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Oggi: 20 Feb, 2026

Permesso soggiorno unico UE: l’Italia recepisce la direttiva e accorcia i tempi di rilascio

Il Governo semplifica il permesso soggiorno lavorativo: tempi più rapidi, maggiori tutele e nuove regole per favorire lavoro regolare e integrazione
4 settimane fa
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permesso soggiorno
Foto © Investireoggi

L’Italia compie un nuovo passo verso la semplificazione delle regole sull’immigrazione regolare e sul lavoro dei cittadini stranieri. Il Consiglio dei Ministr ha, infatti, dato il via libera, in esame preliminare, a un decreto legislativo che recepisce una direttiva europea recente. L’obiettivo è rendere più chiaro, rapido e tutelante il sistema che disciplina il rilascio del permesso soggiorno legato all’attività lavorativa, superando molte rigidità del passato.

Il provvedimento nasce da una proposta condivisa da più ministeri (Ministro per gli affari europei, il PNRR e le politiche di coesione Tommaso Foti, del Ministro dell’interno Matteo Piantedosi e del Ministro del lavoro e delle politiche sociali Marina Calderone) e punta a introdurre una procedura unica per consentire ai cittadini di Paesi extra UE di vivere e lavorare regolarmente in uno Stato membro.

Al centro della riforma vi è una maggiore attenzione ai diritti dei lavoratori stranieri e una riduzione significativa dei tempi burocratici, elementi che rendono il permesso soggiorno uno strumento più efficace e coerente con il mercato del lavoro attuale.

Nuove regole sul permesso soggiorno e recepimento della direttiva UE

Il decreto approvato dal Governo nel Consiglio dei Ministri del 20 gennaio 2026 italiano dà attuazione a una direttiva europea adottata nel 2024, che mira a uniformare le procedure nei vari Paesi dell’Unione. La novità principale è l’introduzione di una domanda unica per ottenere un titolo che consenta sia il soggiorno sia lo svolgimento di un’attività lavorativa. In questo modo, il permesso soggiorno diventa un atto amministrativo più semplice e meno frammentato.

Uno degli aspetti più rilevanti riguarda i tempi.

La normativa stabilisce che l’intero procedimento debba concludersi entro un massimo di 90 giorni, salvo situazioni eccezionali. Questo limite temporale rappresenta un cambiamento importante rispetto al passato, quando le attese potevano protrarsi per molti mesi. La riduzione dei tempi rende il permesso soggiorno più accessibile e prevedibile, a beneficio sia dei lavoratori stranieri sia delle imprese.

La riforma rafforza inoltre il principio di parità di trattamento, riconoscendo ai cittadini di Paesi terzi che soggiornano regolarmente un insieme di diritti comuni, in linea con quanto previsto a livello europeo.

Tempi certi e iter amministrativo semplificato

Uno degli obiettivi dichiarati del decreto è la semplificazione radicale delle procedure amministrative. L’introduzione di una scadenza precisa per la conclusione dell’iter consente di ridurre l’incertezza e il rischio di stalli burocratici. Il permesso soggiorno diventa così uno strumento più efficiente e compatibile con le esigenze produttive.

La procedura unica evita la sovrapposizione di più domande e autorizzazioni, concentrando tutto in un solo percorso amministrativo. Questo approccio riduce il carico di lavoro per gli uffici competenti e limita gli errori formali che spesso rallentavano il rilascio del permesso soggiorno.

La semplificazione non riguarda solo i tempi, ma anche la chiarezza delle informazioni, elemento essenziale per garantire legalità e trasparenza nei rapporti di lavoro.

Obblighi per i datori di lavoro e maggiore trasparenza

Il decreto introduce un importante obbligo a carico dei datori di lavoro.

Ogni comunicazione relativa al nulla osta dovrà essere trasmessa tempestivamente anche al lavoratore straniero. Questa misura rafforza la trasparenza e riduce il rischio di abusi o informazioni incomplete.

Grazie a questa novità, il titolare di permesso soggiorno è messo nelle condizioni di conoscere lo stato della propria pratica e di tutelare i propri diritti. La trasparenza diventa così uno strumento di prevenzione contro lo sfruttamento lavorativo.

Il rapporto tra datore di lavoro e lavoratore straniero viene riequilibrato, favorendo una gestione più corretta e responsabile del permesso soggiorno e delle autorizzazioni connesse.

Flessibilità lavorativa e tutele legate al permesso soggiorno

Un altro punto centrale della riforma riguarda la flessibilità nel mercato del lavoro. Il nuovo sistema consente al lavoratore straniero titolare di permesso soggiorno di cambiare datore di lavoro durante il periodo di validità del titolo, a condizione che venga effettuata una comunicazione alle autorità competenti.

In caso di perdita dell’occupazione, il permesso soggiorno non viene revocato immediatamente. È previsto un periodo minimo di tre mesi durante il quale il lavoratore può restare sul territorio nazionale per cercare una nuova opportunità. Questa tutela rappresenta un passo avanti importante per la stabilità sociale e lavorativa.

La possibilità di mantenere il permesso soggiorno anche in fase di disoccupazione favorisce percorsi di integrazione regolare e riduce il rischio di lavoro irregolare. Nel complesso, la riforma rende il permesso soggiorno uno strumento più moderno, orientato alla protezione dei diritti e all’equilibrio tra esigenze economiche e legalità.

Riassumendo

  • Il Governo approva un decreto per semplificare il rilascio del permesso soggiorno lavorativo.
  • Recepita una direttiva UE per una procedura unica di soggiorno e lavoro.
  • Tempi certi: il permesso soggiorno deve essere rilasciato entro 90 giorni.
  • Obbligo di trasparenza: il datore informa il lavoratore su ogni comunicazione ufficiale.
  • Maggiore flessibilità: il permesso soggiorno consente il cambio di datore.
  • In caso di disoccupazione, il permesso soggiorno resta valido per cercare lavoro.

Pasquale Pirone

Dottore Commercialista abilitato approda nel 2020 nella redazione di InvestireOggi.it, per la sezione Fisco. E’ giornalista iscritto all’ODG della Campania.
In qualità di redattore coltiva, grazie allo studio e al continuo aggiornamento, la sua passione per la materia fiscale e la scrittura facendone la sua principale attività lavorativa.
Dottore Commercialista abilitato e Consulente per privati e aziende in campo fiscale, ha curato per anni approfondimenti e articoli sulle tematiche fiscali per riviste specializzate del settore.

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