Come ormai noto, l’età per lasciare il lavoro torna a salire. Con l’aggiornamento legato all’aumento della vita media, il sistema previdenziale entra in una nuova fase. L’INPS, con apposito messaggio di qualche giorno fa (Messaggio n. 558 del 17 febbraio 2026), ha fatto sapere di aver già adeguato procedure e piattaforme informatiche per recepire le modifiche previste dalla legge di bilancio 2026 e dal decreto direttoriale emanato dal MEF di concerto con il Ministero del Lavoro. Dal 2027 servirà più tempo per maturare i requisiti pensione. E dal 2028 l’incremento sarà ancora più marcato.
L’adeguamento INPS fa parte di un passaggio tecnico, ma con effetti concreti sulla vita dei lavoratori e sugli equilibri del sistema previdenziale italiano.
Requisiti pensione: dal 2027 aumentano età e contributi
Il primo scatto ci sarà il 1° gennaio 2027. L’adeguamento sarà graduale: un mese in più nel 2027 e tre mesi complessivi dal 2028. Per la pensione di vecchiaia ordinaria, disciplinata dall’art. 24 del D.L. 201/2011, dal 2027 serviranno 67 anni e 1 mese di età (rispetto ai 67 di oggi) con almeno 20 anni di contributi. Dal 2028 l’età anagrafica salirà a 67 anni e 3 mesi, fermo restando il requisito contributivo minimo. Dunque, solo la pensione di vecchiaia nel 2026 resta a 67 anni di età e 20 anni di contributi (in alcuni caso possono bastarne anche 15).
Anche la pensione anticipata ordinaria subirà un incremento. Dal 2027 saranno necessari 42 anni e 11 mesi di versamenti per gli uomini e 41 anni e 11 mesi per le donne. Dal 2028 la soglia salirà rispettivamente a 43 anni e 1 mese e 42 anni e 1 mese. Resta invariata la cosiddetta “finestra mobile” di tre mesi: anche dopo aver maturato i requisiti pensione, l’assegno decorrerà solo trascorso questo ulteriore periodo.
Le modifiche non sono simboliche. Ogni mese aggiuntivo significa permanenza più lunga nel mondo del lavoro e slittamento dell’accesso alla rendita previdenziale.
Le nuove soglie per pensione anticipata, precoci e contributivi
L’adeguamento coinvolge tutte le principali modalità di uscita. Per i lavoratori precoci tutelati, la pensione anticipata richiederà dal 2027 almeno 41 anni e 1 mese di contributi. Dal 2028 il requisito salirà a 41 anni e 3 mesi. Anche in questo caso continua ad applicarsi la finestra di tre mesi.
Cambiano anche le condizioni per la pensione anticipata contributiva, riservata a chi rientra integralmente nel sistema contributivo. Dal 2027 occorreranno 64 anni e 1 mese di età e almeno 20 anni e 1 mese di contributi effettivi. Dal 2028 le soglie passeranno a 64 anni e 3 mesi di età e 20 anni e 3 mesi di versamenti effettivi. Anche qui resta il differimento di tre mesi per la decorrenza.
Infine, si modifica la pensione di vecchiaia contributiva. Dal 2027 serviranno 71 anni e 1 mese con almeno 5 anni di contributi effettivi; dal 2028 si passerà a 71 anni e 3 mesi.
L’aggiornamento dei requisiti pensione è quindi generalizzato e riguarda sia l’età anagrafica sia l’anzianità contributiva. Nessuna formula resta esclusa dall’incremento.
Perché aumentano i requisiti pensione: il ruolo della speranza di vita
La causa degli incrementi è automatica e trova fondamento nella normativa vigente.
L’ordinamento italiano prevede infatti che l’età pensionabile venga adeguata periodicamente all’andamento della speranza di vita rilevata dall’ISTAT, salvo interventi legislativi di blocco.
Tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026 sono state aggiornate le proiezioni demografiche. I nuovi dati hanno evidenziato un ulteriore allungamento della vita media. Di conseguenza, secondo il meccanismo previsto dall’art. 12 del D.L. 78/2010 e successive modifiche, scatta l’adeguamento automatico.
Il biennio 2027-2028 rappresenta solo una tappa. Se non interverranno correttivi politici, l’età di uscita continuerà a seguire l’evoluzione demografica.
L’INPS, con il messaggio n. 558/2026, ha comunicato di aver già aggiornato i software e le procedure interne per applicare in prospettiva i nuovi requisiti pensione. Tuttavia, ogni due anni sarà necessario un apposito decreto attuativo che formalizzi le soglie definitive.
Nel frattempo, le sedi territoriali dovranno attenersi alle nuove indicazioni operative. In caso di mancato possesso dei requisiti aggiornati, la domanda di pensione sarà respinta e l’esito comunicato anche al datore di lavoro.
Il sistema appare quindi più rigido e strettamente ancorato ai parametri demografici.
Requisiti pensione e futuro del sistema previdenziale
L’inasprimento dei requisiti pensione si inserisce in un contesto complesso. L’Italia deve fare i conti con l’invecchiamento della popolazione, una forza lavoro in diminuzione e stipendi medi non elevati. Per le generazioni più giovani il rischio è duplice: accesso alla pensione più tardivo e assegni di importo inferiore rispetto al passato, soprattutto nel sistema contributivo puro, dove l’importo dipende strettamente dai contributi versati e dall’andamento del PIL.
L’incremento dei requisiti pensione rende evidente una direzione precisa: la sostenibilità finanziaria del sistema passa attraverso un allungamento della vita lavorativa e una maggiore responsabilizzazione individuale nella costruzione del proprio futuro previdenziale.
Il 2028 non rappresenta un punto di arrivo. È piuttosto un passaggio intermedio di un percorso che potrebbe proseguire nei bienni successivi, in base all’andamento della speranza di vita e alle scelte politiche che verranno adottate. In questo scenario, comprendere con precisione i nuovi requisiti pensione diventa fondamentale per pianificare in modo consapevole il percorso lavorativo e previdenziale, alla luce di regole sempre più stringenti e di un sistema chiamato a reggere sfide demografiche ed economiche senza precedenti.
Riassumendo
- Dal 2027 aumenta l’età pensionabile di un mese.
- Dal 2028 l’incremento complessivo sarà di tre mesi.
- Cambiano requisiti per vecchiaia e pensione anticipata ordinaria.
- Aumenti previsti anche per precoci e contributivi.
- Adeguamento automatico legato alla crescita della speranza di vita.
- Previdenza complementare sempre più centrale per integrare assegni futuri.