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Pensione di vecchiaia prima dei 67 anni per chi svolge lavori faticosi, niente illusioni, la Fornero non è superata

Come cambia la pensione di vecchiaia dal 2027 anche per chi svolge lavori faticosi e pesanti, tutto sulle nuove salvaguardie.
26 Febbraio 2026
calcolo pensione
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C’è aria di frustrazione tra quanti dovranno andare in pensione nei prossimi anni e sentono quotidianamente ripetere che i requisiti saliranno. Dal 2027 le cose potrebbero cambiare, con molti contribuenti che finiranno dentro lo spettro dell’aumento dei requisiti di accesso alle prestazioni. Non tutti, però, subiranno questi incrementi. Perché per il 2027 è già deciso di salvaguardare dagli aumenti dell’età pensionabile chi svolge un lavoro gravoso o usurante.

La stessa agevolazione introdotta nel 2019, quando ci fu l’ultimo aumento legato all’aspettativa di vita, si ripropone anche in vista del nuovo incremento. Ma la verità è che lo sconto sarà molto più contenuto rispetto al passato e non sarà di 6 o 8 mesi, come da qualche parte si legge.

Pensioni di vecchiaia 2027, iniziano a salire i requisiti

Cosa succederà alle pensioni di vecchiaia nel 2027 ormai è chiaro. L’età pensionabile aumenterà di un mese dal 1° gennaio 2027 e di ulteriori due mesi dal 1° gennaio 2028. Significa che, se oggi si può andare in pensione di vecchiaia con 67 anni di età, nel 2027 si potrà fare la stessa cosa con 67 anni e un mese, mentre nel 2028 bisognerà arrivare a 67 anni e 3 mesi.

Come già accaduto nel 2019, l’aumento dell’età per la pensione di vecchiaia fu allora di 5 mesi, passando direttamente da 66 anni e 7 mesi a 67 anni. L’unica cosa che non viene toccata dall’adeguamento alla speranza di vita – che determina l’incremento dei requisiti anagrafici – è la soglia contributiva minima: i 20 anni di contributi restano invariati e lo saranno anche nel 2027 e nel 2028.

Niente incrementi dell’età pensionabile, però, per gli addetti ai lavori gravosi e usuranti: chi svolge un’attività faticosa e pesante non subirà l’aumento dei requisiti come gli altri.

La salvaguardia è stata riproposta per tutelare chi, alla luce del logorio dell’attività svolta, deve essere protetto dal rinvio dell’età pensionabile. Ma, come vedremo, la salvaguardia del 2019 non si somma a quella prevista dalla nuova legge di Bilancio. Anche per loro il 2027 segnerà un peggioramento. Anzi, per certi versi lo avvertiranno persino di più.

Pensione di vecchiaia prima dei 67 anni per chi svolge lavori faticosi, niente illusioni, la Fornero non è superata

Sul portale istituzionale dell’INPS, nella scheda dedicata alla pensione di vecchiaia, tra le righe si legge testualmente che:

“Per i lavoratori addetti ad attività gravose o particolarmente faticose e pesanti, di cui al decreto legislativo 67/2011 (circolare INPS 28 dicembre 2018, n. 126), non si applicano le disposizioni in materia di adeguamento alla speranza di vita per il biennio 2019-2020. A condizione che i medesimi siano in possesso di un’anzianità contributiva pari ad almeno 30 anni. Pertanto, tali lavoratori potranno andare in pensione con il requisito anagrafico di 66 anni e 7 mesi fino al 31 dicembre 2026.”

In buona sostanza, si specifica che, per godere dello sconto di 5 mesi anche nel 2026, gli addetti ai lavori gravosi e usuranti devono aver maturato almeno 30 anni di versamenti, e non i 20 anni previsti per la vecchiaia ordinaria. Versamenti effettivi da lavoro, perché non si considerano utili – ai fini di questo requisito specifico – i contributi figurativi, volontari o da riscatto.

Ma ciò che bisogna sottolineare, alla luce di quanto si legge, è che dal 1° gennaio 2027 i 5 mesi di sconto verranno meno. A chiare lettere, il portale INPS evidenzia che le disposizioni relative all’aumento dei requisiti del 2019 non si applicano a questi soggetti solo fino al 31 dicembre 2026.

Significa che dal 1° gennaio 2027 anche per loro l’età tornerà a essere pari a 67 anni. Per loro nel 2027 ci sarà quindi uno sconto di un solo mese, frutto della nuova salvaguardia introdotta. È sbagliato pensare che il mese di “sconto” previsto adesso si sommi a quello del 2019. Arrivando così dal 2027 a un vantaggio di 6 mesi che diventerebbe addirittura di 8 mesi dal 1° gennaio 2028.

Giacomo Mazzarella

In Investireoggi dal 2022 è una firma fissa nella sezione Fisco del giornale, con guide, approfondimenti e risposte ai quesiti dei lettori.
Operatore di Patronato e CAF, esperto di pensioni, lavoro e fisco.
Appassionato di scrittura unisce il lavoro nel suo studio professionale con le collaborazioni con diverse testate e siti.

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