Si tratta di un fenomeno che comporta anche un impatto economico. Pensioni pagate dall’INPS che si spendono fuori dall’Italia, sottraendo risorse al circuito economico nazionale.
Durante le audizioni parlamentari relative al DDL Matera sono emersi dati significativi forniti dall’INPS. Sono circa 675.000 le pensioni in regime internazionale erogate dall’Istituto, con una crescita superiore all’1% rispetto al 2024.
Secondo le analisi, calano i trasferimenti verso Stati Uniti, Canada e Australia. Mentre crescono le destinazioni europee come la Spagna e Paesi come Tunisia e Portogallo.
Proprio il Portogallo, che per anni è stato una delle mete privilegiate grazie a forti agevolazioni fiscali, ha perso parte del suo appeal dopo la revisione dei benefici.
Ecco il DDL Matera e perché si cercano soluzioni al fenomeno dei trasferimenti all’estero
Il motivo principale delle partenze resta evidente: con una pensione italiana medio-bassa, vivere all’estero può risultare economicamente più sostenibile.
Con il DDL Matera, il governo prova quindi a invertire la rotta. Il cuore del provvedimento è l’introduzione di una flat tax al 4% per un periodo determinato a favore dei pensionati italiani residenti in Paesi extra-UE che decidano di trasferire la residenza fiscale in Italia.
Si tratta di una tassazione sostitutiva agevolata, pensata per rendere più competitivo il rientro rispetto alle condizioni offerte da alcune destinazioni estere.
Non solo. Il provvedimento prevede anche una delimitazione territoriale: gli incentivi fiscali sarebbero riservati a chi si stabilisce in piccoli comuni delle aree interne, zone caratterizzate da spopolamento e declino demografico. L’obiettivo è duplice: recuperare contribuenti e allo stesso tempo sostenere territori fragili.
Il disegno di legge è ancora in fase di esame parlamentare. È già aperta la fase di presentazione degli emendamenti, con scadenza fissata al 5 marzo. Ciò significa che il testo potrebbe subire modifiche prima dell’approvazione definitiva.
Se dovesse completare l’iter, il DDL Matera rappresenterebbe un nuovo tassello nella competizione fiscale tra Stati per attrarre pensionati, trasformando l’Italia – almeno in alcune aree – in una destinazione fiscalmente più appetibile per chi oggi vive all’estero.
