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Oggi: 08 Gen, 2026

Una poltrona per due spiega le vendite allo scoperto. Ma oggi non basterebbe più

"Una Poltrona per Due" è un classico natalizio da decenni per la tv italiana e spiega in maniera popolare le vendite allo scoperto.
2 settimane fa
3 minuti di lettura
Vendite allo scoperto tramite Una Poltrona per Due
Vendite allo scoperto tramite Una Poltrona per Due © Licenza Creative Commons

Così com’è vero che ogni 24 dicembre è la vigilia di Natale, un’altra certezza è che la tv italiana trasmette il film “Una Poltrona Per Due”. Come vedremo, ci insegna qualcosa che non è forse più valido come un tempo. Girato dal regista Johns Landis nel 1983, è un classico che racconta le avventure finanziarie di un improbabile Valentine, che vive di espedienti. I fratelli Duke lo prendono con sé per sottoporlo ad un esperimento sociale e gli affidano la gestione della Duke & Duke Commodities Broker, una società che negozia materie prime come il succo di arancia, protagonista nel finale del film. Valentine e Winthorpe, vittime del raggiro, escono vincitori grazie alle vendite allo scoperto.

I fratelli Duke, invece, finiscono rovinati.

Vendite allo scoperto, come funzionano

In questo articolo, non ci occuperemo più di tanto di spiegare il funzionamento delle vendite allo scoperto, anche se lo spiegheremo velocemente. Trattasi di operazioni che hanno ad oggetto la vendita di asset senza che chi le effettua ne disponga materialmente. Questi può farseli prestare da un broker o limitarsi a promettere all’acquirente la consegna entro una certa data (vendita “nuda” o “naked”). L’intento consiste nello speculare su un atteso calo dei prezzi. In questo modo, il venditore allo scoperto o “short seller” incassa più di quanto spenderà successivamente per acquistare il titolo sul mercato.

Nel racconto di “Una Poltrona Per Due” le vendite allo scoperto manderanno in bancarotta i Duke per il fatto che questi avevano scommesso al rialzo sul prezzo del succo di arancia, confortati da un rapporto segreto sbagliato. A Valentine e Winthorpe è andata benissimo, in quanto avevano tra le mani il rapporto corretto che prospettava raccolti abbondanti dell’agrume nella stagione invernale.

Tuttavia, queste operazioni incorporano un rischio tendenzialmente infinito, dato che i prezzi si potrebbero muovere al rialzo sempre alcuna limitazione, andando nella direzione opposta a quella auspicata dal venditore.

L’evoluzione dei mercati negli ultimi decenni

Nel film la si fa facile. C’è chi vince la scommessa e chi la perde nettamente. Si tratta pur sempre di un racconto natalizio, ovvio che i buoni vincano e i cattivi paghino. Tuttavia, nella realtà di oggi sui mercati le cose sono cambiate rispetto ad oltre 40 anni fa. Il principio dietro alle vendite allo scoperto è identico, ma nel frattempo si è evoluto il contesto. Valentine e Winthorpe beneficiano di un’asimmetria informativa che al tempo era una probabilità forte quando s’investiva, al netto del fatto che si tratti di un film comico. Gli operatori ancora erano gli “strilloni” in carne ed ossa che vediamo sempre più spesso solo nelle scene televisive e sempre meno nella realtà.

Oggi, sui mercati abbondano gli algoritmi e scarseggiano gli essere umani dietro a una scrivania a compravendere. Anche la finanza si è evoluta. I contratti derivati la fanno da padroni e amplificano i movimenti insieme agli ETF. Le vendite allo scoperto esistono, ma sono diventate forse più rischiose per via del trend meno prevedibile dei prezzi.

Non basta più avere ragione sui fondamentali, dato che l’abbondante liquidità consente ormai a un asset di restare finanche in bolla per anni prima di sgonfiarsi. Chi va controcorrente, rischia più che in passato.

Razionalità affievolita dai flussi di capitali

Vi ricordate lo short squeeze sulle azioni GameStop? Un gruppo numeroso di ragazzini mise KO la finanza tradizionale, accusata di “speculare” contro il titolo. Avevano ragione i venditori allo scoperto, ma fatto sta che a quasi 5 anni di distanza il titolo in borsa quota il quintuplo. I grandi flussi hanno preso il sopravvento sulla razionalità. Inoltre, l’accesso alle informazioni risulta oggi molto più diffuso di un tempo. Le asimmetrie informative esistono ancora, semplicemente durano molto meno e così si riducono i tempi necessari per l’arbitraggio.

Vendite allo scoperto più rischiose oggi degli anni ’80

Dunque, dai tempi di “Una Poltrona Per Due” la finanza è cambiata parecchio. Sono comparsi nuovi modi di investire come gli ETF e le informazioni sensibili sono più alla portata di tutti. Forse, oggi soffriamo di un eccesso di informazioni, rischio vero per chi deve assumere decisioni su come investire. Cresce la difficoltà nel discernere tra dati significativi e dati nell’immediato meno utili. E cresce la sensazione che più che a guardare ai fondamentali dei singoli titoli, i mercati adocchino i trend e li cavalchino fino in fondo. Le vendite allo scoperto diventano operazioni spericolate in tempi di ottimismo in borsa, prevalendo sempre più gli investimenti passivi. I contrarian preferiscono starsene in disparte e rientrare nel gioco quando il buon senso sembra essere tornato. I mercati di oggi puniscono chi ha ragione troppo presto.

giuseppe.timpone@investireoggi.it 

 

 

 

Giuseppe Timpone

In InvestireOggi.it dal 2011 cura le sezioni Economia e Obbligazioni. Laureato in Economia Politica, parla fluentemente tedesco, inglese e francese, con evidenti vantaggi per l'accesso alle fonti di stampa estera in modo veloce e diretto. Da sempre appassionato di economia, macroeconomia e finanza ha avviato da anni contatti per lo scambio di informazioni con economisti e traders in Italia e all’estero.
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