Pensioni

Età pensionabile 2013, cosa cambia con la riforma pensioni Fornero

Alessandra Caparello
Aggiornato il 02 Gennaio 2013, ore 08:37
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LA NOTIZIA

Cambia l'età pensionabile per donne e uomini dal 1 gennaio 2013 con l'avvento della riforma Fornero. Tutto quello che occorre sapere e le ultime indiscrezioni con la legge di stabilità 2014

età pensionabileCome cambia l'età pensionabile, ossia l'età per l'accesso alla pensione per donne e uomini,  dal 1 gennaio 2013 con l'entrata in vigore della riforma pensioni Fornero.  Quest'anno sono entrate in vigore gran parte delle novità introdotte dall’ex Governo tecnico, soprattutto con la manovra salva Italia, il DL 201/11 convertito in legge n. 214/2011.

Età pensionabile uomini e donne: cosa cambia dal 2013

Entrando nello specifico, l’età per andare in pensione, da quest’anno, il 2013, sarà per gli uomini a 66 anni e 3 mesi. Per le donne invece a 62 anni e 3 mesi per le donne. Così la nuova età pensionabile prevede che l’accesso alla pensione di vecchiaia, secondo le novità della riforma pensioni 2012, sarà possibile rispettando da una parte il requisito anagrafico per cui i lavoratori dipendenti dal 1 gennaio 2013 per accedere alla pensione dovranno avere 66 anni e 3 mesi e le donne 62 anni e 3 mesi. Dall’altra parte si dovrà rispettare anche il requisito contributivo per cui l’accesso alla pensione di vecchiaia sarà possibile con minimo 20 anni di anzianità contributiva.

Età pensionabile: la clausola di salvaguardia

Inoltre la legge, al riguardo, prevede una clausola di salvaguardia, secondo la quale per tutti, uomini e donne, sia del settore pubblico che di quello privato, l'età della pensione di vecchiaia non potrà comunque essere inferiore a 67 anni dal 2021, anche qualora questo traguardo non fosse raggiunto tramite gli adeguamenti alla speranza di vita. In pratica si fissa il limite anagrafico dei 67 anni come inderogabile, sia che ci si arrivi in modo naturale, adeguando il requisito alla crescita delle speranze di vita, sia che ci si arrivi in maniera obbligatoria, applicando la clausola appena descritta.  (Si veda per maggiori dettagli il nostro articolo Pensione di vecchiaia più lontana dal 2013).

Pensione anticipata 2013

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 Cambia anche dal 1 gennaio 2013, l’età per l’accesso alla cd pensione anticipata, ossia per le donne a 41 anni e 5 mesi e per gli uomini a 42 anni e 5 mesi. ( Si veda per maggiori dettagli il nostro articolo Pensione anticipata solo lavorando di più.Cosa cambia dal prossimo anno).

Pensione anticipata legge stabilità 2014

Sulla pensione anticipata recentemente la legge di stabilità 2014 aveva previsto, nella bozza originaria, una serie di modifiche e in particolare una sorta di accesso ancora più in anticipo alla pensione anticipata rispetto ai requisiti della riforma Fornero. Per i dettagli potrebbe interessare il nostro articolo Pensione anticipata, mini prestito a 62 anni solo per disoccupati).

Età pensionabile: il commento di Mastrapasqua

Il presidente dell'Inps, Antonio Mastrapasqua, ha così commentato la nuova età pensionabile, messa in atto con la riforma previdenziale : "L'età pensionabile è stata agganciata all'aspettativa di vita perché per fortuna si vive di più, quindi si lavorerà di più e si percepirà una pensione per più tempo, ma in realtà tale  riforma è cominciata vent'anni fa” – ha sottolineato – “ con Amato, poi con Dini e con tutti i governi che si sono susseguiti. Di fatto la riforma Monti-Fornero, chiude un ciclo di transizione molto lungo”.

 

Sul tema delle pensioni e legge di stabilità 2014 si rinvia ai nostri articoli:

Pensioni d'oro, contributi e riforma Fornero, ecco cosa cambierà

 

7 COMMENTI
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  1. EUGE 2 gennaio 2013

    al Signor MastraPasqua non credo dispiaccia se gli si allontana la pensione, non credo che Costui si usuri tanto per guadagnare quei 2’200’000 € … leggasi DUEMILIONIDUECENTOMILA EURO ANNUI

  2. big_boom 2 gennaio 2013

    tanto la riforma delle pensioni la fanno ogni 5 anni
    e’ un appuntamento fisso, tanto vale non versare niente e farsi una rendita per la vecchiaia
    non in europa pero’

  3. Francesco Villa 2 gennaio 2013

    Nel “rapporto annuale 2011 INPS” il presidente a pagina 74 ( a proposito delle modifiche alle pensioni) afferma: il risparmio previsto dalla legge 214/2011 nei primi tre anni e poi a regime sarà di: 20 milioni di euro nel 2012, 50 milioni nel 2013 e 100 milioni a decorrere dal 2014. Tali risparmi devono essere versati al Bilancio dello stato e devoluti all’ammortamento dei titoli di debito nazionale contribuendo alla riduzione del deficit Pubblico. Il che, tradotto in parole povere, significa che l’innalzamento dell’età pensionabile ed il taglio all’importo delle pensioni, non serve a sostenere i COSTI della PREVIDENZA, ma a far diminuire il DEFICIT dello STATO.

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