La tua banca è sicura? Ecco qualche consiglio per capirlo

Consigli utili per evitare di investire o di portare i propri risparmi in una banca poco solida. Come capire se è a rischio?

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Consigli utili per evitare di investire o di portare i propri risparmi in una banca poco solida. Come capire se è a rischio?

Consigli per capire se la tua banca è sicura. Le notizie della stampa sulla crisi delle banche ti preoccupano? Hai sentito parlare di “bail-in” e della possibilità che persino i conti correnti sopra i 100.000 euro possano essere intaccati nel caso di crac dell’istituto, ma non sai come valutare il rischio?

Ti suggeriamo qualche semplice norma di comportamento, che potrebbe di molto ridurre il pericolo di portare il denaro presso una banca poco solida, premettendo che i timori di fallimento di questo o quell’istituto siano ad oggi un po’ eccessivi, rispetto alla realtà dei fatti. Per prima cosa, prima di aprire un conto in banca o investire in obbligazioni bancarie, devi assicurarti che l’istituto sia adeguatamente patrimonializzata.

Come? Verificando il suo Cet 1 ratio, un’espressione obiettivamente criptica, ma che segnala il rapporto tra gli impieghi ponderati per il rischio e il patrimonio complessivo dell’istituto. La BCE chiede che questo numero, espresso in termini percentuali, non sia inferiore al 10%.

In realtà, sarebbe buona cosa che la banca mostrasse un Cet 1 ratio ben superiore a tale livello minimo, diremmo dal 12% in poi, in quanto disporrebbe così di un cuscinetto di capitale adeguato per non incorrere nelle richieste di Francoforte di aumentare il patrimonio per non scendere al di sotto dei minimi regolamentari.

Capitale banche deve essere adeguato

Il Cet 1 ratio di una banca viene comunicato a ogni pubblicazione dei risultati trimestrali, per cui dovreste anche solo limitarvi a guardare il sito online dell’istituto o ad effettuare una veloce e semplice ricerca su Google. Sono dati alla portata di tutti. Compiuto questo primo passo, un altro riguarda la verifica dell’andamento in borsa del titolo negli ultimi “X” mesi. Poiché gli investitori tendono a vendere le azioni delle banche considerate più sopravvalutate e relativamente rischiose, qualora la performance del titolo risultasse nettamente peggiore della media generale del mercato, evidentemente qualcosa non quadra e sarebbe opportuno drizzare le antenne.

 

 

 

Azioni banche e rendimenti offerti sotto la lente del risparmiatore

L’andamento generale delle banche in borsa (17 le quotate a Piazza Affari ad oggi) è sintetizzato dall’indice Ftse All Share Banks. Se, per ipotesi, esso ha subito un calo del tot% dall’inizio dell’anno o negli ultimi “X” mesi, mentre il nostro titolo ha registrato una performance molto peggiore, sarebbe meglio chiedere maggiori informazioni a persone esperte del settore, prima di investirvi in un bond o di affidarvi il denaro, se superiore ai primi 100.000 euro garantiti sempre dal Fondo di tutela interbancario.

Ultima operazione da compiere è, infine, la comparazione dei tassi offerti sui conti correnti/deposito o i rendimenti sui bond. Se una banca offre sui suoi conti interessi significativamente più alti rispetto alla media del mercato i rendimenti nettamente più alti sulle obbligazioni emesse, ciò è indice di scarsa appetito del mercato verso gli strumenti finanziari dell’istituto, evidentemente perché non è considerato molto affidabile. Improbabile, infatti, che una banca offra il 2% su un conto deposito per un vincolo ad un anno, se tutte le altre banche principali si limitano, per esempio, ad offrire un magrissimo 0,2-0,2%, quando va bene.

 

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