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Prelievi “salvi”, versamenti no: la linea della Cassazione sui conti dei professionisti

La Cassazione interviene sui controlli bancari chiarendo quando i versamenti dei professionisti possono trasformarsi in reddito presunto
3 giorni fa
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versamenti sul conto del professionista
Foto © Investireoggi

La Corte di Cassazione torna a intervenire su un tema centrale per il mondo delle partite IVA e dei lavoratori autonomi: i versamenti sul conto del professionista e il loro rilievo ai fini fiscali. Con l’ordinanza n. 29739 dell’11 novembre 2025, i giudici di legittimità hanno chiarito in modo netto come debba essere applicata la presunzione prevista dalla normativa tributaria, distinguendo tra versamenti e prelievi bancari.

La pronuncia assume particolare importanza perché corregge un’interpretazione estensiva adottata dai giudici di merito e riafferma un orientamento ormai stabile della giurisprudenza.

Versamenti sul conto del professionista: il caso all’origine della controversia

La vicenda prende avvio da un accertamento fiscale notificato a un lavoratore autonomo per l’anno d’imposta 2011.

L’Agenzia delle Entrate aveva utilizzato le indagini finanziarie previste dall’articolo 32 del Dpr n. 600 del 1973, rilevando versamenti sul conto del professionista non accompagnati da adeguata giustificazione.

Secondo l’Amministrazione finanziaria, tali somme rappresentavano redditi non dichiarati e, come tali, dovevano essere recuperate a tassazione. Il contribuente aveva però contestato l’impostazione dell’Ufficio, sostenendo l’assenza di un valido fondamento giuridico per la ripresa fiscale.

Le decisioni dei giudici di merito

In primo grado, la Commissione tributaria provinciale aveva accolto il ricorso del professionista. Lo stesso esito si era avuto in appello davanti alla Commissione tributaria regionale della Sicilia.

La CTR aveva ritenuto che, dopo la sentenza n. 228 del 2014 della Corte costituzionale, la presunzione legale prevista dall’articolo 32 non fosse più applicabile ai lavoratori autonomi, né per i Versamenti sul conto del professionista, né per i prelievi. Secondo tale lettura, l’intervento della Consulta avrebbe eliminato ogni automatismo presuntivo nei confronti delle professioni.

Il ricorso dell’Agenzia delle Entrate

L’Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione davanti alla Corte di Cassazione, contestando l’interpretazione adottata dalla CTR. L’Ufficio ha evidenziato come la pronuncia della Corte costituzionale riguardasse esclusivamente i prelievi e non anche i versamenti sul conto del professionista.

Secondo l’Amministrazione, estendere l’esclusione della presunzione anche ai versamenti significava alterare il contenuto della norma, privandola di una parte ancora pienamente valida.

Versamenti sul conto del professionista: il chiarimento della Corte di Cassazione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell’Agenzia, annullando la sentenza impugnata e rinviando il giudizio alla CTR per una nuova valutazione. I giudici hanno ribadito che la presunzione sui versamenti sul conto del professionista continua a operare.

In particolare, la Cassazione ha affermato che le somme versate sui conti correnti del lavoratore autonomo sono considerate, in via presuntiva, componenti di reddito, salvo che il contribuente dimostri in modo analitico la loro estraneità all’attività professionale.

La distinzione tra versamenti e prelievi

La decisione conferma un doppio regime applicativo ben definito. Da un lato, i versamenti sul conto del professionista restano soggetti alla presunzione legale e possono giustificare un accertamento fiscale in assenza di spiegazioni puntuali. Dall’altro lato, i prelievi non possono più essere automaticamente collegati alla produzione di reddito.

Questa differenza discende dalla dichiarazione di illegittimità costituzionale della norma che equiparava i prelievi dei professionisti a quelli degli imprenditori, ritenuta incompatibile con i principi di capacità contributiva e ragionevolezza.

Le motivazioni della Corte costituzionale

La Consulta aveva sottolineato come il lavoro autonomo si distingua dall’attività d’impresa per la centralità dell’apporto personale e per l’assenza, in molti casi, di una struttura organizzata. Presumere che ogni prelievo sia finalizzato a generare ricavi è stato giudicato arbitrario.

Tale valutazione, però, non riguarda i versamenti sul conto del professionista, che restano un indice rilevante per l’Amministrazione finanziaria ai fini del controllo dei redditi dichiarati.

Versamenti sul contro del professionista: le conseguenze pratiche della pronuncia

La decisione della Cassazione rafforza l’obbligo di tracciabilità e di corretta documentazione dei versamenti sul conto del professionista. In caso di accertamento, spetta al contribuente dimostrare l’origine non imponibile delle somme, come donazioni, rimborsi o risparmi personali.

La sentenza rappresenta quindi un punto fermo nel contenzioso tributario, offrendo un quadro chiaro e distinto tra versamenti e prelievi, con effetti concreti sulla gestione dei rapporti bancari dei lavoratori autonomi.

Riassumendo

  • La Cassazione conferma la presunzione fiscale sui versamenti sul conto del professionista non giustificati.
  • L’accertamento nasce da indagini bancarie su somme versate dal lavoratore autonomo nel 2011.
  • I giudici di merito avevano escluso la presunzione anche sui versamenti, interpretazione ritenuta errata.
  • La Corte distingue tra versamenti sul conto del professionista e prelievi bancari.
  • I prelievi non sono più presunti reddito per i professionisti dopo la sentenza costituzionale.
  • I versamenti sul conto del professionista devono essere giustificati analiticamente dal contribuente.

Pasquale Pirone

Dottore Commercialista abilitato approda nel 2020 nella redazione di InvestireOggi.it, per la sezione Fisco. E’ giornalista iscritto all’ODG della Campania.
In qualità di redattore coltiva, grazie allo studio e al continuo aggiornamento, la sua passione per la materia fiscale e la scrittura facendone la sua principale attività lavorativa.
Dottore Commercialista abilitato e Consulente per privati e aziende in campo fiscale, ha curato per anni approfondimenti e articoli sulle tematiche fiscali per riviste specializzate del settore.

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