Quando una condizione di arretratezza iniziale può trasformarsi in vantaggio. In Africa il sistema bancario non è noto per la sua solidità e grado di sviluppo. Tra i punti critici, la scarsa bancarizzazione tra le famiglie e il numero ridotto di filiali. Pensate che in Kenya ve ne siano soltanto 17 ogni 100.000 abitanti, la metà dell’Italia. L’apertura di un conto corrente è costosa per gran parte della popolazione, tant’è che il Global Findex Database 2023 ha trovato che il 60% degli adulti nell’Africa sub-sahariana non ne possedesse uno. Ed è proprio per questo che si stanno diffondendo le micro-banche digitali in tutto il continente.
Boom di micro-banche digitali in Africa
Nel 2024, in Africa c’erano 1,1 miliardi di conti mobile money registrati, un dato in fortissima crescita dai 396 milioni del 2019. Il valore delle transazioni processate è risultato di 1.100 miliardi di dollari, che equivaleva a circa il 40% del Pil. E per il 70% tali transazioni risultavano avvenute proprio nell’Africa sub-sahariana. Tra i fornitori più popolari abbiamo M-Pesa con 60 milioni di utenti attivi, soprattutto in Kenya; MoMo con 63 milioni di utenti sparsi tra Ghana, Uganda e altri stati; Paga con 21 milioni di utenti in Nigeria.
Secondo GSMA Mobile Money Report 2025, 856 milioni di africani disponevano di un conto mobile money attivo per 62 miliardi di transazioni e un controvalore di 919 miliardi di dollari nel 2023. L’inclusione finanziaria nel continente sta realizzandosi grazie alle micro-banche digitali. Queste non servono solamente per effettuare o ricevere pagamenti, bensì anche per erogare prestiti. Contribuisce alla diffusione dei servizi fintech una popolazione molto giovane e, pertanto, ben lieta di accogliere le novità del mercato.
Opportunità storica per uscire dall’arretratezza
Siamo a un apparente paradosso: il continente più povero del mondo è diventato all’avanguardia dei servizi finanziari digitali. Si spiega con il fatto che qui le banche tradizionali, per intenderci con filiali fisiche, non sono mai state granché sviluppate come nel mondo avanzato. Mentre da noi il fintech è percepito dalle istituzioni come una minaccia al modello economico, in Africa è un’opportunità storica di recuperare il ritardo accumulato con il resto del pianeta e cercare di mettersi alla pari.
L’inefficienza iniziale è stata la premessa per il boom delle micro-banche digitali. Queste stanno risolvendo alcuni problemi pratici. La Banca Mondiale stimava per il 2024 rimesse degli emigranti nell’Africa sub-sahariana per 87 miliardi all’anno. Un immenso flusso di denaro, che moltissime famiglie non sapevano come ricevere fino a qualche anno fa. E quand’anche disponessero di un conto per l’accredito, le commissioni applicate erano generalmente alte. I servizi digitali consentono oggi di ricevere denaro dall’estero all’istante a costi bassissimi.
Costi più bassi e operazioni finanziarie ovunque
Avrete, probabilmente, sentito o letto da qualche parte che lo stato di El Salvador (ci spostiamo nell’America Centrale) nel 2021 dichiarò Bitcoin valuta legale. Un gesto rivoluzionario, che molti all’estero hanno commentato con diffidenza e persino derisione. L’iniziativa del presidente Nayib Bukele non ha diffuso più di tanto l’uso delle criptovalute nell’economia locale, ma ha consentito ai 6 milioni di abitanti di disporre di un’alternativa ai conti correnti per ricevere le rimesse dall’estero, che quasi ammontano ad un quarto del Pil e sulle quali le banche locali imponevano in passato commissioni fino al 10%.
Là dove esiste la necessità di superare alcune criticità legate all’arretratezza del sistema finanziario, l’innovazione tecnologica viene abbracciata da cittadini e istituzioni. E’ così che si spiega il boom delle micro-banche digitali in Africa, dove la sfiducia verso gli istituti di credito è stata generalmente sempre elevata. Nei villaggi più sperduti in cui di filiali non si vede neanche l’ombra, il fintech è diventata la soluzione per essere connessi con il mondo e compiere operazioni di natura finanziaria prima impossibili.
giuseppe.timpone@investireoggi.it