E alla fine è stato Kevin, ma non quello che ci si aspettava. Di cognome fa Warsh e non Hassett ed è stato appena scelto dal presidente Donald Trump quale prossimo governatore della Federal Reserve. La nomina ufficiale arriverà dopo l’approvazione della Commissione bancaria del Senato. Questione di forme, ma la sostanza è che la FED ha il suo nuovo capo ed entrerà in carica a maggio dopo la fine ufficiale del secondo mandato di Jerome Powell. In questo articolo, vi spieghiamo perché è una buona notizia per i bond a lunga scadenza.
Bond giù su nomina FED
La reazione del mercato obbligazionario è stata negativa già nelle ore precedenti alla notizia, quando aleggiava come indiscrezione.
Giù è andato anche Bitcoin, sceso ai minimi dall’aprile scorso. Al contrario, il dollaro si è rafforzato contro le altre principali divise mondiali. C’è una ragione per tutti questi movimenti. Kevin Warsh, classe 1970, entrò nel Consiglio dei Governatori della FED all’età di 35 anni, il più giovane di sempre, su nomina dell’allora presidente George W. Bush nel 2006.
Un falco trumpiano
Laurea a Stanford e dottorato ad Harvard, è noto per le sue posizioni da “falco” in politica monetaria. Egli propugna, cioè, tassi di interesse sufficientemente alti contro l’inflazione. Le “colombe” come Hassett, invece, assegnano maggiore importanza alla necessità di stimolare l’economia. Una distinzione che esiste in ogni banca centrale, Francoforte compresa. Non sono secondarie le posizioni di chi guida un istituto. Con un “falco” ci dovremmo aspettare tassi tendenzialmente più alti.
La realtà dei fatti è spesso meno lineare. Paradossi della storia vogliono che il “democratico” Paul Volcker abbia intrapreso la più stringente politica monetaria dal dopoguerra, mentre il “repubblicano” Alan Greenspan abbia esibito un accomodamento dai più considerato artefice della crisi dei mutui subprime nel 2008.
In teoria, il primo avrebbe dovuto tenere i tassi bassi e il secondo alti. Ricordatevi che l’ideologia viene dopo la tutela dell’interesse nazionale; negli Stati Uniti come altrove.
Impatto su tassi e mercati
E’ perfettamente ragionevole vendere bond, considerato il prossimo capo della FED. Tassi più alti (di quelli scontati in precedenza) aumentano i rendimenti delle obbligazioni e ne abbassano i prezzi sul mercato. Colpiscono anche le borse, dato che le azioni perdono appeal rispetto all’asset con cedola. Se prima parlavamo di paradossi, questo che riguarda Warsh appare ancora più incomprensibile. Trump ha appena annunciato la nomina di un “falco”, mentre ogni giorno continua a reclamare tagli ai tassi di interesse. Ha persino negato il terzo mandato a Powell per questo. Tanto valeva tenerselo.
Possibile discesa per rendimenti a lungo termine
Il dietro le quinte ci aiuta a capire. I repubblicani al Congresso, cioè gli uomini e le donne del partito di Trump, si sono ribellati nelle ultime settimane agli attacchi della Casa Bianca contro la FED. La Procura ha aperto un’indagine sulla ristrutturazione dell’edificio a Washington, nei fatti screditando il governatore in carica.
La possibile perdita di autonomia dell’istituto non va giù alla stessa destra americana, che si è sempre schierata in sua difesa contro le ingerenze politiche e a tutela della stabilità dei prezzi e finanziaria. Da cui la richiesta al presidente di un passo indietro su Hasset, il quale avrebbe assecondato la politica trumpiana di iper-tagli ai tassi fino a portarli all’1% dal 3,75% attuale.
Perché la nomina di Warsh è una buona notizia per i bond lunghi? E’ verosimile che egli terrà i tassi più alti di quanto non avrebbe fatto una delle “colombe” preferite da Trump. E questo impatterà sui rendimenti a breve termine, che risentono direttamente delle azioni di politica monetaria. I rendimenti a lungo termine, invece, riflettono le aspettative d’inflazione e i rischi fiscali. Con un governatore FED meno accomodante, la lotta all’inflazione si fa più seria. E questo porterebbe nel tempo, ceteris paribus, ad una discesa dei rendimenti a lungo termine sul “raffreddamento” delle aspettative.
FED resta rassicurante per mercato bond
Warsh non è un “falco” tout court, nel senso che negli ultimi tempi si è allineato alle posizioni trumpiane. Ciò premesso, vanta un curriculum rassicurante. E’ sposato con Jane Lauder, nipote ed erede di Estée Lauder, magnate della cosmetica. Anche questo aspetto familiare contribuisce a offrire un’immagine da insider negli ambienti dell’alta finanza, ragione per cui i colpi di testa come governatore della FED appaiono improbabili. L’annuncio a sorpresa di Trump segnalerebbe la volontà del governo americano di evitare una caduta repentina del dollaro sui mercati valutari, contrariamente a quanto espresso in settimana proprio dal presidente. Tassi e cambio giù sì, ma senza eccessi autolesionistici. Per i bond c’è la prospettiva credibile di una discesa dei rendimenti nella seconda metà di quest’anno, quando le prime mosse di Warsh saranno analizzate ai radar dal mercato.
giuseppe.timpone@investireoggi.it