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Oggi: 05 Gen, 2026

Notturni, premi, cripto, neo-residenti, imprese: tutte le imposte sostitutive della manovra 2026

La Legge di Bilancio 2026 interviene sulle imposte sostitutive, con nuove aliquote e regole su lavoro, cripto-attività, imprese e altro
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imposta sostitutiva
Foto © Investireoggi

La Legge di Bilancio 2026 amplia e ritocca diversi regimi a imposta sostitutiva, cioè meccanismi che “prendono il posto” delle imposte ordinarie (e, in alcuni casi, anche delle addizionali) applicando un’aliquota secca e regole dedicate. Il risultato è un quadro con molte misure diverse, rivolte sia ai lavoratori sia a chi ha redditi finanziari o gestisce patrimoni d’impresa.

Imposta sostitutiva sugli aumenti contrattuali nel privato e premi di risultato

Nel 2026 gli incrementi in busta paga legati a nuovi contratti collettivi, firmati tra il 1° gennaio 2024 e il 31 dicembre 2026, possono essere tassati con imposta sostitutiva al 5%. Il beneficio però non è generale: vale quando il reddito da lavoro dipendente del 2025 non supera 33.000 euro.

È prevista anche la possibilità di rinuncia tramite atto scritto, con ritorno alla tassazione ordinaria.

Per i lavoratori dipendenti del settore privato cambia, in via transitoria, la tassazione agevolata di premi di risultato e partecipazione agli utili. Per il 2026 e 2027 l’aliquota dell’imposta sostitutiva scende al 1% (in luogo del 5% previsto in precedenza per gli stessi anni). Allo stesso tempo sale il limite annuo dell’importo agevolabile: fino a 5.000 euro lordi (prima era 3.000). Resta fermo un requisito di accesso importante: nell’anno precedente a quello di incasso, il reddito da lavoro dipendente non deve aver superato 80.000 euro.

Notturni e festivi nel privato (escluso il turismo-alberghiero)

Per il solo periodo d’imposta 2026 viene prevista una imposta sostitutiva al 15% su maggiorazioni e indennità legate a lavoro notturno, festivo, nei riposi settimanali e al lavoro a turni.

L’agevolazione ha un tetto: l’imponibile “coperto” arriva fino a 1.500 euro. Anche qui c’è un paletto reddituale: nel 2025 il reddito da lavoro dipendente non deve aver superato 40.000 euro.

La misura non si applica alle attività del settore turistico-alberghiero, che seguono una disciplina diversa.

Imposta sostitutiva per neo-residenti e criptovalute

Per chi trasferisce la residenza fiscale in Italia dopo l’entrata in vigore della manovra, sale l’importo della imposta sostitutiva dovuta sui redditi prodotti all’estero: da 200.000 a 300.000 euro annui. Cresce anche la quota ridotta per i familiari “agganciati” al regime, che passa da 25.000 a 50.000 euro.

La Legge di Bilancio 2026 interviene sulla tassazione delle plusvalenze da cripto-attività, prevedendo un’imposta sostitutiva al 26% per redditi diversi e altri proventi collegati a operazioni di detenzione, cessione o impiego di token di moneta elettronica denominati in euro (nell’ambito definito dal regolamento UE MiCA). Inoltre, la semplice conversione tra euro e token e il rimborso in euro del valore nominale non vengono trattati come eventi che generano plusvalenze o minusvalenze.

Sulle operazioni societarie: assegnazioni ai soci e riserve

Torna il regime temporaneo che rende più “leggera” l’uscita di beni non strumentali dalle società verso i soci, oppure la trasformazione in società semplice. In sintesi, le società commerciali che assegnano o cedono immobili o beni mobili registrati non strumentali ai soci entro il 30 settembre 2026 versano un’imposta sostitutiva pari all’8% sulla differenza tra valore normale e costo fiscalmente riconosciuto; l’aliquota sale al 10,5% se la società è non operativa.

È prevista anche una imposta sostitutiva del 13% sulle riserve in sospensione d’imposta che vengono annullate per effetto dell’operazione (o della trasformazione). Il versamento avviene in due rate: 60% entro il 30 settembre 2026 e 40% entro il 30 novembre 2026.

Nel pacchetto rientra anche la possibilità, per le imprese individuali, di estromettere dal patrimonio i beni immobili strumentali non produttivi di reddito fondiario posseduti al 31 ottobre 2025, se l’operazione è effettuata tra 1° gennaio 2026 e 31 maggio 2026. Il testo prevede versamenti rateali dell’imposta sostitutiva con scadenze 30 novembre 2026 e 30 giugno 2027, e stabilisce che gli effetti decorrono dal 1° gennaio 2026.

Imposta sostitutiva per affrancare riserve in sospensione d’imposta e sulle rivalutazioni

È prevista la possibilità di “liberare” (in tutto o in parte) saldi attivi di rivalutazione, riserve e fondi in sospensione d’imposta presenti nel bilancio in corso al 31 dicembre 2024 e ancora esistenti a fine esercizio 2025, pagando un’imposta sostitutiva del 10% (sostitutiva di imposte sui redditi e IRAP). Il pagamento è dilazionato in quattro rate di pari importo: la prima entro il saldo imposte del 2026 (per i soggetti “solari”, 30 giugno 2026), poi entro i saldi 2027, 2028 e 2029 (per i soggetti “solari”: 30 giugno 2027, 30 giugno 2028, 2 luglio 2029).

Aumenta l’aliquota dell’imposta sostitutiva per rideterminare il costo fiscale delle partecipazioni: dal 18% al 21%. È un ritocco secco che incide su chi valuta la rivalutazione come leva per gestire future plusvalenze.

Sul trattamento accessorio nel pubblico impiego

Per il 2026 arriva una imposta sostitutiva al 15% sul trattamento economico accessorio (incluse indennità fisse e continuative) dei dipendenti pubblici non dirigenti, entro un imponibile massimo di 800 euro.

Serve un requisito di reddito: nel 2026 il reddito da lavoro dipendente non deve superare 50.000 euro. Sono esclusi i comparti con un proprio regime agevolato (Forze di polizia e Forze armate). È prevista la rinuncia scritta, con applicazione della tassazione ordinaria.

Imposta sostitutiva IRPEF sugli straordinari degli infermieri

Si estende anche agli infermieri dipendenti da strutture sanitarie e socio-sanitarie private accreditate il regime già previsto per il settore pubblico: sui compensi per lavoro straordinario si applica un’imposta sostitutiva (comprensiva di addizionali) con aliquota del 5%.

In definitiva, la parola chiave del 2026 è imposta sostitutiva: cambia aliquote, allarga platee e aggiunge nuove “corsie” agevolate, ma quasi sempre vincola l’accesso a limiti di reddito, tetti annui e scadenze precise.

Riassumendo

  • Imposta sostitutiva ridotta su aumenti contrattuali e premi di risultato nel lavoro privato.
  • Agevolazioni fiscali temporanee su notturni, festivi e lavoro a turni nel 2026.
  • Aumento dell’imposta sostitutiva per neo-residenti con redditi prodotti all’estero.
  • Nuove regole fiscali su cripto-attività e token elettronici in euro.
  • Imposta sostitutiva agevolata per assegnazioni ai soci, estromissioni e riserve d’impresa.
  • Tassazione sostitutiva su accessori pubblici, straordinari infermieri e rivalutazione partecipazioni.

Pasquale Pirone

Dottore Commercialista abilitato approda nel 2020 nella redazione di InvestireOggi.it, per la sezione Fisco. E’ giornalista iscritto all’ODG della Campania.
In qualità di redattore coltiva, grazie allo studio e al continuo aggiornamento, la sua passione per la materia fiscale e la scrittura facendone la sua principale attività lavorativa.
Dottore Commercialista abilitato e Consulente per privati e aziende in campo fiscale, ha curato per anni approfondimenti e articoli sulle tematiche fiscali per riviste specializzate del settore.