Il sistema previdenziale per il lavoro autonomo prevede regole specifiche per artigiani e commercianti iscritti alle gestioni speciali dell’INPS. Per il 2026, la disciplina dei contributi INPS da loro dovuti si inserisce in un contesto di continuità normativa, con importi aggiornati in base all’andamento economico e alle disposizioni introdotte negli ultimi interventi legislativi.
Le indicazioni ufficiali sono state fornite dall’INPS con propria circolare di febbraio 2026 (la n. 14 del giorno 9), che recepisce anche gli effetti della Legge di Bilancio 2025. L’obiettivo rimane quello di garantire la copertura previdenziale minima, collegando l’onere contributivo al reddito prodotto dall’attività svolta.
Contributi INPS artigiani e commercianti 2026: aliquote contributive e riduzioni
Le percentuali applicate ai redditi imponibili restano differenziate in base alla categoria di appartenenza. Per gli artigiani l’aliquota IVS è fissata al 24%, mentre per i commercianti sale al 24,48%, includendo la quota aggiuntiva destinata all’indennizzo per la cessazione definitiva dell’attività commerciale.
La normativa conferma anche per il 2026 alcune importanti agevolazioni. In particolare, è mantenuta la riduzione del 50% dei contributi per i soggetti con più di 65 anni già titolari di pensione, prevista dall’art. 59, co. 15, L. n. 449/1997. A ciò si aggiunge lo sconto contributivo per i nuovi iscritti, introdotto dalla L. n. 207/2024, che consente un abbattimento del 50% dell’onere previdenziale per chi ha avviato l’attività nel 2025.
Queste misure incidono direttamente sul costo complessivo dei contributi INPS artigiani e commercianti, rendendo più sostenibile l’avvio o la prosecuzione dell’attività autonoma.
Ricordiamo che l’INPS ha anche già diramato le istruzioni per i contributi alla Gestione Separata per l’anno 2026 (Circolare n. 8/2026).
Reddito minimale, importi dovuti e scaglioni applicabili
Un elemento centrale del sistema è il reddito minimale annuo, fissato per il 2026 in 18.808 euro, determinato tenendo conto della variazione ISTAT. Su questa base viene calcolato il contributo minimo obbligatorio, dovuto anche in assenza di reddito effettivo.
Gli importi annui risultano pari a 4.521,36 euro per gli artigiani e a 4.611,64 euro per i commercianti, comprensivi della quota per maternità. In caso di attività svolta per periodi inferiori all’anno, il versamento è frazionato su base mensile, con importi pari a 376,78 euro e 384,31 euro.
Oltre il minimale, il sistema prevede scaglioni di reddito progressivi. Fino a 56.224 euro si applicano le aliquote ordinarie; sulla parte eccedente scatta una maggiorazione dell’1%. Questo meccanismo consente di modulare i contributi INPS artigiani e commercianti in relazione alla reale capacità reddituale.
Massimali di reddito e regime contributivo agevolato
Accanto al minimale, la normativa individua anche un limite massimo di reddito imponibile. Per il 2026 il massimale è pari a 93.707 euro per chi vanta anzianità contributiva precedente al 1° gennaio 1996, mentre sale a 122.295 euro per chi ne è privo. Su tali importi si calcola il contributo massimo dovuto, che varia in funzione della gestione di iscrizione.
Resta inoltre operativo il regime contributivo agevolato per i forfetari, disciplinato dall’art. 1, co. 77-84, L. n. 190/2014. L’agevolazione consiste in una riduzione del 35% dei contributi dovuti ed è facoltativa. L’adesione segue regole precise, con scadenze differenziate in base all’anno di inizio attività e con effetti che si protraggono nel tempo, salvo rinuncia.
L’agevolazione non è cumulabile con l’altro sconto del 50%.
Scadenze di pagamento 2026 dei contributi INPS artigiani e commercianti
I contributi INPS artigiani e commercianti dovuti sul reddito minimale per il 2026 devono essere versati in quattro rate trimestrali. Le scadenze fissate sono il 16 maggio 2026, il 20 agosto 2026, il 16 novembre 2026 e il 16 febbraio 2027. Quando il termine cade in un giorno festivo o nel fine settimana, il pagamento slitta automaticamente al primo giorno lavorativo successivo. È utile ricordare che il 16 febbraio 2026 coincide anche con la scadenza dell’ultima rata dei contributi minimi relativi al 2025.
Accanto ai versamenti fissi opera il meccanismo del conguaglio. I contributi calcolati sulla quota di reddito eccedente il minimale non vengono versati nell’anno di produzione del reddito, ma determinati successivamente tramite dichiarazione fiscale. Per i redditi del 2026, il calcolo avverrà con la Dichiarazione dei Redditi 2027, così come nella Dichiarazione 2026 si procede al conguaglio sui contributi del 2025. Gli importi dovuti seguono le stesse tempistiche previste per saldo e acconti IRPEF, completando il quadro dei contributi INPS artigiani e commercianti.
Riassumendo
- Nel 2026 restano stabili regole e struttura dei contributi per artigiani e commercianti.
- Le aliquote IVS sono differenziate e includono riduzioni previste da specifiche norme.
- Il reddito minimale annuo determina l’importo minimo contributivo obbligatorio.
- Oltre il minimale, i contributi aumentano in base a scaglioni progressivi di reddito.
- Esistono massimali contributivi e un regime agevolato per chi applica il forfetario.
- I versamenti sono trimestrali, con conguaglio calcolato tramite dichiarazione dei redditi