Prima la perdita del posto di lavoro e poi l’indennità di disoccupazione dell’INPS. Per molti lavoratori il percorso è questo. Ma cosa accade quando la Naspi termina? Trovare una nuova occupazione non è sempre semplice e, in alcuni casi, chi si trova vicino all’età pensionabile può valutare l’accesso a specifiche misure previdenziali.
Per alcuni disoccupati che hanno terminato di percepire la Naspi nel corso del 2026, infatti, esiste la possibilità di passare direttamente alla pensione. Per questo motivo è sempre opportuno verificare la propria posizione contributiva, considerando anche i contributi figurativi accreditati durante il periodo di disoccupazione. Potrebbe emergere il diritto a una prestazione pensionistica senza che l’interessato ne sia ancora consapevole.
Naspi terminata entro fine 2026 e subito in pensione: ecco come si può fare
Naturalmente non stiamo parlando di lavoratori di 45 o 50 anni. Le possibilità di passare dalla Naspi alla pensione riguardano soggetti che si trovano già a un’età avanzata oppure che hanno maturato una carriera contributiva particolarmente lunga.
Le principali misure che consentono questo passaggio sono due:
- Ape Sociale;
- Quota 41 per lavoratori precoci.
La Quota 41 è ormai una misura strutturale del sistema previdenziale e, salvo modifiche legislative, continuerà a essere disponibile anche nel 2027.
L’Ape Sociale, invece, è attualmente prevista fino al 31 dicembre 2026 e necessita di una proroga normativa per restare in vigore. Al momento non vi sono certezze, anche se molti osservatori ritengono probabile una sua conferma.
Resta il fatto che, per chi conclude la Naspi, queste rappresentano oggi le principali strade per arrivare alla pensione senza dover necessariamente tornare al lavoro.
Naspi e pensione: come funziona l’Ape Sociale
Per chi perde il lavoro e termina la Naspi, l’Ape Sociale può rappresentare una soluzione interessante.
Per accedervi occorre:
- aver compiuto almeno 63 anni e 5 mesi di età entro la fine del 2026;
- possedere almeno 30 anni di contributi;
- aver terminato integralmente la fruizione della Naspi.
In presenza di questi requisiti è possibile ottenere un reddito ponte che accompagna il beneficiario fino al raggiungimento della pensione di vecchiaia.
L’importo dell’Ape Sociale può arrivare fino a 1.500 euro lordi mensili, senza tredicesima.
È importante ricordare che questa prestazione presenta alcune particolarità:
- non è reversibile ai superstiti;
- non beneficia delle maggiorazioni sociali;
- non è rivalutata annualmente in base all’inflazione;
- non prevede assegni familiari;
- non comprende la tredicesima mensilità.
Durante il periodo di fruizione dell’Ape Sociale, inoltre, non è consentito svolgere attività lavorativa, salvo limitate attività di lavoro autonomo occasionale entro il limite di 5.000 euro annui.
C’è anche la Quota 41 per i lavoratori precoci
Un’altra possibilità è rappresentata dalla Quota 41 precoci.
In questo caso occorre attendere almeno tre mesi dalla conclusione della Naspi prima di poter perfezionare il requisito previsto per i disoccupati.
La misura consente di ottenere la pensione definitiva e non presenta limiti anagrafici.
I requisiti principali sono:
- almeno 41 anni di contributi complessivi;
- almeno 12 mesi di contributi effettivi versati prima del compimento dei 19 anni di età;
- stato di disoccupazione con Naspi conclusa da almeno tre mesi.
Anche una volta maturato il diritto, la pensione decorre dopo una finestra mobile di ulteriori tre mesi.
Attenzione ai contributi figurativi della Naspi
Un aspetto particolarmente importante riguarda i contributi figurativi accreditati durante la disoccupazione.
Sia per l’Ape Sociale sia per la Quota 41, tali contributi possono concorrere al raggiungimento dei requisiti contributivi richiesti dalla normativa.
Per questo motivo chi sta terminando la Naspi dovrebbe verificare attentamente il proprio estratto conto contributivo aggiornato. I periodi coperti dall’indennità di disoccupazione potrebbero consentire il raggiungimento dei requisiti necessari per accedere immediatamente a una delle due misure previdenziali disponibili.
In alcuni casi, quindi, la fine della Naspi può coincidere con l’inizio della pensione, evitando lunghi periodi senza reddito in attesa della pensione di vecchiaia.