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Oggi: 12 Gen, 2026

Pensioni INPS: novità sui fondi pensione integrativi, TFR e anticipate, cosa cambia nel 2026?

Tra previdenza integrativa e pensioni INPS cosa introduce la manovra finanziaria adesso? Ecco le novità del 2026.
11 ore fa
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Tra previdenza integrativa e pensioni INPS cosa introduce la manovra finanziaria adesso? Ecco le novità del 2026.
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Nel 2025, per la prima volta, sembrava davvero che i legislatori avessero imboccato la strada di una integrazione tra pensioni obbligatorie e pensioni complementari. Si era infatti introdotta la possibilità di utilizzare le rendite dei fondi pensione complementari per accedere in anticipo alla pensione INPS.

Durante tutto il 2025, quando si parlava di pensioni, il tema centrale era proprio questo: rendere più semplice l’accesso alle pensioni pubbliche e migliorarne l’importo, sfruttando anche quanto accumulato nella previdenza integrativa.

Potenziare la previdenza complementare come strumento di supporto alla pensione obbligatoria è sempre stato un obiettivo evocato da diversi governi. Alcune novità introdotte con la legge di Bilancio vanno in questa direzione.

Altre, però, segnano un passo indietro. Vediamo quindi cosa cambia nel 2026 per pensioni INPS e fondi pensione integrativi.

Pensioni INPS: novità su fondi pensione integrativi, TFR e pensioni anticipate nel 2026

Una delle misure più note dell’INPS è la pensione anticipata contributiva. Si tratta di una prestazione accessibile a 64 anni di età con almeno 20 anni di contributi, ma solo a condizione di maturare un importo minimo della pensione.

La soglia richiesta è pari a:

  • 3 volte l’assegno sociale per gli uomini e per le donne senza figli;
  • 2,8 volte l’assegno sociale per le donne con un figlio;
  • 2,6 volte l’assegno sociale per le donne con due o più figli.

Nel 2025, e solo per quell’anno, era stata concessa la possibilità di sommare alla pensione INPS anche la rendita della previdenza complementare per raggiungere tali soglie.

La prima, rilevante novità del 2026 è che questa possibilità non è prorogata. Per l’accesso alla pensione anticipata contributiva non sarà più consentito integrare l’importo con la rendita dei fondi pensione.

Il requisito economico dovrà quindi essere soddisfatto esclusivamente con la pensione maturata presso l’INPS.

Le altre novità sulla previdenza integrativa introdotte dalla manovra

Oltre al tema delle pensioni anticipate contributive, la previdenza integrativa era finita al centro del dibattito anche per altre ipotesi. In particolare, si era parlato della trasformazione del TFR in rendita, proprio per agevolare l’accesso alle pensioni e aumentarne l’importo.

Queste ipotesi, però, non hanno trovato spazio nella manovra e sono rimaste allo stadio di progetto.

La legge di Bilancio 2026 interviene comunque sulla previdenza complementare con altre misure rilevanti. In particolare, dal 1° luglio 2026, per tutti i nuovi assunti scatterà l’adesione automatica a un fondo pensione, salvo espressa rinuncia.

Il meccanismo è quello del silenzio-assenso, con possibilità di recesso entro sei mesi dalla data di assunzione.

Sul fronte fiscale, è inoltre innalzato a 5.300 euro il limite di deducibilità dei contributi versati alla previdenza complementare, consentendo così una riduzione del reddito imponibile e un risparmio su IRPEF e addizionali.

Infine, per quanto riguarda il TFR, la manovra introduce l’obbligo di versamento all’INPS per le aziende con almeno 60 dipendenti. Questa soglia è destinata a ridursi ulteriormente: dal 2032, l’obbligo scatterà anche per le imprese con almeno 40 lavoratori in organico.

Giacomo Mazzarella

In Investireoggi dal 2022 è una firma fissa nella sezione Fisco del giornale, con guide, approfondimenti e risposte ai quesiti dei lettori.
Operatore di Patronato e CAF, esperto di pensioni, lavoro e fisco.
Appassionato di scrittura unisce il lavoro nel suo studio professionale con le collaborazioni con diverse testate e siti.

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