Troppe assenza da lavoro: possibile trasformare la malattia in ferie per non rischiare il licenziamento?

Troppe malattie: per interrompere il periodo di comporto si possono sfruttare le ferie? Il datore di lavoro può rifiutare la richiesta?

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Malattia

La regola generale è che il lavoratore in malattia non può essere licenziato. Tuttavia esistono alcune eccezioni per le troppe assenze. Il cd periodo di comporto nel contratto collettivo rappresenta il numero di assenze dal lavoro consentite. Se si supera questo limite per il datore può subentrare l’esigenza di rimpiazzare la risorsa e quindi il lavoratore in malattia può essere licenziato.
Ci ha scritto Valeria L. da Pescara, preoccupata del licenziamento per troppe malattie. La nostra lettrice vorrebbe proporre al datore di lavoro di usufruire delle ferie per restare a casa ancora. E’ un suo diritto? A fare chiarezza sull’argomento ci aiuta una recente sentenza della Corte di Cassazione (n. 8372/2018).

Sospensione periodo di comporto: usare i giorni di ferie al posto delle malattie?

Se il dipendente usa i giorni di ferie, il periodo di comporto si interrompe. Ma è un suo diritto o il datore di lavoro può rifiutare questa possibilità?
Le ferie sono un diritto del lavoratore è vero ma il periodo di godimento non può essere imposto. Il datore di lavoro quindi può rifiutare questo “scambio” per motivazioni aziendali che, però, dovranno essere debitamente provate.
Allo stesso modo il datore di lavoro non può convertire d’ufficio l’assenza per malattia in ferie se non è lo stesso dipendente malato a chiederglielo.

Chiudiamo chiarendo che la domanda, anche alla luce di quanto visto, va sempre presentata: non può essere il lavoratore a decidere arbitrariamente di usare le ferie al posto della malattia. Una simile condotta non è giustificata neppure tenendo conto dello stato di confusione mentale del lavoratore, per effetto della malattia.

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