Ha toccato nuovi record contro l’euro ad un tasso di cambio inferiore a 0,91 e niente sembra prospettare un suo indebolimento nei prossimi mesi. Il franco svizzero si conferma una certezza quando tutto nel mondo sembra evolversi in maniera disordinata e fuori dagli schemi di riferimento del passato. La valuta elvetica resta il rifugio più solido al mondo tra gli asset cartacei. Una condizione che crea qualche preoccupazione alla Banca Nazionale Svizzera (BNS), che teme di dovere riesumare i tassi negativi contro la deflazione. I prezzi al consumo a dicembre sono cresciuti solo dello 0,1% annuale. Domani, scopriremo il dato di gennaio.
Franco svizzero da record con inflazione azzerata
L’istituto ha un target dello 0% e una soglia di tolleranza fino al 2%. In teoria, potrebbe trovarsi costretto ad agire se le variazioni fossero negative per diversi mesi consecutivi. D’altra parte, teme di irritare l’amministrazione Trump dopo che la confederazione è riuscita faticosamente a farsi abbassare i dazi dal 39% al 15%. Il governatore Martin Schlegel lo aveva chiarito al World Economic Forum di Davos, proprio nello stato alpino: “se il franco svizzero si apprezza, renderà la politica monetaria della BNS più complicata”.
Stabilità dei prezzi di lungo periodo
Abbiamo già affrontato il tema sulle ragioni di questa straordinaria forza storica. Stabilità politica, clima sociale molto disteso, basso indebitamento, stabilità dei prezzi, economia aperta e libera. Pensate che dal gennaio del lontano 1980, i prezzi al consumo elvetici sono aumentati solo del 98%. Non sono neppure raddoppiati, mentre negli Stati Uniti sono nel frattempo più che quadruplicati (+316,52%). Questo comporta che 100 franchi di oggi valgano quanto 50,52 franchi di allora.
Invece, 100 dollari oggi corrispondono ad appena 24 dollari di 46 anni fa.

Né conforta la comparazione con l’Eurozona, che sin dalla sua nascita l’1 gennaio del 1999 ha assistito ad un’inflazione cumulata del 76,5% (media annuale del 2,18%) contro il 17,35% della Svizzera (media 0,6%). I nostri 100 euro oggi valgono quanto 56,66 euro di 27 anni fa, mentre 100 franchi di oggi corrispondono a 85,11 franchi di inizio 1999. Ed è così che il dollaro ha perso più del 58% e l’euro il 43% contro il franco svizzero rispettivamente da gennaio 1980 e gennaio 1999.
Performance migliore contro l’oro
Se guardiamo al rapporto tra franco svizzero e l’altro “safe asset” per antonomasia – l’oro -, scopriamo che il metallo giallo si è apprezzato nella quotazione elvetica del 400% esatto negli ultimi 20 anni, cioè al ritmo di circa l’8,40% all’anno. In dollari, si è impennato di oltre il 700% (+11% annuale medio), mentre in euro di quasi il 760% (sopra l’11% in media all’anno).

Franco svizzero valuta di rifugio grazie a riserve altissime
La Svizzera è un’economia esportatrice e con un avanzo commerciale superiore all’8% del Pil. Un cambio troppo forte rischia di danneggiarla, nonché di importare deflazione. La prima cosa non sta accadendo, perché le sue esportazioni sono poco sensibili al prezzo.
La domanda estera non si riduce così facilmente solo per l’apprezzamento del franco svizzero. Ciò tiene alte le riserve valutarie con pressioni rialziste sul cambio che non svaniscono. Alla fine del 2025, ammontavano a 725 miliardi di franchi, circa il 90% del Pil. Ad esse si aggiungevano riserve auree per 1.040 tonnellate, pari ad altri 114,5 miliardi di franchi per riserve valutarie complessive nell’ordine del 105% del Pil.
giuseppe.timpone@investireoggi.it