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Oggi: 09 Gen, 2026

Rottamazione quinquies, scadenze “senza rete”: tutte le cause che fanno saltare i benefici

La rottamazione quinquies promette sconti, ma scadenze rigide e zero tolleranza possono far perdere tutto anche per un lieve ritardo
1 giorno fa
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decadenza rottamazione quinquies
Foto © Investireoggi

La rottamazione quinquies è la nuova definizione agevolata, prevista dalla legge di bilancio 2026 (Legge n. 199/2025) pensata per chi vuole chiudere i debiti affidati alla riscossione in un periodo ampio, con la possibilità di pagare in un’unica soluzione o a rate. I debiti definibili sono quelli affidati all’Agenzia Entrate Riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023. Sono sanabili solo i debiti derivanti dall’omesso pagamento di imposte a fronte di dichiarazioni fiscali regolarmente presentate. Definibili anche gli omessi versamenti di contributi previdenziali, salvo quelli derivanti da atti di accertamento.

Rottamazione quinquies: unica soluzione o 54 rate

Con l’adesione alla rottamazione quinquies, il contribuente sostanzialmente risparmia sanzioni e interessi, riducendo il debito alla sola quota capitale ed altre piccole somme accessorie. Dunque, il risparmio è tangibile. Qualche giorno fa l’Agenzia Entrate Riscossione ha fornito le prime indicazioni operative sulla rottamazione quinquies.

Ha indicato che la piattaforma per la domanda sarà resa disponibile dopo il 20 gennaio 2026 (la domanda di adesione scade il 30 aprile di questo stesso anno).

In sede di adesione il contribuente indica se vuole pagare il dovuto in unica soluzione oppure a rate. Può scegliere un piano di rateizzo massimo composto da 54 rate bimestrali (9 anni). Sulle rate successive alla prima cadono interessi al tasso del 3% annuo (con decorrenza 1° agosto 2026 visto che la prima o unica rata scadrà il 31 luglio 2026.). Queste, invece, le scadenze successive alla prima rata:

  • la seconda e la terza rata, rispettivamente, il 30 settembre 2026 e il 30 novembre 2026;
  • dalla quarta alla cinquantunesima rata, rispettivamente, il 31 gennaio, il 31 marzo, il 31 maggio, il 31 luglio, il 30 settembre e il 30 novembre di ciascun anno a decorrere dal 2027;
  • dalla cinquantaduesima alla cinquantaquattresima rata, rispettivamente, il 31 gennaio 2035, il 31 marzo 2035 e il 31 maggio 2035.

Le regole, però, sono molto rigide: la rottamazione quinquies resta in piedi solo se i versamenti arrivano corretti e puntuali.

Quando si decade dalla quinta sanatoria

La causa principale di decadenza della rottamazione quinquies è il mancato pagamento: se la prima o unica rata non viene versata integralmente, oppure se due rate, anche non consecutive, del piano non vengono pagate, il beneficio si perde. La decadenza scatta anche quando il pagamento è insufficiente, cioè quando viene versata una somma più bassa rispetto a quella dovuta. Si decade anche se non si paga, in tutto o in parte, l’ultima rata del piano di dilazione prescelto.

Nella rottamazione quinquies il rispetto della scadenza non è un dettaglio, ma una condizione essenziale. Questo punto pesa ancora di più perché, a differenza di quanto accade nella rottamazione quater, qui non c’è un “cuscinetto” di tolleranza automatico.

Pagamenti tardivi: niente 5 giorni di tolleranza come nella rottamazione quater

Uno degli aspetti che può creare più problemi è proprio la scadenza. Nella rottamazione quater è nota la presenza dei 5 giorni di tolleranza: un breve margine che, in pratica, evita la decadenza se il versamento arriva di poco dopo la data prevista.

Nella rottamazione quinquies, invece, questo margine non è previsto. Significa che anche un ritardo minimo può diventare decisivo.

In concreto anche un imprevisto tecnico potrebbe trasformarsi in una perdita del beneficio.

Per questo la rottamazione quinquies richiede un’organizzazione più prudente: le scadenze vanno considerate “reali”, senza fare affidamento su giorni extra. È un cambiamento importante rispetto alla rottamazione quater e incide direttamente sul rischio di decadenza.

Cosa succede quando si decade dalla rottamazione quinquies

Quando si verifica la decadenza, la rottamazione quinquies smette di produrre i suoi effetti. In parole semplici: viene meno lo “sconto” su sanzioni e interessi previsto dalla definizione agevolata e torna in primo piano la gestione ordinaria del debito. Gli effetti più pratici sono questi:

  • riprendono i termini legati alla riscossione: ciò che era rimasto sospeso per effetto dell’adesione torna a decorrere;
  • le azioni di recupero possono ripartire: dalla ripresa delle procedure fino agli atti successivi previsti dalla riscossione;
  • le somme già pagate non vanno perse, ma vengono considerate acconti sul debito residuo: quindi riducono quanto resta da pagare, senza però mantenere i vantaggi della definizione.

Inoltre, decade anche quella “tregua” operativa che spesso accompagna l’adesione: l’idea di mettersi in regola con un calendario chiaro viene sostituita dall’incertezza tipica delle fasi di recupero. Per questo la rottamazione quinquies va gestita con attenzione, soprattutto nei mesi in cui si accumulano più scadenze.

Come ridurre il rischio di decadenza nella rottamazione quinquies

La rottamazione quinquies può essere utile, ma la sua convenienza dipende dalla capacità di rispettare il piano. Alcune cautele semplici aiutano a limitare gli incidenti:

  • pagamenti anticipati rispetto alla scadenza così da evitare ritardi bancari (per chi ha la domiciliazione bancaria è opportuno assicurarsi di avere disponibilità economica su conto che copra l’importo da pagare alla scadenza prevista);
  • controllo dell’importo: anche pochi euro in meno possono far scattare la decadenza della rottamazione quinquies;
  • scelta del numero di rate compatibile con le entrate: un piano lungo può sembrare più leggero, ma aumenta le occasioni di errore.
  • gestione delle scadenze “critiche” , perché nella rottamazione quinquies l’assenza dei 5 giorni di tolleranza rende più pericolosi i pagamenti al limite.

In sintesi, la rottamazione quinquies non punisce solo chi non paga: può mettere fuori gioco anche chi paga tardi o paga meno del dovuto.

E quando arriva la decadenza, gli effetti sono immediati: stop ai benefici e ritorno delle regole ordinarie della riscossione, con i versamenti già fatti che restano soltanto come acconti. Proprio per questo, la rottamazione quinquies va affrontata come un impegno a scadenze fisse, senza contare su margini extra come nella rottamazione quater, e con la massima precisione su importi e date.

Riassumendo

  • Nella rottamazione quinquies non esistono i cinque giorni di tolleranza previsti nella quater.
  • Anche un lieve ritardo può causare la decadenza dalla rottamazione quinquies.
  • Con la decadenza si perdono sconti e agevolazioni della rottamazione quinquies.
  • Le somme versate restano acconti sul debito residuo dopo la decadenza.
  • La riscossione ordinaria riparte subito in caso di decadenza dalla rottamazione quinquies.

Pasquale Pirone

Dottore Commercialista abilitato approda nel 2020 nella redazione di InvestireOggi.it, per la sezione Fisco. E’ giornalista iscritto all’ODG della Campania.
In qualità di redattore coltiva, grazie allo studio e al continuo aggiornamento, la sua passione per la materia fiscale e la scrittura facendone la sua principale attività lavorativa.
Dottore Commercialista abilitato e Consulente per privati e aziende in campo fiscale, ha curato per anni approfondimenti e articoli sulle tematiche fiscali per riviste specializzate del settore.

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