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Pensioni, anche l’Isopensione cambia: come sfruttare 4 o 7 anni di anticipo

Isopensione e nuovi esodati, ecco le novità che tengono conto degli aumenti dei requisiti di accesso alle pensioni.
24 Febbraio 2026
Isopensione e nuovi esodati, ecco le novità che tengono conto degli aumenti dei requisiti di accesso alle pensioni.
Foto © Licenza Creative Commons

Ormai anche l’INPS lo ha confermato, recependo nei propri sistemi gli aggiornamenti previsti per i prossimi anni. L’aumento dei requisiti di accesso alle pensioni – con tre mesi complessivi in più nel biennio 2027-2028 – è, allo stato attuale, una realtà.

Il governo ha lasciato intendere la volontà di valutare un eventuale passo indietro, ma per ora resta confermato: un mese in più dal 2027 e ulteriori due mesi dal 2028.

Il risultato è noto: la pensione di vecchiaia salirà a 67 anni e 3 mesi, in applicazione del meccanismo di adeguamento alla speranza di vita; parallelamente, la pensione anticipata ordinaria richiederà 41 anni e un mese (donne 42 anni e un mese uomini 43 anni e un mese complessivi secondo gli incrementi previsti).

Questo incremento ha acceso i riflettori su una criticità specifica: i lavoratori già in prepensionamento tramite Isopensione. Per le nuove domande, tuttavia, una soluzione sembra delinearsi.

Isopensione e aumento dei requisiti: il nodo del prepensionamento

L’Isopensione – come i contratti di espansione e gli scivoli dei fondi bilaterali – è uno strumento di accompagnamento alla pensione finanziato dall’azienda, ma erogato dall’INPS.

Funziona come un “ponte” verso la pensione:

  • fino a 7 anni di anticipo (regime attuale fino al 31 dicembre 2026);
  • 4 anni di anticipo a partire dal 2027.

In sostanza, l’azienda può accordarsi con le organizzazioni sindacali per accompagnare alla pensione i lavoratori più vicini ai requisiti ordinari, sostenendone il costo fino al raggiungimento dell’età o dell’anzianità contributiva richiesta per la pensione effettiva.

Il problema nasce se, durante il periodo di Isopensione, i requisiti aumentano.

Se il contratto era stato costruito sul traguardo dei 67 anni, ma nel frattempo l’età pensionabile sale a 67 anni e 3 mesi, chi copre quei mesi aggiuntivi?

Da qui l’allarme su possibili “nuovi esodati”: lavoratori che rischierebbero di restare senza copertura economica nel passaggio tra prepensionamento e pensione definitiva.

La Ministra del Lavoro ha parlato di possibili misure di salvaguardia per evitare questo vuoto. Tuttavia, in attesa di eventuali interventi normativi, l’attenzione si concentra sulle nuove adesioni.

Isopensione: cosa cambia per le nuove domande

Per le nuove richieste, la soluzione sembra tecnica ma efficace: adeguare in anticipo la decorrenza dell’Isopensione ai nuovi requisiti.

Fino al 31 dicembre 2026 resta possibile un anticipo massimo di 7 anni.
Dal 2027, l’anticipo massimo scenderà a 4 anni.

Ciò che cambia, però, è il momento di accesso allo scivolo.

Chi maturerà la pensione di vecchiaia con i nuovi requisiti (ad esempio 67 anni e 3 mesi) non potrà più entrare in Isopensione esattamente a 60 anni, ma dovrà tener conto dei mesi aggiuntivi richiesti dalla normativa. In altre parole, si anticiperà sempre rispetto alla pensione effettiva, ma calcolando il nuovo traguardo anagrafico.

In questo modo si evita il rischio di “scoperture” tra fine Isopensione e accesso alla pensione ordinaria.

Il quadro resta in evoluzione

Resta il nodo dei decreti attuativi che dovranno rendere pienamente operativi gli aumenti previsti. E resta l’incognita politica: il governo potrebbe ancora intervenire per sterilizzare o ridurre gli incrementi.

Ma allo stato attuale, il sistema si sta già adeguando. E anche strumenti come l’Isopensione devono essere letti alla luce del nuovo scenario: prepensionamento sì, ma calibrato sui requisiti aggiornati.

Giacomo Mazzarella

In Investireoggi dal 2022 è una firma fissa nella sezione Fisco del giornale, con guide, approfondimenti e risposte ai quesiti dei lettori.
Operatore di Patronato e CAF, esperto di pensioni, lavoro e fisco.
Appassionato di scrittura unisce il lavoro nel suo studio professionale con le collaborazioni con diverse testate e siti.

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