La crisi del mercato dell’auto ha colpito duro in Europa e fatica a riprendersi. Tanto le vendite, quanto gli affitti. Ma mentre per il settore produttivo le cose continuano a trascinarsi per le lunghe in attesa di una robusta ripresa dell’economia, i servizi di autonoleggio sono giù fuori dal guado. Il settore del noleggio a lungo termine, infatti, ammortizza i colpi della crisi economica meglio del settore della vendita a privati e società. Dal 2007 al 2012 le immatricolazioni da parte di aziende e privati si sono dimezzate passando da 39 a 20 miliardi di euro, mentre quelle dei noleggiatori sono scese del 20%, da 5,8 a 4,6 miliardi, con la conseguenza che il rapporto tra i due segmenti è passato da 1 a 6,6 a 1 a 4,3%.

Il noleggio a lungo termine risente molto meno delle congiunture poiché non prevede l’impiego di disponibilità finanziare ma solo il pagamento di un canone mensile. Così,  dopo anni difficili dallo scoppio della crisi nel 2008, il mercato europeo del noleggio è cresciuto negli ultimi due anni in media del 2% con previsioni di crescita del 3% entro il 2015, secondo le previsioni della European Rental Association (ERA). Il panorama è, come sempre, variegato: da un lato ci sono paesi, come quelli nordici, dove il noleggio cresce più o meno in linea con il PIL. Dall’altro ci sono paesi come la Spagna e l’Italia, ma anche la Polonia, dove il noleggio soffre la crisi economica. Nel 2012 il noleggio ha raggiunto a livello europeo un giro d’affari di 23 miliardi di euro, stabile rispetto al 2011. Le aziende sono estremamente caute sulle prospettive del mercato, e hanno rallentato gli investimenti anche a causa dell’incertezza economica. L’unica eccezione o quasi è data dalle aziende anglosassoni, ultimamente tra le più positive sulle prospettive del settore e con investimenti in crescita del 20%. Come l’americana Hertz Corpration, leader mondiale dell’autonoleggio.

 

Obbligazioni Hertz Holdings Netherlands 8,50% 2015: caratteristiche 

 

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Fra le obbligazioni dell’autonoleggio, quelle del colosso americano Hertz sono sicuramente le più conosciute e scambiate sul mercato dei capitali. Il più interessante è il bond senior Hertz Holdings Netherlands  8,50% 2015 (Isin XS0522343101), emessa nel 2010 a 99,48 per 400 milioni di euro e che andrà a rimborso fra 19 mesi. Negoziabile sulla piazza del Lussemburgo per lotti minimi di 50.000 euro, stacca una cedola fissa del 8,50% su base semestrale il 31 gennaio e il 31 luglio di ogni anno. Al prezzo indicativo di 105 rende a scadenza il 5,45% e sarebbe anche un buon affare se si considera che il bond è appena stato rifinanziato grazie al collocamento di una nuova emissione da 425 milioni con scadenza 5 anni (Isin XS0995045951). Il rischio, in questo caso, non è dato dalla solvibilità dell’emittente, ma dalla possibilità che la società richiami anticipatamente il bond a 100. In questo caso il rendimento, pur considerando i dovuti tempi tecnici di comunicazione, sarebbe negativo. Secondo gli esperti, tuttavia, questo non dovrebbe avvenire in tempi brevi, anche perché Hertz sta portando a compimento un piano di riacquisto di azioni (buy back), e probabilmente Hertz aspetterà di vedere i risultati finali del 2013, dopo aver anche distribuito i dividendi, prima di decidere. Tant’è vero che il bond viaggia 5 punti sopra il prezzo teorico di rimborso (call). Non solo. Hertz Holding, la società che controlla Hertz Corporation, deve rimborsare fra sei mesi 475 milioni di dollari in capo a un bond convertibile 5,25% e parte del cash nelle casse del gruppo potrebbe essere utilizzato per ripagare il debito in scadenza (Hertz ha la facoltà di rimborsare [fumettoforumleft]il bond convertibile in azioni e/o cash). Non volendo correre questo rischio, l’investitore potrebbe a questo punto considerare la nuova emissione che, però, è negoziabile per minimo 100.000 euro e che stacca una cedola su base semestrale di quasi la metà, pari al 4,375%, il 15 gennaio e il 15 luglio di ogni anno.

La scadenza è al 2019 e il rendimento è attualmente del 4,32% a scadenza. Il rating assegnato a Hertz dall’agenzia internazionale S&P è BB, mentre per Moody’s è B2 con outlook stabile. Vero che siamo in area “non investment grade” tuttavia, il profilo di liquidità di Hertz e il conto economico in miglioramento non dovrebbero destare sorprese per gli investitori. Il debito, pari a 17,6 miliardi di dollari, è stabilmente 4,5 volte l’Ebitda e migliore di quello dei concorrenti Avis o Europcar.

 

Nove trimestri di crescita consecutiva per Hertz

 

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Hertz Global Holding è il primo e più antico (1918) autonoleggio a livello mondiale oltre che il marchio più conosciuto. Il gruppo opera con oltre 10.400 punti commerciali in 150 paesi del mondo ed è capillarmente presente in tutti gli aeroporti. Nel 2012 Hertz ha realizzato un giro d’affari di 9 miliardi di dollari il 9% in più rispetto all’anno precedente. Quotata alla Nyse con una capitalizzazione di 17,4 miliardi di dollari, Hertz impiega 27.000 dipendenti in tutto il mondo e la sua attività si estrinseca essenzialmente attraverso l’autonoleggio di auto, moto, mezzi commerciali. La sua flotta comprende circa 550mila veicoli di cui 300mila negli USA. Al 30 settembre 2013, il gruppo Hertz ha chiuso il terzo trimestre con un utile di 214,7 milioni di dollari, in calo del 12% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. I ricavi sono invece saliti del 22% a 3,07 miliardi, in progressivo miglioramento da nove trimestri consecutivi, nonostante le previsioni di calo del traffico negli scali aeroportuali dell’Europa. Il titolo, alla borsa di New York, è vicino ai massimi degli ultimi 5 anni.