Tax Free: Italia penalizzata rispetto al resto della Ue, ecco perché

In Italia il Tax Free fatica a decollare, mentre nel resto d’Europa gira bene. Come funziona l’esenzione Iva e come potrebbe cambiare nel 2022.

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In Italia il Tax Free fatica a decollare, mentre nel resto d’Europa gira bene. Come funziona l’esenzione Iva e come potrebbe cambiare nel 2022.

Il Tax Free stimola le vendite degli stranieri in Italia. Soprattutto nel campo della moda dove il nostro Paese può vantare una offerta invidiabile rispetto al resto del mondo.

Curiosamente, però, l’Italia è il Paese europeo meno attrattivo dal punto di vista del Tax free. Una ricerca curata da Mercatus evidenzia come la normativa italiana penalizza gli acquisti. Il limite minimo di spesa (Mpa – Minimum Purchase Amount) per usufruire del beneficio fiscale è pari a 154,94 euro, il più alto in Europa.

Come funziona il Tax Free

Ma come funziona il Tax Free? In tutto il mondo rappresenta una forma di incentivazione al turista che acquista beni per uso personale nel Paese che visita. Nel caso dell’Italia, gli stranieri non residenti che acquistano capi di abbigliamento o souvenir da portare a casa, possono chiedere lo sdoganamento della merce e ottenere quindi il rimborso dell’Iva sul prodotto acquistato.

Il rimborso dell’Iva può essere ottenuto in due modalità differenti. Al momento dell’acquisto chiedendo l’emissione della fattura senza Iva, ma non tutti gli esercenti sono preparati. Oppure quando si sta per lasciare l’Italia con un rimborso successivo dopo aver dichiarato l’importo all’agenzia delle Dogane.

A tal fine ci sono società di tax refund, che svolgono il ruolo di intermediari, facilitando le pratiche di rimborso per l’acquirente a fronte di un compenso per il servizio reso.

La soglia di esenzione è troppo alta

I commercianti, per rilanciare lo shopping straniero crollato con l’arrivo della pandemia, chiedono quindi di abbassare la soglia di esenzione per poter accedere al Tax Free. L’ipotesi sarebbe quella di dimezzarla abbassandola a 70 euro.

Ciò, da un lato determinerebbe per lo Stato una perdita del gettito IVA per gli acquisti nella fascia di spesa tra i 70 e i 154,94 euro. Dall’altro lato, però, questo genererebbe una maggiore attrazione del sistema Paese per lo shopping tax free.

A livello Ue – come evidenziato dallo studio – la Francia ha appena ridotto la propria soglia portandola a 100 euro. Alcuni Paesi hanno un limite fissato a 50 euro, come Portogallo, Belgio, Paesi Bassi o Grecia. Per altri ancora la soglia è addirittura zero, come il caso di Spagna, Germania e Irlanda.

Ne deriva mancanza di competitività del fisco italiano rispetto a quello dei vicini Paesi europei, che utilizzano la leva del tax free shopping per attrarre i turisti internazionali.

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