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Oggi: 03 Gen, 2026

L’Italia “accende” l’Osservatorio sull’Intelligenza Artificiale nel lavoro: obiettivi e funzioni dal 2026

L’Intelligenza Artificiale entra nel lavoro con nuove regole: nasce l’Osservatorio che governa diritti, occupazione e trasformazione digitale
1 settimana fa
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intelligenza artificiale IA
Foto © Pixabay

L’Italia compie un passo decisivo nel governo dell’innovazione tecnologica applicata all’occupazione. Con la recente firma del decreto ministeriale previsto dalla legge n. 132 del 2025, che dà attuazione all’AI Act europeo, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha istituito l’Osservatorio sull’Intelligenza Artificiale nel mondo del lavoro. Si tratta del primo organismo pubblico-sociale pensato per osservare, analizzare e indirizzare l’impatto dell’Intelligenza Artificiale su lavoro, competenze, diritti e condizioni professionali.

L’iniziativa rappresenta la risposta concreta del sistema italiano alle sfide poste dall’uso crescente di soluzioni automatizzate nei processi produttivi e organizzativi. L’obiettivo non è frenare l’innovazione, ma governarla, evitando che l’evoluzione tecnologica produca effetti distorsivi sull’occupazione e sulla qualità del lavoro.

Osservatorio intelligenza artificiale: una cabina di regia per il cambiamento

L’intelligenza artificiale, da qualche tempo, è entrata (senza bussare) nelle case degli italiani e nel mondo del lavoro. A questo proposito, proprio qualche giorno fa, abbiamo parlato, con Gianluca Tartaro (presidente ADC) dell’IA tra commercialisti, fisco e contribuenti.

Detto ciò, l’Osservatorio è stato concepito come una vera e propria cabina di regia, un luogo stabile di confronto tra istituzioni, parti sociali e mondo scientifico. Alla guida dell’organismo c’è il Ministro del Lavoro, Marina Calderone, che ha sottolineato la necessità di mantenere il controllo umano sulle decisioni che incidono sulla vita professionale delle persone. Il principio di fondo è chiaro: gli strumenti digitali devono supportare le scelte, non sostituirle, e ogni decisione deve restare responsabile e verificabile.

Questa impostazione riflette una visione in cui l’Intelligenza Artificiale viene integrata nei contesti lavorativi senza perdere di vista il valore della persona.

L’Osservatorio nasce, quindi, come spazio di dialogo e coordinamento, capace di accompagnare il cambiamento senza subirlo.

Struttura e funzioni dell’Osservatorio

Dal punto di vista organizzativo, l’Osservatorio riunisce soggetti istituzionali, autorità indipendenti, rappresentanze sindacali, associazioni datoriali ed esperti del settore. La struttura è articolata in diversi livelli: un Comitato di indirizzo con funzioni strategiche, una Commissione Etica, una Consulta delle parti sociali e quattro Comitati tecnico-scientifici dedicati ad ambiti specifici.

Le attività principali riguardano la definizione della strategia nazionale sull’Intelligenza Artificiale nel lavoro, il monitoraggio degli effetti su produttività e occupazione e l’analisi delle trasformazioni in atto nelle condizioni lavorative. Un altro compito centrale è l’individuazione dei settori e delle professioni maggiormente esposti all’adozione di sistemi automatizzati, così da orientare politiche di formazione e aggiornamento delle competenze.

L’Osservatorio avrà anche il compito di aggiornare in modo costante le Linee Guida nazionali, offrendo un riferimento stabile per imprese e lavoratori.

Innovazione e tutela del lavoro

Il ruolo dell’Osservatorio non si limita alla raccolta di dati. L’organismo è pensato come strumento di indirizzo pubblico, capace di accompagnare l’innovazione tecnologica salvaguardando dignità, diritti e qualità dell’occupazione. In questo senso, l’Intelligenza Artificiale viene considerata una leva di sviluppo, ma solo se inserita in un quadro di regole chiare e condivise.

Grande attenzione viene riservata anche alle politiche attive del lavoro e alla formazione. L’analisi degli impatti tecnologici serve infatti a costruire percorsi di riqualificazione, riducendo il rischio di esclusione e favorendo l’adattamento delle competenze alle nuove esigenze del mercato.

Quando parte l’Osservatorio sull’intelligenza artificiale

L’entrata in funzione dell’Osservatorio è prevista per l’inizio del 2026, con la nomina completa dei componenti e la pubblicazione dei primi documenti strategici e di analisi. È già stato annunciato, invece, il presidente della Commissione Etica, organismo chiamato a fornire un orientamento valoriale all’intera attività.

A guidare la Commissione sarà Paolo Benanti, professore all’Università Luiss Guido Carli e presidente della Commissione sull’Intelligenza Artificiale per l’informazione presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. La sua visione sottolinea come l’etica non debba essere vista come un ostacolo, ma come una bussola indispensabile per indirizzare la trasformazione digitale verso il bene comune. Secondo questo approccio, l’efficienza degli algoritmi non può mai compromettere la dignità della persona: l’Intelligenza Artificiale deve rafforzare il lavoro umano, non svuotarlo di significato.

Con la nascita dell’Osservatorio, l’Italia sceglie quindi una strada di equilibrio tra progresso tecnologico e tutela sociale, ponendo le basi per un futuro del lavoro più consapevole e inclusivo.

Riassumendo l’Osservatorio intelligenza artificiale

  • Istituito l’Osservatorio sull’Intelligenza Artificiale nel lavoro con decreto attuativo dell’AI Act europeo.
  • L’organismo governa l’impatto tecnologico su occupazione, diritti, competenze e condizioni lavorative.
  • Strutturato come cabina di regia con istituzioni, parti sociali, esperti e comitati scientifici.
  • Definisce strategie nazionali e monitora settori e professioni più esposte all’automazione.
  • Avvio operativo previsto nel 2026 con pubblicazione di analisi e Linee Guida aggiornate.
  • Commissione Etica guidata da Paolo Benanti per tutelare dignità e centralità del lavoro umano.

Pasquale Pirone

Dottore Commercialista abilitato approda nel 2020 nella redazione di InvestireOggi.it, per la sezione Fisco. E’ giornalista iscritto all’ODG della Campania.
In qualità di redattore coltiva, grazie allo studio e al continuo aggiornamento, la sua passione per la materia fiscale e la scrittura facendone la sua principale attività lavorativa.
Dottore Commercialista abilitato e Consulente per privati e aziende in campo fiscale, ha curato per anni approfondimenti e articoli sulle tematiche fiscali per riviste specializzate del settore.

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