Snam ha emesso un nuovo bond convertibile in azioni Italgas nella giornata di mercoledì 7 gennaio e per un importo di 500 milioni di euro. Ha ricevuto richieste per 1,5 miliardi, confermando il successo dell’operazione. Del collocamento si sono occupate BNP Paribas, Goldman Sachs e JP Morgan in qualità di structuring banks e con Bank of America, Intesa Sanpaolo e Unicredit hanno agito come joint global coordinators e joint bookrunners. Allo stesso tempo, ha proceduto a rimborsare su base volontaria un altro bond convertibile e con scadenza nel 2028 (ISIN: XS2693301124).
Bond convertibile di Snam: condizioni
Il nuovo bond convertibile di Snam ha una durata di 5 anni, arrivando a scadenza nel gennaio del 2031.
Tuttavia, l’emittente si riserva la facoltà di procedere al rimborso anticipato dopo 3 anni tramite azioni e un possibile pagamento aggiuntivo in contanti. La cedola è stata fissata all’1,75% lordo annuale, esattamente a metà tra il range 1,50-2% immaginato alla vigilia. Il pagamento avverrà con cadenza semestrale ad ogni 14 gennaio e 14 luglio dell’anno. Il primo sarà il prossimo 14 luglio.
L’emissione è avvenuta alla pari e al valore nominale di 100.000 euro. Quanto al prezzo di conversione, sarà fissato a premio del 25% rispetto al prezzo medio di borsa osservato nelle sedute che vanno dal 7 al 9 gennaio. In base ai nostri calcoli, alle attuali condizioni di mercato sarebbe in area 13,10 euro. Mentre scriviamo, le azioni Italgas si acquistano per 10,63 euro.
Riacquisto dell’emissione nel 2023
Snam possiede il 13,46% del capitale di Italgas, pari a un controvalore di 1,45 miliardi. Dunque, con l’emissione del bond convertibile ha impegnato poco più di un terzo della partecipazione. Grazie al riacquisto del bond emesso nel 2023, infatti, ha liberato una quota di quasi altri 500 milioni. Nel dettaglio, il riacquisto ha riguardato 4.943 titoli dal valore cadauno di 100.000 euro e per il 98,9% dell’intero capitale in circolazione.
E’ avvenuto al prezzo di 176.750 euro, per cui ha comportato un esborso di quasi 874 milioni. Come mai, vi starete chiedendo, il rimborso è avvenuto al 176,75% del prezzo nominale?
La risposta arriva dalle condizioni di emissione del bond convertibile di Snam nel settembre del 2023. Il prezzo implicito di conversione venne fissato sopra i 6 euro e a premio di circa il 20%. Oggi, però, il titolo vale quasi il 75% in più, per cui è corretto che l’emittente riconosca all’obbligazionista tale premio, che altro non è che il mancato guadagno che questi percepirà senza la conversione. D’altra parte, lo stesso evita il rischio che da qui alla scadenza la quotazione ripieghi.
Partecipazione in Italgas intatta, ma costo sostenuto elevato
Il bond convertibile consente a Snam di mantenere invariata la propria partecipazione in Italgas e allo stesso tempo di rifinanziarsi sul mercato a costi contenuti. Certo, il rimborso dell’emissione precedente ha comportato il sostenimento di un costo elevatissimo. A fronte dei circa 500 milioni incassati meno di due anni e mezzo fa, ha sborsato circa 374 milioni in più. Al netto delle cedole corrisposte agli obbligazionisti, un rendimento extra stimabile nell’ordine del 27% annuale e che supera il 30% includendo le cedole.
La società ha evitato la diluizione nel capitale, ma certamente non s’immaginava all’emissione che il titolo della controllata avrebbe corso così tanto.
Attenti a dare per scontato che la corsa proseguirà anche nei prossimi mesi e anni. Le azioni Italgas già sono salite ai massimi storici e scontano un rapporto tra prezzi e utili di 16,41 in base ai risultati degli ultimi 4 trimestri al 30 settembre scorso. Trattasi di valutazioni ben superiori alla media dell’indice FTSE MIB, sebbene simili a quelle di cui beneficiano altre società del comparto energetico come Eni. Una premessa indispensabile per approcciarsi con cautela al nuovo bond convertibile di Snam.
giuseppe.timpone@investireoggi.it
