Buono fruttifero postale serie O/P/Q: il Tribunale di Milano condanna Poste a pagare oltre 25 mila euro

Nuova sentenza in merito a un buono fruttifero postale serie O/P/Q: Tribunale di Milano condanna Poste a pagare oltre 25 mila euro.

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C’è una nuova ordinanza emessa dal Tribunale di Milano in merito a un buono fruttifero postale serie O/Q/P che condanna Poste Italiane a pagare. Tale decisione premia un risparmiatore di Milano che potrà così riscuotere gli importi previsti dietro la tabella dei titoli pari ad oltre 25 mila euro più gli interessi e le spese legali. Ecco cosa è accaduto.

Sentenza Tribunale di Milano a favore di un risparmiatore in merito ai buoni fruttiferi postali

Con una recentissima ordinanza la Dott.ssa Michela Guantario, Giudice del Tribunale di Milano, ha condannato Poste Italiane a pagare gli importi previsti nella tabella posta dietro il buono fruttifero postale della serie O/Q/P. Parliamo di una cifra di oltre 25 mila euro oltre agli interessi e alle spese legali.
Questa è la terza pronuncia favorevole ottenuta dallo studio legale dell’Avvocato Alberto Rizzo di Bra. Grazie ad essa c’è la speranza che i tanti risparmiatori che non ottengono gli importi contrattualmente concordati possano avere giustizia.
Nel dettaglio il risparmiatore era in possesso di un bfp della serie O/Q/P emesso il 3 agosto 1987 e aveva formalizzato un reclamo finanziario senza ottenere alcuna risposta. Per questo si è avvalso dell’assistenza dell’Avvocato Albero Rizzo, esperto in diritto bancario e postale, che gli ha consigliato di portare la vicenda in Tribunale.

L’ordinanza del Tribunale di Milano in merito al bfp

Grazie all’ausilio dell’Avvocato Alberto Rizzo il risparmiatore su indicato ha deciso di portare la sua pratica in Tribunale. La procedura semplificata seguita (regolata dagli articoli 702-bis e seguenti del codice di procedura civile) si è svolta nell’arco di alcuni mesi. Qualche giorno fa è poi giunta la decisione solo dopo un’udienza.

La Dottoressa Guantario ha sancito la prevalenza di quanto riportato sul bfp rispetto alle modifiche apportate con DM del 1986. Il timbro inserito da Poste Italiane prevedeva infatti interessi dovuti soltanto per i primi 20 anni di validità del buono fruttifero postale senza prevedere nulla per gli ultimi 10 anni.

Per tale motivo, Poste Italiane dovrà rimborsare al risparmiatore gli interessi previsti originariamente sul titolo per gli anni dal 21° al 30°. Quindi non quelli inizialmente riconosciuti oltre alle spese legali e agli interessi per una differenza di oltre 25 mila euro. Per Avvocato Rizzo, questa è una decisione importantissima che aiuterà tanti risparmiatori. Parliamo di quelli che dopo 30 anni dalla sottoscrizione del titolo si recano presso gli uffici postali ignari dei loro diritti e ottengono interessi più bassi rispetto ai rendimenti effettivi.

L’appello dell’Avvocato Rizzo in merito ai buoni fruttiferi postali

L’Avvocato Rizzo invita coloro che possiedono un buono fruttifero postale emesso dopo giugno 1986 a farlo esaminare per capire se si ha diritto ad ottenere un importo più alto. Ciò è possibile anche se il titolo è stato incassato purché non siano trascorsi dieci anni dalla scadenza. Tale ordinanza è inoltre molto positiva per i pareri favorevoli dall’Abf e gli inadempimenti di Poste. È infatti un precedente, dichiara Rizzo, “che di sicuro convincerà molti risparmiatori a procedere per la tutela dei loro diritti, in tutte le sedi giudiziarie competenti“.
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