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Oggi: 20 Feb, 2026

Ricongiunzione tra gestione separata e casse professionali: costi, limiti e regole (Circolare INPS n. 15/2026)

La Circolare INPS 15/2026 recepisce le nuove regole sulla ricongiunzione dei contributi tra gestione separata e casse professionali
1 settimana fa
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ricongiunzione tra gestione separata e casse professionali
Foto © Investireoggi

La ricongiunzione tra gestione separata e casse professionali: entra in una fase nuova: con la Circolare INPS n. 15 del 9 febbraio 2026 l’Istituto aggiorna le proprie istruzioni e si allinea a un orientamento ormai stabile dei giudici.

Il tema riguarda chi, nel corso della carriera, ha versato contributi sia nella Gestione separata INPS (art. 2, co. 26, L. 335/1995) sia in una Cassa professionale privata obbligatoria istituita ai sensi dei D. Lgs. 509/1994 e D. Lgs. 103/1996.

In parole semplici, la ricongiunzione consente di trasferire periodi contributivi da una gestione all’altra per valorizzarli in un’unica posizione previdenziale. L’intervento INPS è rilevante perché supera un’impostazione amministrativa più restrittiva e riconosce la possibilità di trasferimento in entrambe le direzioni, con regole diverse a seconda del verso scelto.

Ricongiunzione gestione separata/casse: dalla Cassazione all’INPS

La svolta nasce dalla giurisprudenza di legittimità. A partire dalla sentenza Cassazione n. 26039/2019, la Corte di Cassazione ha affermato il diritto del libero professionista a spostare verso la propria Cassa anche i contributi della Gestione separata.

Secondo questa lettura, l’art. 1, co. 2, L. 45/1990 configura un diritto “generale” alla ricongiunzione, che non può essere negato solo perché i sistemi di calcolo della pensione sono diversi.

Da qui l’aggiornamento INPS: la ricongiunzione tra gestione separata e casse professionali: viene ammessa sia in uscita (dalla Gestione separata verso una Cassa) sia in entrata (dalla Cassa verso la Gestione separata).

L’effetto pratico è un ampliamento delle scelte disponibili per ricostruire una storia contributiva più lineare, soprattutto nei percorsi lavorativi “misti”, con periodi alternati tra attività professionale e collaborazioni o lavoro autonomo assoggettato alla Gestione separata.

Ricongiunzione in uscita e in entrata: regole, limiti e calcolo dell’onere

Nel trasferimento dalla Gestione separata verso una Cassa, l’INPS richiama l’applicazione dei criteri ordinari previsti dalla L. 45/1990, con determinazione del montante e trasferimento della posizione secondo le regole della ricongiunzione.

In questa ipotesi, la ricongiunzione tra gestione separata e casse professionali: segue un impianto “classico”, legato alla logica del passaggio della contribuzione verso l’ente di categoria.

Diverso è il percorso verso la Gestione separata. Qui la circolare fissa paletti precisi:

  • la valutazione dei periodi trasferiti avviene solo con metodo contributivo;
  • non è possibile la ricongiunzione “a pezzi”, quindi niente trasferimenti parziali;
  • restano esclusi i periodi anteriori all’istituzione della Gestione separata, cioè prima del 1° aprile 1996.

Il punto più delicato è l’onere economico, quando il trasferimento è in entrata. La regola indicata è quella dell’art. 2, co. 5, D. Lgs. 184/1997, basata su un calcolo “a percentuale”. L’aliquota IVS da applicare è quella vigente nella Gestione separata al momento della domanda: la circolare richiama il 33% nel 2025.

La base di calcolo è la retribuzione imponibile dei 12 mesi meno recenti (o il periodo disponibile). Se il valore è troppo basso o troppo alto, operano comunque minimale e massimale previsti dalla legge.

L’importo finale dovuto è “netto”: si ottiene come differenza tra quanto calcolato con questi criteri e i contributi già presenti nella gestione di partenza.

In questo quadro la ricongiunzione tra gestione separata e casse professionali: richiede quindi una verifica attenta della convenienza.

Ricongiunzione tra gestione separata e casse: domande e decorrenza pensione

Sul piano operativo, la decorrenza della pensione dopo la ricongiunzione non può precedere il primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda. Per pagamenti, rateazioni e aspetti collegati (come interessi o mora), la circolare rinvia alle regole già note della L. 45/1990.

Le nuove indicazioni valgono per le domande presentate dal 9 febbraio 2026 (data di pubblicazione della circolare) e anche per domande o ricorsi già in corso, se non ancora definiti.

In sintesi, il cambio di rotta amplia le possibilità di ricostruzione contributiva, ma non elimina i vincoli tecnici e i costi potenziali: la ricongiunzione tra gestione separata e casse professionali: resta una scelta da valutare con precisione, alla luce delle regole e dei numeri del singolo caso.

Riassumendo

  • La circolare INPS 15/2026 amplia le regole sulla ricongiunzione dei contributi previdenziali.
  • Ammesso il trasferimento contributivo sia verso le casse professionali sia verso la Gestione separata.
  • L’orientamento INPS recepisce le sentenze della Cassazione favorevoli ai professionisti.
  • La ricongiunzione verso la Gestione separata avviene solo con metodo contributivo.
  • L’onere si calcola con aliquota IVS vigente e limiti di minimale e massimale.
  • Le nuove regole valgono anche per domande e ricorsi ancora non definiti.

Pasquale Pirone

Dottore Commercialista abilitato approda nel 2020 nella redazione di InvestireOggi.it, per la sezione Fisco. E’ giornalista iscritto all’ODG della Campania.
In qualità di redattore coltiva, grazie allo studio e al continuo aggiornamento, la sua passione per la materia fiscale e la scrittura facendone la sua principale attività lavorativa.
Dottore Commercialista abilitato e Consulente per privati e aziende in campo fiscale, ha curato per anni approfondimenti e articoli sulle tematiche fiscali per riviste specializzate del settore.

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