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Oggi: 15 Feb, 2026

Pensioni nel 2026: Ecco le categorie interessate dalle uscite anticipate

Pensioni anticipate nel 2026, ecco le categorie che possono uscire prima dal lavoro, le varie misure e i vari requisiti.
2 giorni fa
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Prima degli inasprimenti del 2027, uscire dal lavoro nel 2026 può essere più semplice per alcune specifiche categorie di contribuenti. Infatti, ci sono alcune misure che a determinate categorie permettono uscite anticipate nel corrente anno. Ripetiamo, prima che dal 2027 le cose cambino, perché effettivamente gli inasprimenti dei requisiti per le pensioni ordinarie potrebbero portare inasprimenti anche per le altre misure di pensionamento anticipato. Lo dimostra per esempio il fatto che inserita una finestra di decorrenza di tre mesi per le pensioni anticipate ordinarie con 42,10 anni di contributi, lo stesso fu fatto pure per i precoci e la loro quota 41. Ecco allora un quadro dettagliato delle categorie che riusciranno quest’anno ad andare in pensione prima di aver raggiunto i 67 anni, con tutte le misure e tutti i relativi requisiti.

Addetti ai lavori gravosi o addetti ai lavori usuranti, ecco le misure che anticipano l’uscita nel 2026

Categorie di contribuenti che possono godere di uscite anticipate dal mondo del lavoro abbiamo detto. In questa platea sicuramente rientrano gli addetti ai lavori usuranti e gli addetti ai lavori gravosi. Ma chi sono questi soggetti? Ecco, per esempio, che per lavoro gravosi si fa riferimento alle seguenti attività:

  • Lavoratori del settore edilizio;
  • Camionisti e conducenti di mezzi pesanti in genere;
  • Operai agricoli;
  • Conciatori di pelli e pellicce;
  • Siderurgici;
  • Maestre ed educatori di scuola dell’infanzia o asili nido;
  • Macchinisti dei treni o personale ferroviario viaggiante;
  • Pescatori;
  • Marittimi;
  • Badanti professionali e addetti all’assistenza di soggetti non autosufficienti in genere;
  • Netturbini e addetti alla raccolta o allo smaltimento dei rifiuti;
  • Gruisti e conduttori di macchine operatrici nelle costruzioni;
  • Infermieri ed ostetriche che lavorano in turni nella sale operatorie e nelle sale parto;
  • Facchini;
  • Addetti ai servizi di pulizia privi di qualifiche.

Per l’altra categoria dei lavori usuranti invece abbiamo:

  • Lavoratori notturni;
  • Operai della cosiddetta linea a catena;
  • Autisti dei mezzi di trasporto pubblici con massa minima di 9 trasportati;
  • Addetti al lavoro in cave, miniere ed in sotterranea;
  • Attività di palombaro;
  • Addetti al lavoro in spazi ristretti e angusti;
  • Lavoratori del vetro cavo;
  • Addetti al lavoro con costante esposizione alle alte temperature;
  • Addetti allo smaltimento dell’amianto.

Pensioni nel 2026: Ecco le categorie interessate dalle uscite anticipate

C’è una sola misura che permette anche nel 2026 di lasciare il lavoro a tutte le categorie prima citate. Ovvero sia ai lavori gravosi che ai lavori usuranti. La misura è la quota 41 per i precoci. Occorre aver versato almeno 41 anni di contributi. Ma di questi un anno almeno, pure se versato in discontinuità, deve essere prima dei 19 anni di età.

Solo per i lavori gravosi c’è la possibilità, raggiunti i 63 anni e 5 mesi di età, di lasciare il lavoro e andare in pensione nel 2026 con l’Ape sociale. Bastano 36 anni di versamenti. Invece solo per i lavori usuranti c’è lo scivolo di quota 97,6. Basta arrivare a 61 anni e 7 mesi, maturando anche almeno 35 anni di versamenti e contestualmente chiudere la quota 97,6 sommando età e contributi.

Pensioni anticipate 2026, la figura del caregiver e le misure che permettono di anticipare l’uscita

Un’altra categoria che può, concretamente, aspirare ad uscire in anticipo è quella dei caregivers. Parliamo di soggetti che hanno a che fare con la cura e l’assistenza ad un familiare disabile. Il parente disabile deve essere un invalido grave sotto i benefici della legge 104. E deve risultare convivente con il richiedente la pensione da almeno sei mesi. Residenza che significa coabitazione sotto lo stesso tetto, in una casa con il medesimo numero civico e al massimo con un interno diverso. Queste regole valgono sia per l’Ape sociale, che ripetiamo si centra con 63 anni e 5 mesi di età, ma con 30 anni di versamenti (per i lavori gravosi come detto prima, ci vogliono 36 anni di versamenti), che per la quota 41 precoci. Il parente deve essere il coniuge, un altro parente di primo grado, oppure un parente o affine fino al secondo grado che hanno familiari di primo grado deceduti, invalidi o troppo anziani.

Gli invalidi e le misure di pensionamento anticipato

Un’altra categoria ancora è quella degli invalidi a cui la legge offre pensionamenti anticipati. Con 63 anni e 5 mesi di età e 30 anni di versamenti c’è per loro l’Ape sociale. Con 41 anni di versamenti e almeno 12 mesi prima dei 19 anni di età c’è la quota 41 precoci. Invece con una invalidità pensionabile pari almeno all’80% (non invalidità civile ma specifica per il lavoro che si svolge), c’è la possibilità con almeno 20 anni di versamenti di uscire con 56 anni di età per le donne e con 61 anni di età per gli uomini.

Ape sociale e quota 41 anche per i disoccupati

Sia l’Ape sociale con 63 anni e 5 mesi di età e 30 anni di contributi che la pensione dei precoci con 41 anni di contributi si applicano pure nel 2026 ai disoccupati. Ma si deve parlare esclusivamente di disoccupati involontari. Perché la perdita del posto di lavoro deve essere involontaria (non dimissioni senza giusta causa)? Perché bisogna prima rientrare nel perimetro della Naspi.

Infatti, sia per l’Ape sociale che per la quota 41 precoci bisogna passare dalla Naspi, prenderla tutta e poi presentare domanda di pensionamento.

Sottolineando che per la quota 41 precoci bisogna aspettare 3 mesi dall’ultima mensilità di Naspi percepita. Sulla questione della Naspi spesso è intervenuta anche la giurisprudenza a dirimere contenziosi sottolineando come non serva necessariamente prendere la Naspi. Ma piuttosto, finirla tutta per chi la sta prendendo perché pensione e indennità di disoccupazione non si possono prendere insieme. Resta il fatto che le regole prima citate sono quelle e che la giurisprudenza non modifica l’interpretazione dell’INPS ma crea solo il precedente.

In anticipo la pensione nel 2026 per chi ha cominciato a lavorare dopo il 1995

Non si tratta di particolari tiptologie di lavori, e nemmeno di fragilità come lo sono le invalidità, i familiari invalidi o la perdita del lavoro, ma c’è un’altra categoria che può anticipare il pensionamento. Parliamo dei soggetti che hanno il primo versamento successivo al 31 dicembre 1995. Si tratta di contribuenti che vengono definiti o nuovi iscritti, oppure contributivi puri. Per loro la pensione può arrivare a 64 anni di età (o prima in base al numero di figli avuti per le donne, fino a 16 mesi prima) con 20 anni di contributi. Ma solo se la pensione liquidata alla data di uscita è pari a tre volte l’importo dell’Assegno Sociale. Significa nel 2026 prendere una pensione pari a 546,23 euro al mese moltiplicato per 3. Solo per le donne se hanno avuto un figlio si moltiplica per 2,8 e se hanno avuto due o più figli si moltiplica per 2,6.

Giacomo Mazzarella

In Investireoggi dal 2022 è una firma fissa nella sezione Fisco del giornale, con guide, approfondimenti e risposte ai quesiti dei lettori.
Operatore di Patronato e CAF, esperto di pensioni, lavoro e fisco.
Appassionato di scrittura unisce il lavoro nel suo studio professionale con le collaborazioni con diverse testate e siti.