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Oggi: 16 Feb, 2026

ISEE 2026, conti, giacenze e nucleo familiare: gli errori da non fare

Un ISEE compilato male può far perdere bonus e agevolazioni: ecco gli errori più comuni che generano l’indicatore sbagliato senza accorgersene
4 settimane fa
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Foto © Investireoggi

L’ISEE, acronimo di Indicatore della Situazione Economica Equivalente, è uno strumento centrale nel sistema di welfare italiano. Da esso dipende l’accesso a numerose agevolazioni: bonus sociali, assegno unico, mense scolastiche, università, servizi socio-sanitari e prestazioni assistenziali.

Proprio per la sua importanza, compilare correttamente la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU), ossia la dichiarazione che permette poi di elaborare  l’ISEE, è fondamentale. Tuttavia, ogni anno migliaia di cittadini commettono errori che portano a un ISEE più basso o più alto del dovuto o, nei casi più gravi, a irregolarità sanzionabili. Analizzare gli sbagli più frequenti aiuta a comprenderne le cause e a prevenirli.

Il nucleo familiare nell’ISEE

Uno degli errori più diffusi riguarda la composizione del nucleo familiare. L’ISEE non coincide sempre con lo stato di famiglia anagrafico. I coniugi, ad esempio, fanno parte dello stesso nucleo anche se hanno residenze diverse, salvo separazione o divorzio legalmente riconosciuti.

Lo stesso vale per i figli fiscalmente a carico, che in alcune circostanze devono essere inclusi anche se non conviventi. Particolare attenzione va riservata agli studenti universitari: l’errata convinzione di poter dichiarare un nucleo autonomo senza possederne i requisiti è una delle cause più frequenti di ISEE non corretto.

Conti correnti, giacenze e altro

Un secondo errore ricorrente è la mancata dichiarazione di rapporti finanziari. Conti correnti con saldo minimo, libretti postali, carte prepagate con IBAN, conti esteri e rapporti chiusi nel corso dell’anno vengono spesso dimenticati. In realtà, la normativa impone di indicare tutti i rapporti intestati ai componenti del nucleo, specificando sia il saldo al 31 dicembre sia la giacenza media annua.

Anche un conto apparentemente irrilevante può incidere sull’indicatore finale. Si tenga, comunque, presente dell’esistenza della franchigia ISEE a 50.000 euro per titoli di stato e libretti postali.

Strettamente collegata a questo aspetto è la confusione tra saldo e giacenza media. Molti contribuenti ritengono che basti indicare una delle due voci o scelgono quella più bassa. In realtà, ai fini ISEE occorre indicarli entrambi. Una compilazione errata di questi dati porta quasi sempre a un indicatore più basso o più elevato o, in caso di controlli, alla necessità di rettifica.

L’anno dei redditi e del patrimonio (mobiliare e immobiliare)

Altro errore frequente riguarda l’anno di riferimento dei redditi e dei patrimoni. L’ISEE ordinario si basa sui redditi e patrimonio di due anni prima. Anche se il nucleo familiare è quello in cui si fa l’ISEE. Questa distinzione temporale genera spesso confusione, soprattutto tra chi compila autonomamente la DSU. L’inserimento di redditi più recenti, seppur in buona fede, altera il calcolo e può compromettere l’accesso alle agevolazioni. Inoltre non bisogna dimenticare che i redditi e i patrimoni da indicare sono quelli di ognuno dei componenti il nucleo familiare.

Non meno rilevante è la sottovalutazione del patrimonio immobiliare. Oltre all’abitazione principale, devono essere dichiarati immobili secondari, terreni agricoli o edificabili, quote di proprietà ereditarie e immobili situati all’estero.

Spesso si tende a escludere quote minime o beni considerati “inutilizzati”, ma anche una percentuale ridotta di proprietà incide sull’ISEE.

A volte è utile l’ISEE corrente

Tra gli errori più insidiosi rientra anche la dimenticanza di redditi minori o non continuativi. Borse di studio, assegni di mantenimento, redditi da lavoro occasionale, rendite estere e alcune prestazioni assistenziali devono essere correttamente indicati. La percezione che si tratti di somme marginali porta molti a ometterle, con il rischio di dichiarazioni incomplete.

Un ulteriore problema è la mancata richiesta dell’ISEE corrente. In presenza di eventi significativi come la perdita del lavoro, una riduzione rilevante del reddito o l’interruzione di trattamenti assistenziali, l’ISEE ordinario può non rappresentare più la reale situazione economica del nucleo. Continuare a utilizzare un indicatore non aggiornato significa, in molti casi, rinunciare a prestazioni a cui si avrebbe diritto.

Non dimenticare il parco veicoli (auto, moto, ecc.) posseduti alla data di presentazione della DSU.

Non fidarsi sempre dell’ISEE precompilato.

Infine, un errore di metodo riguarda l’eccessiva fiducia nella compilazione fai da te, anche quando si utilizza l’ISEE precompilato. Sebbene il sistema INPS recuperi automaticamente molti dati, non tutte le informazioni sono complete o aggiornate. Il controllo puntuale di ogni voce resta indispensabile per evitare incongruenze.

Altra considerazione da fare è la tempistica. L’ISEE, in genere, viene elaborato i un tempo massimo di 10 giorni lavorativi dalla data di presentazione della DSU.

In conclusione, l’ISEE è uno strumento utile ma complesso, che richiede attenzione e consapevolezza. Gli errori più comuni nascono spesso da informazioni incomplete, interpretazioni errate della normativa o sottovalutazione di alcuni dati. Una compilazione accurata, supportata quando necessario da un CAF o da un professionista, rappresenta la strada più sicura per ottenere un indicatore corretto e tutelare l’accesso alle prestazioni sociali.

Riassumendo

  • Errori nel nucleo familiare alterano profondamente il calcolo dell’ISEE.
  • Conti correnti e carte prepagate vengono spesso dimenticati nella dichiarazione.
  • Confusione tra saldo e giacenza media porta a valori ISEE errati.
  • Redditi e patrimoni indicati per anni sbagliati falsano l’indicatore.
  • Immobili, quote ereditarie e redditi minori vengono frequentemente sottovalutati o omessi.
  • Mancato utilizzo dell’ISEE corrente e controlli insufficienti sul precompilato.

Pasquale Pirone

Dottore Commercialista abilitato approda nel 2020 nella redazione di InvestireOggi.it, per la sezione Fisco. E’ giornalista iscritto all’ODG della Campania.
In qualità di redattore coltiva, grazie allo studio e al continuo aggiornamento, la sua passione per la materia fiscale e la scrittura facendone la sua principale attività lavorativa.
Dottore Commercialista abilitato e Consulente per privati e aziende in campo fiscale, ha curato per anni approfondimenti e articoli sulle tematiche fiscali per riviste specializzate del settore.

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