Aggiornamento: Il nuovo BTp a 15 anni in collocamento oggi ha attirato ordini record per oltre 157 miliardi di euro, mai così elevati per un bond italiano in un’unica emissione. L’importo offerto è stato di 14 miliardi per un rapporto di 11,2. Il rendimento esitato è stato di 8 punti base (0,08%) sopra la scadenza di 1 ottobre 2040. A fronte di una cedola del 3,95% fisso annuo lordo pagata su base semestrale, il prezzo di emissione è stato di 99,99 centesimi per un rendimento annuo a scadenza del 3,99%. La data di godimento è fissata al 10 febbraio prossimo, mentre il regolamento delle sottoscrizioni per giorno 16.
Il Tesoro ha annunciato nel primo pomeriggio di ieri un collocamento sindacato per il lancio del nuovo BTp benchmark a 15 anni, che sarà tenuto “nel prossimo futuro, in relazione alle condizioni di mercato” tramite il seguente consorzio bancario composto da: Banco Bilbao Vizcaya Argentaria, Bank of America, Citibank, Deutsche Bank, Goldman Sachs e JP Morgan.
L’espressione è utilizzata ritualmente per le emissioni entro le 24 ore successive. La scadenza del bond è stata fissata per giorno 1 ottobre del 2041.
Nuovo BTp a 15 anni, previsioni sul rendimento
Il mese scorso, subito dopo il ritorno dalle festività, il Tesoro riscosse un enorme successo con l’emissione sindacata del nuovo BTp a 7 anni e un’ulteriore tranche del BTp Green 2046. Ricevette per l’occasione ordini record per oltre 265 miliardi di euro contro i 20 miliardi complessivamente offerti. L’operazione di oggi consente agli investitori italiani (e non) di puntare su un tratto della curva lungo, pur non eccessivamente. Si tratta dell’investimento ideale per coloro che desiderassero “bloccare” i rendimenti ancora alti offerti dal mercato, prima che eventualmente tornino a scendere.
E parliamo proprio di rendimento. Quanto potrà offrire il nuovo BTp a 15 anni? Noi sappiamo che l’attuale benchmark con scadenza 1 ottobre 2040 rende intorno al 3,85%. La scadenza di marzo 2041, più vicina alla durata dell’emissione odierna, si aggira attorno al 3,90%. Possiamo supporre che il mercato reclamerà un rendimento in area 3,95%. Questa potrebbe essere anche la cedola fissata al termine dell’operazione, presupponendo un prezzo alla pari o leggermente sotto di essa.
Bontà dell’investimento
Una cedola lorda del 3,95% equivarrebbe a un netto annuale del 3,46%. Poiché l’inflazione italiana è attesa bassa anche per il lungo periodo, ciò equivarrebbe a spuntare un rendimento netto reale positivo in area 2%. Un investimento di questo tipo è consigliato a coloro che volessero impiegare a lungo termine la liquidità, senza temere di averne bisogno da qui ai prossimi anni. Ricordiamo, infatti, che il BTp a 15 anni possiede una “duration” elevata, cioè si presenta come un bond volatile rispetto al rendimento di mercato. Pur essendo sempre possibile disinvestire prima della scadenza, il rischio sarebbe di farlo in perdita se il rendimento nel frattempo sarà salito.
Rischi a lungo termine
Un fattore a cui prestare attenzione è lo spread con la Germania. Sul tratto a 15 anni viaggia sui 65 punti base contro i quasi 120 di un anno fa. Il restringimento è stato dovuto minore risalita del rendimento italiano (+0,09%) rispetto al tedesco (+0,62%).
Non possiamo sapere cosa accadrà nei prossimi anni. Un ri-allargamento deprezzerebbe il bond tricolore anche in un contesto di rendimenti stabili sui mercati europei, magari conseguenza di instabilità politica e/o rischio sovrano specifico. Viceversa, in un contesto di calo dei rendimenti sarebbe possibile rivendere e realizzare una plusvalenza.
giuseppe.timpone@investireoggi.it