Dal 2000 il tuo quotidiano indipendente su Economia, Mercati, Fisco e Pensioni
Oggi: 28 Gen, 2026

Che pensione prendo se ho pochi contributi? Ecco la guida 2026

Pochi contributi o nessun contributi, ecco che pensione si prende nel 2026 e come funziona la misura dell'INPS.
1 settimana fa
2 minuti di lettura
Che pensione prendo se ho pochi contributi? Ecco la guida 2026
Foto © Investireoggi

Nelle nostre rubriche dedicate ai calcoli della pensione, ai contributi versati e alle retribuzioni che incidono sul trattamento previdenziale, affrontiamo spesso un tema centrale: non conta solo quando si va in pensione, ma soprattutto quanto si prenderà di pensione.

Una vita dignitosa ha un costo e, di conseguenza, molti lavoratori si chiedono quale sarà l’importo del loro assegno previdenziale una volta conclusa la carriera lavorativa. A prescindere dal sistema di calcolo applicato, le retribuzioni restano un elemento fondamentale, perché determinano l’ammontare dei contributi versati. È proprio il mix tra retribuzione e contribuzione che consente di capire come l’INPS calcolerà la pensione e quale sarà l’importo effettivamente percepito.

Questo vale per chi ha maturato un numero di contributi sufficiente per la pensione di vecchiaia o per una pensione anticipata. Ma cosa accade a chi non ha versato contributi a sufficienza per ottenere una pensione propria? In questi casi entra in gioco l’assegno sociale, una prestazione assistenziale rivolta a chi si trova in una condizione reddituale fragile.

Che pensione prendo se ho pochi contributi? Guida 2026 all’assegno sociale

L’assegno sociale, come tutte le prestazioni INPS, viene aggiornato ogni anno in base al tasso di inflazione. Per il 2026 l’adeguamento è fissato all’1,4%. Di conseguenza, l’importo dell’assegno sociale è aumentato rispetto al 2025.

Nel dettaglio, nel 2025 l’assegno sociale era pari a 538,69 euro mensili. Nel 2026 l’importo sale a circa 546 euro al mese.

Per ottenere l’assegno sociale non è necessario aver versato contributi. Chi ha versato contributi in misura insufficiente per accedere a una pensione, non li utilizza ai fini del calcolo.

Ad esempio, chi ha versato 19 anni di contributi e non ha raggiunto i 20 anni richiesti per la pensione di vecchiaia, riceverà l’assegno sociale esattamente come chi non ha mai versato contributi.

Ciò che conta, infatti, non sono i contributi, ma i redditi del richiedente e, se presente, del coniuge.

Assegno sociale 2026: soglie reddituali aggiornate e importi effettivi

Con l’aumento dell’importo dell’assegno sociale nel 2026, sono state aggiornate anche le soglie reddituali da rispettare per poter accedere al trattamento.

L’assegno sociale non è uguale per tutti: l’importo effettivamente percepito dipende dal reddito personale e, in caso di matrimonio, anche dal reddito del coniuge. Si tratta infatti di una prestazione che integra il reddito fino a raggiungere l’importo massimo previsto, pari a circa 546 euro mensili.

In pratica:

  • chi non ha alcun reddito e non è coniugato, può percepire l’assegno sociale in misura piena;
  • chi è coniugato, per ottenere l’importo pieno, deve avere un reddito complessivo di coppia che non superi l’importo annuo dell’assegno sociale stesso;
  • se il reddito è superiore, l’assegno è ridotto proporzionalmente fino ad azzerarsi al superamento delle soglie previste.

In definitiva, per chi non ha maturato una pensione propria, l’assegno sociale rappresenta nel 2026 l’unica forma di tutela economica garantita dallo Stato, ma resta una prestazione assistenziale, legata esclusivamente alla condizione reddituale e non alla storia contributiva del singolo.

Giacomo Mazzarella

In Investireoggi dal 2022 è una firma fissa nella sezione Fisco del giornale, con guide, approfondimenti e risposte ai quesiti dei lettori.
Operatore di Patronato e CAF, esperto di pensioni, lavoro e fisco.
Appassionato di scrittura unisce il lavoro nel suo studio professionale con le collaborazioni con diverse testate e siti.

pensione 2026
Articolo precedente

Pensioni 2026: ecco chi ha guadagnato 33,85 euro al mese in più nel cedolino

La Cina rallenta, guai sui mercati in Europa
Articolo seguente

Cina rallenta più del previsto: cosa significa per i mercati europei