Nel 2026 molte pensioni aumenteranno sulla carta, ma il vero nodo resta il netto mensile. Tra Irpef, addizionali regionali e comunali e conguagli fiscali, l’assegno che arriva sul conto potrebbe crescere molto meno di quanto ci si aspetta, e in alcuni casi restare praticamente invariato.
Capire la differenza tra aumento lordo e pensione netta è fondamentale per evitare illusioni e pianificare con maggiore consapevolezza le proprie spese.
Pensioni 2026: cosa prevede la legge di Bilancio
La legge di Bilancio 2026 interviene sul sistema previdenziale soprattutto sul fronte dei requisiti e della sostenibilità, ma ha anche effetti indiretti sul trattamento fiscale delle pensioni.
In sintesi:
- non vengono prorogate Quota 103 e Opzione Donna;
- resta in vigore l’Ape Sociale per alcune categorie;
- la pensione di vecchiaia resta fissata a 67 anni nel 2026;
- dal 2027 tornerà l’adeguamento dell’età pensionabile all’aspettativa di vita.
Dal punto di vista fiscale, però, il vero impatto per i pensionati si gioca sul fronte delle imposte e delle trattenute.
Perché l’aumento lordo non coincide con più soldi in tasca
Quando si parla di aumenti delle pensioni, spesso si fa riferimento all’importo lordo. Tuttavia, ciò che conta davvero è quanto resta dopo le tasse.
Nel 2026 il netto può essere eroso da diversi fattori:
- applicazione degli scaglioni Irpef;
- addizionali regionali e comunali;
- riduzione delle detrazioni al crescere del reddito;
- conguagli fiscali a fine anno.
Anche un aumento minimo del lordo può far scattare una tassazione più elevata, annullando in parte il beneficio.
Irpef sulle pensioni: cosa incide di più nel 2026
L’Irpef resta la principale voce di prelievo fiscale sulle pensioni. Le aliquote si applicano per scaglioni e il peso effettivo dipende dal reddito complessivo annuo.
In particolare:
- le pensioni più basse beneficiano di detrazioni più elevate;
- all’aumentare del reddito, le detrazioni si riducono progressivamente;
- superate alcune soglie, l’aumento lordo viene assorbito quasi interamente dalle imposte.
È per questo che molti pensionati, pur vedendo un incremento sulla carta, non percepiscono un reale miglioramento del netto mensile.
Addizionali regionali e comunali: la differenza la fa la residenza
Un aspetto spesso sottovalutato è il peso delle addizionali Irpef regionali e comunali. Queste imposte variano in base al territorio e incidono direttamente sull’assegno.
Due pensionati con lo stesso importo lordo possono ricevere un netto molto diverso solo perché vivono in Regioni o Comuni con aliquote differenti.
Nel 2026, in alcune aree del Paese, l’effetto combinato delle addizionali può ridurre sensibilmente l’aumento netto della pensione.
Conguagli fiscali: quando la sorpresa arriva dopo
Un altro elemento critico è rappresentato dai conguagli fiscali applicati dall’INPS a fine anno.
Se durante l’anno le imposte trattenute non sono state sufficienti, il pensionato può trovarsi di fronte a:
- trattenute extra nei mesi successivi;
- riduzione temporanea dell’assegno;
- recupero di somme percepite in eccesso.
Nel 2026 questo rischio riguarda soprattutto chi ha più fonti di reddito oltre alla pensione.
Esempi pratici: chi guadagna davvero e chi no
In linea generale:
- le pensioni basse possono beneficiare di un aumento netto più visibile;
- le pensioni medio-alte rischiano di vedere l’aumento assorbito dalle tasse;
- chi supera determinate soglie di reddito può addirittura non percepire alcun vantaggio reale.
Il risultato è che l’aumento lordo della pensione nel 2026 non produce lo stesso effetto per tutti.
Cosa conviene controllare prima del 2026
Per capire quanto resterà davvero in tasca, è consigliabile:
- analizzare il cedolino della pensione;
- verificare le addizionali applicate dal proprio Comune e dalla Regione;
- valutare il reddito complessivo, includendo eventuali entrate extra;
- richiedere una simulazione del netto annuale.
Un controllo preventivo aiuta a evitare brutte sorprese e a pianificare meglio le spese future.
Riassumendo
- Nel 2026 l’aumento delle pensioni potrebbe esserci, ma non per tutti.
- Tasse, Irpef e addizionali incidono sul netto e in alcuni casi annullano l’effetto dell’aumento.
- Per i pensionati, oggi più che mai, guardare solo al lordo non basta.