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Oggi: 14 Feb, 2026

Pensioni e arretrati: Ecco come recuperare 5 anni di diritti non sfruttati

Come funzionano gli arretrati della pensione nel caso dei cosiddetti diritti inespressi da recuperare con la ricostituzione.
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Pensione e arretrati
Foto © Licenza Creative Commons

In questi giorni una notizia davvero particolare ha destato stupore in chi è interessato alle pensioni, alla previdenza sociale e a tutto ciò che circonda queste cose. Parliamo di un contribuente di Genova, di 75 anni che, titolare di un sussidio (pare prendesse l’Assegno di Inclusione), è andato al Patronato per vedere se poteva prendere l’Assegno Sociale, cioè un altro sussidio. Un contribuente che di fatto credeva di non avere diritto alla pensione. Ed invece, da una analisi del patronato è emerso che aveva contributi marittimi versati e diversi altri periodi contributivi. In pratica, è emerso che aveva diritto alla pensione e non a trattamenti assistenziali e sussidi come sono l’Assegno di inclusione o l’Assegno Sociale.

Ed ecco che a domanda fatta per la pensione di vecchiaia, al contribuente sono stati riconosciuti 106.000 euro di arretrati e una pensione di oltre 1.400 euro al mese. Un caso questo che ci permette di parlare ancora una volta di diritti inespressi, di pensioni sbagliate o di pensioni mai richieste.

Pensioni e arretrati: Ecco come recuperare 5 anni di diritti non sfruttati

Partiamo da un presupposto. Se si perde troppo tempo nel richiedere qualcosa all’INPS, si rischia di perdere quel qualcosa. In effetti un diritto può essere esercitato fino a 5 anni dopo la sua maturazione. O meglio, oltre i 5 anni indietro non si può andare, ma come dimostra il caso citato in premessa, un diritto maturato a 67 anni può essere chiesto a 75 anni, ma recuperando solo gli ultimi 5 anni e non quelli dietro.

Ma se il caso di prima è un caso “spot”, cioè un qualcosa di straordinario almeno dal punto di vista delle cifre, non è detto che non ci siano pensionati che possono recuperare qualcosa dall’INPS e nemmeno lo sanno.

Anzi, pare che statistiche alla mano, le pensioni sbagliate dal punto di vista degli importi, e soprattutto, sbagliate a discapito del pensionato, sono davvero tante. Circa una pensione su tre erogate dall’INPS ha importi sbagliati a sfavore del pensionato. Significa che ci sono somme aggiuntive che il pensionato ha diritto a chiedere. E arretrati di pensione fino a 5 anni indentro possono essere percepiti.

Pensione INPS e arretrati, ecco come funziona la ricostituzione

Bisogna passare alla verifica della propria pensione, e se è il caso, bisogna passare alla domanda di ricostituzione della pensione. Perché è questa la domanda che si deve presentare all’INPS per il ricalcolo del proprio trattamento se emerge che probabilmente la propria pensione ha delle cifre inferiori a quelle spettanti. A prescindere dalla motivazione da cui deriva questa situazione.

Perché può essere che alla data di liquidazione della pensione non sono stati considerati dei periodi di contribuzione. Oppure perché le condizioni reddituali del pensionato consentivano richieste di maggiorazioni e integrazioni che non sono state mai prodotte. O ancora, perché il nucleo familiare del pensionato è particolare, con soggetti a carico, su cui spettano assegni familiari mai chiesti.

I motivi possono essere i più disparati per un controllo che è necessario

Se il caso del soggetto di Genova è quello di un contribuente che non credeva di poter prendere la pensione, e quindi è un caso limite, quanto detto prima è abbastanza comune.

Anche perché da un anno all’altro le condizioni di un continente possono cambiare. E dalla data di liquidazione della pensione alla data attuale, le cose possono essere diverse. Come detto si può presentare la domanda di ricostituzione per motivi familiari, che riguarda il caso degli assegni familiari su soggetti a proprio carico.

Basti pensare al pensionato che convola a nozze dopo la data di pensione per esempio. O al pensionato già coniugato quando era andato in pensione, ma con la moglie che prima aveva reddito e adesso non più. E poi c’è la ricostituzione per motivi contributivi, se per esempio ci sono contributi non usati all’epoca della liquidazione, o quella per motivi reddituali, se per esempio il diritto alle maggiorazioni (collegate ai redditi del pensionato e del coniuge) in passato non c’era ma per le sopraggiunte condizioni reddituali, adesso c’è.

Giacomo Mazzarella

In Investireoggi dal 2022 è una firma fissa nella sezione Fisco del giornale, con guide, approfondimenti e risposte ai quesiti dei lettori.
Operatore di Patronato e CAF, esperto di pensioni, lavoro e fisco.
Appassionato di scrittura unisce il lavoro nel suo studio professionale con le collaborazioni con diverse testate e siti.