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Oggi: 15 Feb, 2026

Modello IVA 2026 pronto in versione definitiva: scadenze e principali novità

Il Modello IVA 2026 prevede scadenze precise e novità su logistica e società non operative, chiarendo rimborsi, rettifiche e gestione del credito
4 settimane fa
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modello iva 2026
Foto © Investireoggi

Con il provvedimento del 15 gennaio 2026 n. 51732, l’Agenzia delle Entrate ha approvato in via definitiva il Modello IVA 2026 e anche il modello IVA Base 2026. Si tratta dei moduli da usare per la dichiarazione relativa al periodo d’imposta 2025, completi delle istruzioni ufficiali per la compilazione. Il Modello IVA 2026 arriva quindi nella sua versione finale e mette ordine su alcune questioni molto discusse, pur senza stravolgere l’impianto generale della dichiarazione.

Modello IVA 2026: scadenze e finestre di invio

Il Modello IVA 2026 potrà essere inviato telematicamente all’Agenzia Entrate in un arco di tempo preciso: dal 1° febbraio al 30 aprile 2026. Questa è la finestra ordinaria prevista per il Modello IVA 2026, valida anche per chi utilizza l’IVA Base 2026.

C’è però un’attenzione particolare per chi vuole comunicare, attraverso la dichiarazione annuale, anche i dati delle liquidazioni periodiche IVA dell’ultimo trimestre del 2025. In questo caso l’invio del Modello IVA 2026 deve avvenire entro il 2 marzo 2026. La data non è casuale: il 28 febbraio cade di sabato e il 1° marzo di domenica, quindi la scadenza slitta al primo giorno utile successivo. L’obbligo riguarda chi sceglie di usare il quadro VP per trasmettere i dati delle liquidazioni periodiche IVA del quarto trimestre 2025.

Intanto ricordiamo anche che gennaio è il mese delle dichiarazioni fiscali 2025 tardive, pagando la sanzione di 25 euro per dichiarazione. Tra queste non rientra la Dichiarazione IVA 2025, per la quale il termine della tardiva è scaduto già nel 2025.

Struttura del modello e novità per logistica e servizi

Dal punto di vista “grafico” e organizzativo, il Modello IVA 2026 definitivo resta molto simile alla versione precedente: quadri e struttura di base non cambiano in modo rilevante.

Le differenze, invece, si vedono in alcune aggiunte mirate: nuovi righi e istruzioni aggiornate per guidare meglio la compilazione.

Una delle novità nasce dall’introduzione del regime opzionale per l’assolvimento dell’IVA nel settore della logistica, operativo dal 30 luglio 2025. Per gestire correttamente queste operazioni, il Modello IVA 2026 prevede righi specifici dedicati alle prestazioni rese secondo l’art. 1, commi 59 e successivi, della L. 207/2024.

In concreto, l’imponibile e l’imposta delle operazioni devono essere indicati:

  • dal prestatore nel rigo VE38, campi 2 e 3;
  • dal committente nel rigo VJ30, campi 1 e 2.

Proprio per questo, il quadro VJ viene ampliato: nel Modello IVA 2026 compare una nuova sezione 2, pensata per gli acquisti di servizi da parte delle imprese che operano in trasporto, movimentazione merci e logistica. È un intervento tecnico, ma importante: riduce il rischio di errori e rende più chiaro dove far confluire queste operazioni.

Società non operative: svolta nel Modello IVA 2026

La novità più “pesante”, però, riguarda la disciplina delle società non operative (art. 30 della L. 724/1994). Il Modello IVA 2026 segna un cambio di passo dal periodo d’imposta 2025. Le principali scelte operative sono tre:

  • il rigo VA15 va barrato solo per indicare che si è una società non operativa, senza più inserire codici legati ai periodi d’imposta coinvolti;
  • nel rigo VX4 viene eliminato il riquadro che richiedeva l’attestazione di non rientrare tra società o enti non operativi, oppure di aver presentato interpello disapplicativo;
  • nel quadro VS, sezione 1, campo 4, compare una casella specifica per le società non operative che partecipano alla liquidazione IVA di gruppo.

Un segnale ulteriore arriva dalle istruzioni del rigo VX2: nel Modello IVA 2026 non si richiama più la perdita “definitiva” del credito IVA prevista dall’art. 30, comma 4, della L. 724/1994. È un passaggio che, nei fatti, ridimensiona l’automatismo delle penalizzazioni.

Modello IVA 2026: rettifiche, rimborsi e istruzioni aggiornate

Rispetto alla bozza circolata a dicembre 2025, cambia anche il prospetto D nell’Appendice, usato per calcolare l’importo complessivo della rettifica della detrazione. Le modifiche si collegano al DLgs. 186/2025, che ha abrogato il comma 3 dell’art. 19-bis2 del DPR 633/1972. Nel Modello IVA 2026 il rigo dedicato alla “rettifica per mutamenti nel regime fiscale” viene ora riservato ai soggetti in regime forfetario. La rettifica copre sia il passaggio dal regime di vantaggio a quello ordinario, sia i movimenti tra regime forfetario e regime ordinario, in entrata o in uscita.

Tra gli ultimi aggiornamenti, merita attenzione anche il tema dei rimborsi collegati ai beni ammortizzabili. Nel Modello IVA 2026 vengono riviste le istruzioni del rigo VX4, codice 4, chiarendo che è ammesso il rimborso dell’IVA detraibile anche per spese sostenute per la realizzazione di opere su beni di terzi, come già indicato dalla risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 20/2025. Una precisazione utile, perché amplia in modo esplicito l’area delle spese che possono rientrare nel rimborso.

In sintesi, il Modello IVA 2026 non rivoluziona la dichiarazione annuale, ma interviene su punti delicati: logistica, società non operative, rettifiche e rimborsi. Ed è proprio su questi dettagli che, spesso, si gioca la differenza tra una compilazione lineare e una dichiarazione piena di rischi. Nel 2026, il riferimento operativo resta uno solo: Modello IVA 2026.

Riassumendo

  • Approvazione definitiva del Modello IVA 2026 e IVA Base per il periodo d’imposta 2025.
  • Presentazione tra 1° febbraio e 30 aprile 2026.
  • Invio entro 2 marzo 2026 per includere liquidazioni IVA quarto trimestre 2025.
  • Nuovi righi per il regime IVA nel settore logistica.
  • Cambiamenti rilevanti per le società non operative.
  • Aggiornate rettifiche detrazione e rimborsi IVA.

Pasquale Pirone

Dottore Commercialista abilitato approda nel 2020 nella redazione di InvestireOggi.it, per la sezione Fisco. E’ giornalista iscritto all’ODG della Campania.
In qualità di redattore coltiva, grazie allo studio e al continuo aggiornamento, la sua passione per la materia fiscale e la scrittura facendone la sua principale attività lavorativa.
Dottore Commercialista abilitato e Consulente per privati e aziende in campo fiscale, ha curato per anni approfondimenti e articoli sulle tematiche fiscali per riviste specializzate del settore.

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