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Oggi: 30 Gen, 2026

Pensione a 64 anni: ecco chi può nel 2026 e chi invece viene escluso

Pensione a 64 anni anche nel 2026, ma non è facile, ecco chi può andarci e chi invece viene escluso dal trattamento.
2 giorni fa
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pensione 64 anni
Foto © Pixabay

Resta in vigore la possibilità di andare in pensione a 64 anni di età per determinati contribuenti. La pensione anticipata contributiva, infatti, è una misura che può rappresentare una valida soluzione di uscita dal lavoro per molti lavoratori. Il fattore determinante, però, è la data del primo accredito contributivo.

La misura è riservata esclusivamente a chi ha versato il primo contributo dopo il 31 dicembre 1995. Resta valida anche per chi sceglie il computo nella Gestione Separata, ma solo a condizioni ben precise e piuttosto circoscritte. Va inoltre sottolineato che la pensione anticipata contributiva è soggetta a limiti di importo molto stringenti: se l’assegno risulta troppo basso, l’uscita non è consentita, anche in presenza di tutti gli altri requisiti.

Si tratta quindi di una misura particolare, che proprio per la sua specificità richiede alcune precisazioni fondamentali.

Gli esclusi dalla pensione a 64 anni: ecco perché c’è chi rimane fuori

Come anticipato, uno dei requisiti centrali per accedere alla pensione anticipata contributiva è la data di iscrizione alla previdenza. Chi ha iniziato a versare contributi dopo il 31 dicembre 1995 può rientrare nella misura. Chi invece ha anche un solo contributo, di qualsiasi tipologia, versato prima del 1996, viene escluso automaticamente.

Per questo motivo, prima di procedere a riscatti o a richieste di valorizzazione di periodi contributivi anteriori al 1996, è necessario valutare attentamente le conseguenze. Anche il servizio militare, ad esempio, se collocato prima del 1996, può determinare l’esclusione da una misura che consente di anticipare la pensione di tre anni rispetto alla vecchiaia ordinaria, fissata a 67 anni.

Ma non sono esclusi solo coloro che non rispettano il requisito anagrafico di iscrizione. Restano fuori anche quei contribuenti che, pur rientrando per data di primo versamento, non raggiungono l’importo minimo richiesto.

La pensione, infatti, non può essere inferiore a tre volte l’assegno sociale vigente nell’anno di decorrenza.

I calcoli da fare per verificare il diritto alla pensione anticipata contributiva

I requisiti necessari per accedere alla pensione anticipata contributiva a 64 anni di età sono i seguenti:

  • almeno 64 anni di età anagrafica;
  • almeno 20 anni di contributi;
  • primo accredito contributivo successivo al 31 dicembre 1995;
  • pensione maturata non inferiore a tre volte l’assegno sociale.

Esistono però alcune agevolazioni riservate alle lavoratrici madri. In base al numero di figli avuti, il requisito dell’importo minimo si riduce:

  • con un figlio, la pensione deve raggiungere 2,8 volte l’assegno sociale;
  • con due o più figli, la soglia scende a 2,6 volte l’assegno sociale.

Nel 2026, l’assegno sociale ha un valore pari a 546,23 euro mensili. Di conseguenza:

  • 3 volte l’assegno sociale equivalgono a 1.638,69 euro al mese;
  • 2,8 volte corrispondono a circa 1.529 euro;
  • 2,6 volte a circa 1.420 euro.

Si tratta di importi non facili da raggiungere, soprattutto considerando che nel 2026 il governo ha eliminato la possibilità di integrare l’importo con la previdenza complementare, escludendo quindi le rendite dei fondi pensione dal calcolo utile per superare la soglia richiesta.

Un ulteriore elemento che rende questa misura selettiva e, di fatto, accessibile solo a una platea piuttosto ristretta di contribuenti.

Giacomo Mazzarella

In Investireoggi dal 2022 è una firma fissa nella sezione Fisco del giornale, con guide, approfondimenti e risposte ai quesiti dei lettori.
Operatore di Patronato e CAF, esperto di pensioni, lavoro e fisco.
Appassionato di scrittura unisce il lavoro nel suo studio professionale con le collaborazioni con diverse testate e siti.

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