Dal 2000 il tuo quotidiano indipendente su Economia, Mercati, Fisco e Pensioni
Oggi: 20 Feb, 2026

Rottamazione quinquies: vantaggio sul periodo, svantaggio sulle esclusioni

La rottamazione quinquies amplia il periodo dei debiti rispetto alla quater, ma restringe i carichi ammessi, cambiando le regole del gioco
1 mese fa
3 minuti di lettura
rottamazione quinquies
Foto © Investireoggi

La legge di Bilancio 2026 ha introdotto la nuova procedura di definizione agevolata dei debiti iscritti a ruolo che sta già facendo discutere operatori e contribuenti. Il provvedimento, contenuto nella legge 30 dicembre 2025 n. 199, viene comunemente indicato come rottamazione quinquies e rappresenta l’ennesimo tentativo del legislatore di alleggerire il magazzino della riscossione e ridurre il contenzioso pendente.

Pur inserendosi nella scia delle precedenti rottamazioni, questa nuova versione presenta caratteristiche molto diverse, che ne cambiano profondamente l’impatto pratico. L’intervento normativo combina, infatti, un ampliamento significativo del periodo temporale dei carichi definibili con una selezione estremamente rigida delle tipologie di debito ammesse.

Rottamazione quinquies e quadro normativo di riferimento

La rottamazione quinquies è disciplinata dall’articolo 1, commi da 82 a 101, della legge n. 199/2025 (Legge bilancio 2026). La finalità dichiarata è quella di favorire una chiusura agevolata di determinati debiti affidati all’Agente della Riscossione, consentendo il pagamento del solo importo dovuto a titolo di capitale.

Come già avvenuto nelle precedenti edizioni, il beneficio principale consiste nell’eliminazione delle sanzioni, degli interessi di mora e degli aggi di riscossione. Tuttavia, rispetto al passato, la rottamazione quinquies si distingue per una struttura tecnica più selettiva, che richiede particolare attenzione nella valutazione dei carichi ammissibili.

Il legislatore ha scelto di intervenire in modo mirato, riducendo il perimetro applicativo dell’istituto e concentrandolo su specifiche fattispecie considerate meritevoli di un trattamento di favore.

L’estensione temporale dei debiti ammessi

Uno degli aspetti più rilevanti della rottamazione quinquies riguarda l’arco temporale dei carichi che possono essere inclusi nella definizione agevolata. Sotto questo profilo, la misura si presenta come la più ampia mai introdotta.

Rientrano, infatti, nella procedura i debiti derivanti da carichi affidati all’Agenzia della Riscossione a partire dal 1° gennaio 2000 e fino al 31 dicembre 2023. Si tratta di un’estensione significativa, che supera di circa diciotto mesi il limite fissato dalla precedente rottamazione quater, ferma ai carichi consegnati entro il 30 giugno 2022.

Questo ampliamento temporale consente di includere posizioni debitorie molto risalenti, spesso difficili da recuperare con gli strumenti ordinari della riscossione, e allo stesso tempo intercetta debiti più recenti che non avevano trovato spazio nelle precedenti sanatorie.

La drastica selezione dei carichi definibili

Accanto alla generosità temporale, la rottamazione quinquies introduce però una restrizione netta sul piano oggettivo. A differenza delle versioni precedenti, che ricomprendevano un’ampia varietà di debiti fiscali e contributivi, la nuova disciplina opera una selezione estremamente puntuale.

Sono ammessi alla quinta definizione agevolata esclusivamente i debiti derivanti dall’omesso versamento di imposte risultanti dalle dichiarazioni annuali, nonché quelli emersi dalle attività di controllo automatizzato e formale previste dalla normativa sulle imposte dirette e sull’IVA.

Rientrano inoltre nella rottamazione quinquies i contributi previdenziali dovuti all’INPS, ma solo se scaturiscono da omissioni dichiarative e non da attività di accertamento. Restano, quindi, fuori tutti i contributi richiesti a seguito di verifiche ispettive o accertamenti contributivi.

Rottamazione quinquies e il principio della “compliance dichiarata”

La scelta del legislatore evidenzia una precisa linea politica: la rottamazione quinquies premia esclusivamente chi ha correttamente dichiarato il debito, ma non ha provveduto al pagamento.

In queste ipotesi, la definizione agevolata consente di estinguere il carico versando solo l’imposta o il contributo originariamente dovuto.

Al contrario, restano esclusi tutti i debiti derivanti da atti di accertamento, come gli avvisi sintetici o induttivi, gli accertamenti con adesione non rispettati e, più in generale, le pretese nascenti da contestazioni dell’Amministrazione finanziaria.

Sono inoltre escluse le sanzioni amministrative non tributarie e non contributive, con la sola eccezione delle multe per violazioni del codice della strada. Questo assetto rende la rottamazione quinquies uno strumento selettivo, pensato per incentivare l’adempimento spontaneo e ridurre il peso dei ruoli legati a semplici omissioni di pagamento.

Le date da segnare per la rottamazione quinquies

Si ricorda che la versione definitiva della rottamazione quinquies prevede che la domanda di adesione scadrà il 30 aprile 2026. La risposta arriverà entro il 30 giugno 2026. In sede di domanda, il contribuente dovrà indicare se pagare il dovuto in unica soluzione o a rate, potendo scegliere in un massimo di 54 rate bimestrali (9 anni).

La prima o unica rata avrà scadenza il 31 luglio 2026. Per la rottamazione quinquies non è prevista una rete di salvataggio, ossia i c.d. 5 giorni di tolleranza. Si decade chi non paga, entro la scadenza prevista, in tutto o in parte la prima o unica rata. Si decade anche se non si pagano due rate, anche non consecutive. Si decade inoltre se non si paga, in tutto o in parte, l’ultima rata del piano di dilazione prescelto in sede di adesione.

Riassumendo

  • La rottamazione quinquies nasce con la legge di Bilancio 2026 come nuova definizione agevolata.
  • La rottamazione quinquies amplia il periodo dei debiti dal 2000 fino al 31 dicembre 2023.
  • Il beneficio consiste nello stralcio totale di sanzioni, interessi e aggi di riscossione.
  • Ammessi solo debiti da omessi versamenti dichiarati di imposte e IVA.
  • Inclusi contributi INPS non versati, ma esclusi quelli derivanti da accertamenti.
  • Premia chi ha dichiarato correttamente ma non ha pagato.
  • Scadenza domanda 30 aprile 2026. Risposta entro il 30 giugno 2026.

Pasquale Pirone

Dottore Commercialista abilitato approda nel 2020 nella redazione di InvestireOggi.it, per la sezione Fisco. E’ giornalista iscritto all’ODG della Campania.
In qualità di redattore coltiva, grazie allo studio e al continuo aggiornamento, la sua passione per la materia fiscale e la scrittura facendone la sua principale attività lavorativa.
Dottore Commercialista abilitato e Consulente per privati e aziende in campo fiscale, ha curato per anni approfondimenti e articoli sulle tematiche fiscali per riviste specializzate del settore.

SPID Poste ID
Articolo precedente

SPID a pagamento di Poste Italiane, ecco come evitare di pagare usando lo stesso l’identità digitale

Certificate UBS sul settore bancario italiano
Articolo seguente

Certificate UBS sul settore bancario italiano: rendimento annuo del 10,2% e protezione Airbag