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Oggi: 09 Feb, 2026

Pensioni marzo 2026, arrivano conguagli e aumenti: chi guadagna e quanto

Le pensioni marzo 2026 segnano l’avvio di tagli IRPEF, aumenti INPS e conguagli arretrati che incidono concretamente sugli assegni
3 ore fa
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Le pensioni marzo 2026 rappresentano un passaggio importante per molti beneficiari, perché segnano l’avvio concreto delle novità introdotte dalla legge di bilancio 2026, approvata a fine dicembre. L’INPS ha, infatti, comunicato l’avvio delle operazioni tecniche necessarie per applicare, a partire dal rateo di marzo, due interventi di rilievo: la modifica delle aliquote IRPEF sui redditi medi e l’aumento stabile delle maggiorazioni sociali per alcune categorie di pensionati. Le misure hanno effetti sia sul calcolo dell’imposta sia sugli importi mensili percepiti, con un recupero anche delle mensilità precedenti.

Pensioni marzo 2026: riduzione della seconda aliquota IRPEF

Il primo intervento riguarda l’IRPEF e, in particolare, il secondo scaglione di reddito.

La legge di bilancio 2026 (art. 1, c. 3) ha previsto il taglio dell’aliquota applicata ai redditi compresi tra 28.000 e 50.000 euro annui (secondo scaglione), che scende dal 35% al 33%. La riduzione interessa anche i titolari di trattamenti pensionistici e le prestazioni collegate al pensionamento.

Il beneficio fiscale si applica esclusivamente alla parte di reddito che eccede i 28.000 euro. Chi percepisce una pensione annua pari o inferiore a tale soglia non rientra, quindi, nella fascia agevolata e non registra variazioni sull’assegno mensile. L’effetto è proporzionale all’importo complessivo della pensione e diventa più evidente con l’aumentare del reddito imponibile.

Nel mese di marzo, insieme al nuovo calcolo dell’imposta, saranno corrisposti anche i conguagli a credito relativi ai mesi di gennaio e febbraio 2026, durante i quali l’aliquota ridotta non era ancora stata applicata.

Aumenti delle maggiorazioni sociali e pagamenti arretrati

Accanto alla misura fiscale, le pensioni marzo 2026 incorporano anche l’incremento strutturale delle maggiorazioni sociali.

L’aumento è destinato ai pensionati che hanno compiuto almeno 70 anni e agli invalidi civili totali maggiorenni, categorie per le quali il legislatore ha rafforzato il sostegno economico.

L’incremento non ha carattere temporaneo, ma entra stabilmente nel calcolo dell’importo mensile. Anche in questo caso, l’INPS provvede a riconoscere nel mese di marzo gli arretrati spettanti per le prime due mensilità dell’anno. Il pagamento cumulativo consente di recuperare integralmente le somme non percepite a gennaio e febbraio, evitando perdite economiche per i beneficiari.

L’adeguamento delle maggiorazioni sociali si inserisce in un quadro di interventi finalizzati a tutelare i redditi più bassi, soprattutto in presenza di condizioni anagrafiche o sanitarie che limitano la capacità di integrazione del reddito.

Esempi di calcolo e impatto reale delle pensioni marzo 2026

Per comprendere meglio gli effetti delle pensioni marzo 2026, è utile osservare alcuni esempi pratici. Una pensione annua lorda di 29.500 euro, pari a circa 2.270 euro mensili, beneficia della riduzione IRPEF solo su 1.500 euro. Il risparmio fiscale annuo risulta pari a circa 30 euro, ovvero poco più di 2 euro al mese.

Con un assegno lordo di 38.000 euro annui, la quota agevolata sale a 10.000 euro. In questo caso, il vantaggio complessivo si traduce in circa 200 euro annui, equivalenti a poco meno di 17 euro mensili. Per una pensione di 48.000 euro annui, il risparmio può arrivare a circa 380 euro l’anno, pari a oltre 30 euro al mese.

Questi importi, pur non elevati, si sommano agli eventuali aumenti delle maggiorazioni sociali e ai conguagli arretrati, rendendo il rateo di marzo particolarmente significativo. Le pensioni marzo 2026 diventano così il primo momento in cui le novità normative trovano piena applicazione, offrendo un quadro più chiaro degli effetti reali della riforma sul reddito dei pensionati.

Riassumendo

  • Le pensioni marzo 2026 applicano le novità fiscali previste dalla legge di bilancio 2026.
  • Ridotta l’aliquota IRPEF dal 35% al 33% sui redditi pensionistici medio-alti.
  • Il beneficio riguarda solo la quota di pensione eccedente i 28.000 euro annui.
  • A marzo vengono riconosciuti anche i conguagli IRPEF di gennaio e febbraio.
  • Aumentano in modo stabile le maggiorazioni sociali per over 70 e invalidi civili totali.
  • L’impatto economico varia in base all’importo della pensione e alla fascia reddituale.

Pasquale Pirone

Dottore Commercialista abilitato approda nel 2020 nella redazione di InvestireOggi.it, per la sezione Fisco. E’ giornalista iscritto all’ODG della Campania.
In qualità di redattore coltiva, grazie allo studio e al continuo aggiornamento, la sua passione per la materia fiscale e la scrittura facendone la sua principale attività lavorativa.
Dottore Commercialista abilitato e Consulente per privati e aziende in campo fiscale, ha curato per anni approfondimenti e articoli sulle tematiche fiscali per riviste specializzate del settore.

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