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Oggi: 03 Gen, 2026

Trattamento minimo pensione, scattano i nuovi importi: i numeri del 2026 (e il confronto col 2025)

Nel 2026 il trattamento minimo aumenta: nuovi importi, differenze rispetto al 2025 e perché questo valore resta centrale per molte pensioni
2 settimane fa
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trattamento minimo 2026
Foto © Investireoggi

Nel campo della rivalutazione pensioni per il 2026, uno dei numeri più osservati è quello del trattamento minimo. Non si tratta solo di una cifra “simbolica”: questo importo, infatti, viene usato come riferimento anche per stabilire soglie e limiti in diverse prestazioni legate al reddito.

Per fare un confronto chiaro, conviene partire dai valori “ufficiali” del 2025. Dal 1° gennaio 2025, il trattamento minimo per le pensioni dei lavoratori dipendenti e autonomi è stato fissato a 603,40 euro al mese, che diventano 7.844,20 euro l’anno.

Accanto a questo dato, nella stessa tabella compare anche l’assegno vitalizio, indicato a 343,97 euro mensili e 4.471,61 euro annui. Questi importi sono importanti anche perché, come ricordato nel testo, il trattamento minimo 2025 viene preso come base per individuare i limiti necessari a riconoscere prestazioni collegate al reddito nello stesso anno.

Trattamento minimo 2026: i nuovi valori provvisori

Nella Circolare sulla rivalutazione pensioni 2026 (la n. 153/2025), l’INPS ha indicato che dal 1° gennaio del nuovo anno i valori indicati diventano più alti. Il trattamento minimo “provvisorio” per il 2026 è pari a 611,85 euro al mese, cioè 7.954,05 euro su base annua. Anche l’assegno vitalizio viene aggiornato: 348,79 euro mensili e 4.534,27 euro annui.

Il documento ribadisce inoltre che, anche nel 2026, l’importo del trattamento minimo resta un riferimento per definire i limiti delle prestazioni legate al reddito.

Il confronto 2026 e 2025, in euro

Mettendo i numeri uno accanto all’altro, la differenza è immediata:

  • Trattamento minimo mensile: da 603,40 euro (2025) a 611,85 euro (2026). L’aumento è di 8,45 euro al mese.
  • Trattamento minimo annuo: da 7.844,20 euro (2025) a 7.954,05 euro (2026), cioè 109,85 euro in più nell’anno.
  • Assegno vitalizio mensile: da 343,97 euro (2025) a 348,79 euro (2026), pari a 4,82 euro in più.
  • Assegno vitalizio annuo: da 4.471,61 euro (2025) a 4.534,27 euro (2026), con un incremento di 62,66 euro.

Perché aumenta il trattamento minimo: la rivalutazione indicata per il 2026

Nel testo della circolare viene richiamata la percentuale di variazione usata per calcolare la perequazione: per il 2026 è indicato un +1,4% dal 1° gennaio 2026, con la precisazione che si tratta di un dato provvisorio e che potrà essere oggetto di conguaglio nell’anno successivo.

Per completezza, viene anche ricordato che per il 2025 la percentuale definitiva è stata fissata a +0,8% e che non risultano conguagli dovuti per la rivalutazione del 2025.

L’incremento aggiuntivo per chi è al minimo: cosa succede nel 2026

Oltre alla rivalutazione generale, il documento parla di un incremento specifico per le pensioni pari o inferiori al trattamento minimo. La proroga di questa misura arriva fino al 2026 e, soprattutto, cambia la percentuale: +2,2% per il 2025 e +1,3% per il 2026.

Per il 2026, la tabella riporta anche i numeri concreti dell’incremento massimo:

  • trattamento minimo di riferimento: 611,85 euro;
  • percentuale incremento: 1,3%;
  • incremento massimo mensile riconosciuto: 7,95 euro;
  • importo massimo riconosciuto: 619,8 euro.

L’INPS chiarisce inoltre alcuni aspetti pratici: l’incremento viene applicato sull’importo mensile in pagamento calcolato secondo le regole precedenti alla norma che lo ha introdotto; non dipende dai redditi posseduti; e cambia il modo di calcolo a seconda che la pensione sia o meno integrata al minimo (con regole specifiche anche per le pensioni in convenzione internazionale).

Riassumendo il trattamento minimo 2026

  • Il trattamento minimo è il riferimento centrale per pensioni e limiti delle prestazioni legate al reddito.
  • Nel 2025 vale 603,40 euro mensili, pari a 7.844,20 euro l’anno.
  • Nel 2026 sale a 611,85 euro al mese, cioè 7.954,05 euro annui.
  • L’aumento tra 2025 e 2026 è di 8,45 euro mensili.
  • La rivalutazione provvisoria per il 2026 è fissata all’1,4 per cento.
  • Per pensioni al minimo nel 2026 è previsto un incremento aggiuntivo dell’1,3 per cento.

Pasquale Pirone

Dottore Commercialista abilitato approda nel 2020 nella redazione di InvestireOggi.it, per la sezione Fisco. E’ giornalista iscritto all’ODG della Campania.
In qualità di redattore coltiva, grazie allo studio e al continuo aggiornamento, la sua passione per la materia fiscale e la scrittura facendone la sua principale attività lavorativa.
Dottore Commercialista abilitato e Consulente per privati e aziende in campo fiscale, ha curato per anni approfondimenti e articoli sulle tematiche fiscali per riviste specializzate del settore.

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