Il Canone RAI è una tassa che viene pagata dai contribuenti su una sola utenza di energia elettrica ad uso abitativo, intestata al diretto interessato o a un componente del nucleo familiare. Da quando il Canone è stato addebitato direttamente in bolletta, l’idea che “tutti pagano il Canone RAI” è, di fatto, corretta.
Evadere il Canone RAI non è possibile. L’unica via per non pagarlo è presentare un’apposita domanda di esonero all’Agenzia delle Entrate, rispettando modalità e scadenze ben precise. Altri stratagemmi, utilizzati da molti contribuenti negli ultimi anni, non hanno alcuna efficacia, come dimostrano le numerose lettere dell’Agenzia delle Entrate che stanno arrivando per il recupero dei Canoni RAI arretrati.
“Buonasera, mi chiamo Renato e vi pongo una domanda. Come mai ho ricevuto una lettera dall’Agenzia delle Entrate che chiede il pagamento del Canone RAI per gli anni 2023 e 2024, visto che io non ho il televisore a casa e ogni volta che ricevevo la bolletta della luce scorporavo il Canone RAI, pagando solo la corrente? Lo scorso anno ho aperto lo SPID e ho presentato la disdetta del Canone RAI e infatti non mi è più stato addebitato in bolletta. Perché adesso l’Agenzia delle Entrate mi chiede gli arretrati? Rischio di doverli pagare anche per il 2025?”
Arrivano le lettere dell’Agenzia delle Entrate sul Canone RAI: per l’esonero restano pochi giorni
Il Canone RAI si paga tramite la bolletta dell’energia elettrica. Prima di affrontare il tema delle esenzioni, è utile chiarire il caso del nostro lettore, la cui soluzione appare piuttosto evidente.
L’unico modo legittimo per non pagare il Canone RAI è presentare la dichiarazione di esonero all’Agenzia delle Entrate, ma solo se si rientra nelle categorie previste dalla normativa.
La pratica adottata dal lettore è la stessa seguita da moltissimi contribuenti: eliminare manualmente il Canone dalla bolletta e pagare esclusivamente la quota relativa all’energia elettrica. Questa operazione evita il distacco della fornitura, ma non esonera dal pagamento del Canone RAI.
Il fornitore di energia, infatti, incassa solo la quota luce e non versa al Fisco il Canone non pagato, ma il contribuente resta comunque debitore nei confronti dell’Erario. Per questo motivo l’Agenzia delle Entrate invia lettere di recupero degli importi dovuti, al momento senza sanzioni e interessi, proprio come accaduto nel caso del lettore.
Esonero dal Canone RAI: perché bisogna fare le cose per bene
In assenza di una domanda di esonero valida, il Canone RAI è sempre dovuto. A prescindere dalle motivazioni, come la non detenzione del televisore, utilizzare sistemi alternativi per non pagare la tassa è inutile e rischioso.
Se il contribuente ignora anche la richiesta di pagamento inviata dall’Agenzia delle Entrate, il debito può trasformarsi in cartella esattoriale, con conseguente applicazione di sanzioni e interessi. Nei casi più gravi si può arrivare anche a fermi amministrativi o pignoramenti.
E’ necessario sottolineare che questo è il momento giusto per presentare la domanda di esonero.
La scadenza è fissata al 31 gennaio: presentando la dichiarazione entro tale data, l’esonero vale per tutto l’anno.
Se invece la domanda si presenta dopo il 31 gennaio, l’esonero scatterà solo dal secondo semestre, rendendo comunque dovuto il Canone per i mesi da gennaio a giugno.
Canone RAI: chi può chiedere l’esonero e come fare
Possono richiedere l’esonero dal Canone RAI 2026, presentando domanda entro il 31 gennaio:
- i contribuenti con almeno 75 anni di età, se il reddito complessivo proprio e del coniuge non supera gli 8.000 euro annui;
- chi paga già il Canone su un’altra utenza elettrica, anche se intestata a un diverso familiare presente nello stato di famiglia;
- chi non detiene alcun apparecchio televisivo;
- i diplomatici, gli impiegati dei consolati e i militari stranieri di stanza in Italia.
La domanda deve essere presentata all’Agenzia delle Entrate utilizzando l’apposito modulo, disponibile sul sito istituzionale o presso gli uffici territoriali.
L’invio può avvenire:
- tramite raccomandata con ricevuta di ritorno, in plico senza busta;
- tramite PEC;
- attraverso la procedura telematica online, accessibile con SPID, CIE o CNS.