La Legge di Bilancio 2026 introduce una nuova opportunità per la regolarizzazione dei debiti fiscali e contributivi. Con la pubblicazione della Legge n. 199/2025, inserita nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale del 30 dicembre 2025, arriva ufficialmente la rottamazione quinquies, una nuova definizione agevolata delle cartelle esattoriali affidate all’Agenzia delle Entrate-Riscossione.
Cos’è la rottamazione quinquies e cosa prevede
La rottamazione quinquies consente di estinguere i debiti iscritti a ruolo pagando esclusivamente il capitale e le spese di notifica ed esecuzione. Non sono invece dovute le sanzioni, gli interessi per ritardata iscrizione a ruolo, gli interessi di mora e l’aggio di riscossione.
L’Agenzia delle Entrate-Riscossione ha già anticipato sul proprio portale istituzionale le prime indicazioni operative, chiarendo che la misura rappresenta una nuova occasione anche per chi in passato non è riuscito a rispettare i piani di pagamento delle precedenti rottamazioni.
Quali debiti rientrano nella quinta definizione agevolata
L’ambito di applicazione della rottamazione quinquies è piuttosto ampio. Sono ammessi i carichi affidati all’Agente della riscossione nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023.
Rientrano nella sanatoria le somme dovute per il mancato pagamento di imposte dichiarate o accertate automaticamente dall’amministrazione finanziaria, come quelle derivanti dai controlli sulle dichiarazioni dei redditi e dell’IVA. Sono inclusi anche i contributi previdenziali dovuti all’INPS, purché non nascano da accertamenti formali dell’ente.
Chi può aderire e chi resta escluso
Possono accedere alla rottamazione quinquies anche i soggetti che avevano aderito a precedenti definizioni agevolate e che sono decaduti per il mancato pagamento delle rate, a condizione che i debiti rientrino nel perimetro previsto dalla nuova norma.
La legge bilancio 2026, come precisa l’Agenzia Entrate Riscossione, esclude però una specifica categoria di contribuenti: non possono beneficiare della nuova rottamazione i debiti già inseriti in piani della cosiddetta “rottamazione-quater” per i quali, alla data del 30 settembre 2025, risultavano regolarmente versate tutte le rate scadute. In questi casi, il legislatore ha scelto di non riaprire i termini.
Modalità e termini per la presentazione della domanda
La richiesta di adesione dovrà essere presentata entro il 30 aprile 2026. La procedura di adesione alla rottamazione quinquies sarà esclusivamente telematica e verrà resa disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione, al massimo, entro la fine di gennaio 2026.
All’atto della domanda sarà possibile scegliere la modalità di pagamento: in un’unica soluzione oppure a rate. Il versamento in un’unica soluzione dovrà essere effettuato entro il 31 luglio 2026.
Pagamento rateale della rottamazione quinquies fino a nove anni
Uno degli aspetti più rilevanti della rottamazione quinquies è la possibilità di dilazionare il debito fino a un massimo di 54 rate bimestrali, pari a circa nove anni. Le prime tre rate scadono nel 2026, mentre le successive seguiranno un calendario fisso fino al 2035. In dettaglio:
- la prima, la seconda e la terza rata, rispettivamente, il 31 luglio 2026, il 30 settembre 2026 e il 30 novembre 2026;
- dalla quarta alla cinquantunesima rata, rispettivamente, il 31 gennaio, il 31 marzo, il 31 maggio, il 31 luglio, il 30 settembre e il 30 novembre di ciascun anno a decorrere dal 2027;
- dalla cinquantaduesima alla cinquantaquattresima rata, rispettivamente, il 31 gennaio 2035, il 31 marzo 2035 e il 31 maggio 2035.
Sulle somme rateizzate si applicano interessi del 3% annuo a partire dal 1° agosto 2026, una percentuale inferiore rispetto ai normali piani di riscossione.
Quando si perde il beneficio della rottamazione quinquies
La definizione agevolata non è priva di vincoli. In caso di mancato o insufficiente pagamento dell’unica rata prevista, la rottamazione quinquies diventa inefficace e le somme già versate vengono considerate semplici acconti.
Nel caso di pagamento rateale, la decadenza scatta se non vengono pagate due rate, anche non consecutive, oppure se non viene saldata l’ultima rata del piano. In queste situazioni, il debito residuo torna integralmente esigibile secondo le regole ordinarie. Le somme già pagate sono, comunque, considerati acconto sul debito complessivo che si andrà a ripristinare.
Riassumendo
- La rottamazione quinquies è introdotta dalla Legge di Bilancio 2026.
- Consente di pagare i debiti senza sanzioni, interessi di mora e aggio.
- Riguarda cartelle affidate alla riscossione dal 2000 al 2023.
- Ammessi anche decaduti da precedenti rottamazioni, con alcune esclusioni.
- Domanda telematica entro aprile 2026, pagamento unico o fino a 54 rate.
- Decadenza in caso di mancato pagamento dell’unica rata o di due rate.