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Oggi: 15 Gen, 2026

Pensioni 2026 a 64 anni di età: ecco le diverse misure che lo permettono con tutti i requisiti

Come accedere alla pensione nel 2026 a 64 anni di età, quali misure lo consentono e quali sono tutti i requisiti.
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Una cosa è certa: andare in pensione a 64 anni di età non è affatto semplice, nemmeno nel 2026. Uscire a 64 anni significa farlo in anticipo rispetto alla pensione di vecchiaia, il cui requisito anagrafico resta fissato, anche nel corrente anno, a 67 anni di età.

Eppure, esistono alcune soluzioni che consentono il pensionamento a questa età. Si tratta però di canali riservati a specifiche categorie di lavoratori e non accessibili alla generalità dei contribuenti. Vediamo quindi quali misure permettono l’uscita a 64 anni nel 2026 e quali sono le differenze tra una misura e l’altra.

Pensioni 2026 a 64 anni di età: ecco le diverse misure che lo permettono con tutti i requisiti

Come anticipato, solo alcune categorie ben definite possono accedere al pensionamento a partire dai 64 anni di età.

La prima categoria è quella dei contributivi puri, cioè dei lavoratori il cui primo accredito contributivo è successivo al 31 dicembre 1995. Per questi soggetti è prevista la pensione anticipata contributiva, che consente l’uscita a 64 anni di età con almeno 20 anni di contributi versati, a condizione che l’importo della pensione sia pari ad almeno tre volte l’assegno sociale.

Per le lavoratrici madri sono previste condizioni più favorevoli. In presenza di un solo figlio, l’importo minimo richiesto scende a 2,8 volte l’assegno sociale. Con due o più figli, la soglia si riduce ulteriormente a 2,6 volte l’assegno sociale.

Pensioni 2026 a 64 anni, ecco quali categorie hanno altri canali disponibili

Un’altra possibilità di uscita a 64 anni di età è rappresentata dall’Ape sociale, misura confermata dal governo anche per il 2026. In questo caso, però, non si tratta di una vera e propria pensione, bensì di un reddito ponte che accompagna il lavoratore fino al raggiungimento della pensione di vecchiaia.

Possono accedere all’Ape sociale i contribuenti che abbiano almeno 30 anni di contributi versati e che rientrino in una delle seguenti categorie:

  • invalidi civili con almeno il 74% di invalidità, certificata dalle commissioni competenti;
  • disoccupati che abbiano terminato integralmente la NASpI dopo la perdita involontaria del lavoro;
  • caregiver, cioè soggetti che assistono un familiare con disabilità grave.

Per i caregiver è richiesto che vi sia convivenza nella stessa abitazione e con lo stesso numero civico, iniziata da almeno sei mesi.

Con l’Ape sociale possono uscire a 64 anni anche gli addetti ai lavori gravosi, ma in questo caso il requisito contributivo sale a 36 anni di versamenti. Inoltre, l’attività gravosa deve essere stata svolta per almeno sette degli ultimi dieci anni oppure per sei degli ultimi sette anni di carriera.

Le altre possibilità di uscita, ecco il quadro dettagliato

Naturalmente, a 64 anni di età è possibile andare in pensione anche attraverso canali privi di vincoli anagrafici, qualora siano stati raggiunti i requisiti contributivi previsti.

Per esempio, per le stesse categorie ammesse all’Ape sociale esiste la quota 41 per i lavoratori precoci, che consente il pensionamento con 41 anni di contributi a prescindere dall’età, a condizione di aver maturato almeno 12 mesi di contribuzione prima dei 19 anni e di rientrare nelle categorie tutelate (caregiver, disoccupati, invalidi o addetti a lavori gravosi o usuranti).

Senza limiti di età è anche la pensione anticipata ordinaria. Nulla vieta, quindi, a chi compie 64 anni nel 2026 di andare in pensione qualora abbia già maturato:

  • 42 anni e 10 mesi di contributi nel caso degli uomini;
  • 41 anni e 10 mesi di contributi nel caso delle donne.

In conclusione, andare in pensione a 64 anni nel 2026 è possibile, ma solo per chi rientra in specifiche categorie e riesce a rispettare requisiti contributivi ed economici particolarmente stringenti.

Giacomo Mazzarella

In Investireoggi dal 2022 è una firma fissa nella sezione Fisco del giornale, con guide, approfondimenti e risposte ai quesiti dei lettori.
Operatore di Patronato e CAF, esperto di pensioni, lavoro e fisco.
Appassionato di scrittura unisce il lavoro nel suo studio professionale con le collaborazioni con diverse testate e siti.

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