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Oggi: 17 Feb, 2026

Duration più lunga? I segnali che riaprono il trade

L'allungamento della duration per le obbligazioni in portafoglio è stato evitato e sconsigliato in questi mesi, ma si apre uno spiraglio.
1 ora fa
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L’inflazione di gennaio negli Stati Uniti si è rivelata inferiore alle previsioni, scendendo al 2,4% e ai minimi dal maggio scorso. Un trend positivo per i mercati, tanto da potere influenzare molto presto la duration delle obbligazioni in portafoglio. Al termine della settimana scorsa, le aspettative forward d’inflazione a 5 anni tra 5 anni (5y5y) erano scese al 2,12%, ai livelli più bassi dall’annuncio dei dazi americani nell’aprile dello scorso anno. Erano salite fino al 2,41% nel luglio del 2025. Si tratta dell’inflazione attesa dai mercati tra 5 anni e per i prossimi 5 anni successivi. Può risultare astruso da comprendere, ma questo dato elimina la volatilità di breve periodo nelle rilevazioni delle aspettative.

5y5y forward inflation rate negli USA
5y5y forward inflation rate negli USA © License Creative Commons

Contrordine su duration obbligazioni?

Un’inflazione americana che scende è una buona notizia per il mercato delle obbligazioni europeo. I principali analisti internazionali prevedono per fine anno un cambio euro-dollaro tra 1,20 e 1,25. Ciò segnala alla Banca Centrale Europea (BCE) stabilità sul fronte valutario, se non un apprezzamento della moneta unica. E questo scenario rassicura sulla stabilità dei prezzi al consumo, in quanto riduce i costi delle importazioni. Perché ciò accade? Poiché l’inflazione negli USA è attesa stabile o in calo nel breve periodo, la Federal Reserve avrebbe gli strumenti per tornare a tagliare i tassi di interesse. Possibile fino a 3 volte entro la fine dell’anno per un cumulato 0,75%.

Tassi attesi più bassi deprezzano il dollaro, dato che i capitali affluiscono verso i mercati in cui i tassi sono più alti. Al momento, la divergenza tra tassi americani ed europei (Area Euro) è di 175 punti base o 1,75%.

Stando a tali previsioni, scenderebbe a 100 punti base o 1% a dicembre 2026. La minore divergenza monetaria rende in prospettiva l’euro più forte e può mutare la narrazione a proposito di obbligazioni e duration. Da quasi un anno gli investitori stanno mostrandosi più prudenti, accorciando quest’ultima nei loro portafogli. Cosa significa in pratica? Si espongono meno alle scadenze lunghe, perché i loro prezzi sono più sensibili alle variazioni dei rendimenti.

Inflazione americana giù buon segnale

Se l’inflazione americana proseguirà la discesa, la FED abbasserà i tassi e spingerà anche le altre banche centrali verso una politica monetaria meno restrittiva. La BCE sarebbe nelle condizioni o di tagliare anch’essa o di tenere invariato il costo del denaro più a lungo. Il mercato ri-prezzerebbe le obbligazioni a lunga scadenza, che risentono perlopiù dei rischi sovrani e delle aspettative d’inflazione. A quel punto, un po’ più di duration in portafoglio farebbe bene. La regola vuole che debba essere bassa quando lo sono anche i tassi e alta nello scenario opposto.

Possibile spiraglio per scadenze lunghe

In questa fase, i tassi sono relativamente bassi nel confronto internazionale e più alti degli anni pre-bellici. E’ molto improbabile che tornino ai livelli azzerati o negativi del passato. Ciò non toglie che possano restare ai livelli attuali a lungo, se il contesto geopolitico internazionale lo permette. La duration delle obbligazioni è stata ridotta nell’ultimo anno tra dazi e riarmo europeo, sul timore che crescano debiti e inflazione.

Il BTp 2072, bond del Tesoro più longevo sul mercato sovrano italiano, arrivò a scendere a 55,60 centesimi nel settembre scorso. Nelle ultime sedute, è tornato sui 60 centesimi.

Non è un indizio del trend per il tratto lungo della curva. Ad esempio, il bond austriaco a 100 anni resta bloccato attorno ai 30 centesimi da mesi. Non si nota alcuno slancio che faccia pensare ad una risalita almeno verso i 40 centesimi di un anno fa. Gli investitori sembrano tutti paralizzati dal rischio inflazione. Pensano che non sia saggio allungare la duration media delle obbligazioni nei loro portafogli. Un dilemma destinato a sciogliersi in un senso o nell’altro. Fin qui, gli scenari più cupi sono stati smentiti. Le economie mondiali si sono mostrate resilienti alle tensioni geopolitiche e commerciali e i prezzi al consumo non hanno accelerato il passo. Se questa situazione si consolida, si apre finalmente uno spiraglio per le scadenze più lunghe.

giuseppe.timpone@investireoggi.it 

Giuseppe Timpone

In InvestireOggi.it dal 2011 cura le sezioni Economia e Obbligazioni. Laureato in Economia Politica, parla fluentemente tedesco, inglese e francese, con evidenti vantaggi per l'accesso alle fonti di stampa estera in modo veloce e diretto. Da sempre appassionato di economia, macroeconomia e finanza ha avviato da anni contatti per lo scambio di informazioni con economisti e traders in Italia e all’estero.
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