Obbligazioni IVS 2026 e cedola minima 3%, bond delle macchinette di snack e bevande

Nuova emissione di obbligazioni IVS Group, con scadenza a 7 anni e cedola minima in area sopra 3%. Servirà a rimborsare in anticipo il bond 2022 e cedola 4,50%. Ecco le ragioni per adocchiare il titolo.

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Nuova emissione di obbligazioni IVS Group, con scadenza a 7 anni e cedola minima in area sopra 3%. Servirà a rimborsare in anticipo il bond 2022 e cedola 4,50%. Ecco le ragioni per adocchiare il titolo.

IVS Group emetterà obbligazioni con scadenza 2026, quindi a 7 anni, e cedola minima dal 3% per un controvalore di 300 milioni di euro, attraverso le quali rimborserà anticipatamente un altro bond, il 2022 e cedola 4,50% (ISIN: XS1308021846). Il taglio minimo del titolo sarà di soli 1.000 euro, un fatto che dovrebbe agevolarne l’investimento tra i piccoli risparmiatori. Dicevamo, l’emissione sarà finalizzata alla sostituzione di obbligazioni esistenti per 240 milioni di euro, allungandone la scadenza. In effetti, le condizioni di mercato si sono fatte nel tempo più favorevoli per la società, che aveva emesso il bond nel 2015. E si consideri che già nel 2016 aveva richiamato un’altra obbligazione, quella che sarebbe scaduta nel 2020 e che recava cedola al 7,125% (ISIN: XS0911441409).

IVS Group rimborsa in anticipo obbligazioni high yield

Dunque, tassi calanti rendono convenienti la “rottamazione” dei vecchi debiti con altri meno costosi. In effetti, il taglio della cedola, pur ancora da definire con esattezza, non si mostra per nulla casuale, se è vero che le obbligazioni 2022 all’inizio di questo mese, poco prima dell’annuncio sul rimborso anticipato a 101,25, viaggiavano sopra 104, offrendo così un rendimento appena superiore al 3%, quello che IVS vorrebbe garantire per il nuovo bond. Guarda caso, adesso ruotano attorno da settimane proprio al valore di rimborso e stamattina si attestano a quasi 101,60.

I numeri di IVS Group

Varrebbe la pena puntare su questo titolo? IVS è una società attiva nella distribuzione automatica di merendine e bibite, leader in Italia e seconda in Europa, con sede nel Lussemburgo. Nei primi 6 mesi dell’anno, ha fatturato 232,15 milioni di euro, +6,1% su base annua. In rialzo del 10,2% a 55,1 milioni il margine operativo lordo adjusted, mentre l’utile netto risulta sceso da 14,27 a 12,26 milioni.

In crescita l’indebitamento finanziario netto dai 285,45 milioni di inizio anno ai 361,33 milioni, a seguito di investimenti per poco meno di 50 milioni e l’adeguamento ai nuovi principi contabili.

Dallo scorso giovedì, il titolo IVS ha perso in borsa oltre il 3%. Chissà che non abbiano pesato le voci, apparentemente smentite, sulla tassazione in Italia di merendine e bibite gassate, la cui distribuzione rappresenta il cuore del business della società bergamasca. Quanto alle obbligazioni, verranno quotate al MoT. Il rating è quello assegnato tempo fa da S&P e pari a “BB-“, cioè formalmente ancora “spazzatura”. Considerata la scadenza, il rendimento che verrebbe offerto sarebbe di circa 340 punti base sopra il “midswap” e a +260 rispetto al BTp. Ad ogni modo, anche le obbligazioni IVS beneficerebbero del trend positivo del mercato nei prossimi mesi, quando la BCE tornerà ad acquistare assets, tra cui bond “investment grade”.

Per quanto Francoforte non acquisterebbe direttamente obbligazioni IVS, in quanto sprovviste di una valutazione sufficientemente positiva, la maggiore liquidità sui mercati, unitamente alla caccia al rendimento tra gli investitori spingerebbero ad adocchiare questi titoli con cedole generose, dati i tempi. Si consideri che mediamente una “high yield” in euro offre il 2,75%, cioè tra un quarto e un terzo di punto percentuale in meno di quanto la società intenderebbe offrire sul suo nuovo bond, grazie alla cui emissione risparmierebbe qualcosa come 1,5 milioni lordi all’anno di interessi, circa il 6,5% dell’utile netto del 2018.

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