Ora che siamo nel 2023 cosa ne sarà del Superbonus e della cessione del credito?

La manovra di bilancio 2023 è in vigore e i bonus non sono il suo forte. Ecco perché molti si chiedono cosa ne sarà del superbonus

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Gli italiani oggi, 2 gennaio 2023, si sono risvegliati al nuovo anno “lavorativo”. Il capodanno si è presentato di domenica. Una prima amara sorpresa è il prezzo del gasolio. Finito il taglio “provvisorio” delle accise, il carburante ha iniziato la risalita. Si spera in un altro provvedimento del Governo. Il 2023 è però anche quello più amaro per il superbonus. C’è il taglio dal 110% al 90% per i lavori fatti sul condominio. Finisce quello sulle villette unifamiliari ma entra in gioco quello per l’abitazione principale.

E il 2023 non è nemmeno l’anno dei bonus. L’esecutivo, guidato da Meloni, ha deciso di non sperperare risorse in quelli ritenuti inutili. La Manovra di bilancio 2023 è stata approvata in questo senso.

Non si saranno più bonus come quello per il trasporto, quello per l’acqua potabile, quello per la sostituzione di rubinetti. Sono, invece, rafforzati alcuni altri. Ad esempio, il bonus psicologo è rifinanziato e reso strutturale.

Legge di bilancio 2023, quali prospettive per i bonus

La Legge di bilancio 2023 è in vigore.

È già avvenuta la sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Il tutto è risulta fatto per tempo, Ossia entro il 31 dicembre 2022. Cosa che ha evitato l’esercizio provvisorio per il nostro Paese.

“Sono soddisfatto di questa prima manovra economica. La considero una missione compiuta. Scritta in tempi record e in una situazione di contesto eccezionale non positivo, il bilancio che abbiamo presentato rispetta gli impegni presi con gli elettori e ha maturato prima la fiducia dei mercati e delle istituzioni europee e ora ancora più importante, quella del Parlamento. Prudenza, coerenza e responsabilità costruiscono fiducia. Avanti così.”

Queste le parole di soddisfazione espresse dal Ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti.

Se ci riferiamo ai bonus, e tra questi, quindi, anche al superbonus (e cessione del credito), non molto incoraggianti, invece, sembrano essere le dichiarazioni con cui lo stesso ministro continua il suo commento alla finanziaria.

“C’è la volontà di scardinare un sistema di bonus e misure che, utilissime quando sono state varate, se confermate avrebbero drogato il mercato e messo in pericolo i conti pubblici con un rischio per la nostra stabilità come sistema Paese.”

Trovi qui il comunicato stampa del MEF sulla Manovra di bilancio 2023, con le integrali dichiarazioni di Giorgetti.

Il superbonus 2023, una batosta per il condominio

L’ammontare complessivo della Manovra è pari a 35 miliardi di euro, di cui gran parte, circa 21 miliardi di euro, sono stati stanziati per interventi contro il caro bollette a favore di famiglie e imprese.

Su fronte dei bonus queste le principali misure in essa contenute.

Per il superbonus si modificano i termini previsti dal decreto Aiuti quater per la presentazione della CILAS per i condomini. In pratica si stabilisce che il bonus è salvo alla percentuale del 110% (invece che al 90%) anche per le spese del 2023 a condizione che la CILAS risulti presentata entro il 31 dicembre 2022 (invece che 25 novembre 2022). Tuttavia, ciò solo a condizione che entro il 18 novembre 2022 risulti anche adottata la delibera lavori.

A ogni modo, trovi qui tutte le ipotesi per il superbonus condominio dopo le modifiche della finanziaria 2023.

Si conferma anche il bonus psicologo, aumentando da 600 euro a 1.500 euro l’importo massimo. Un decreto dovrà definire le nuove soglie ISEE e si conferma che il beneficio non spetta per ISEE superiore a 50.000 euro.

Sì alla proroga anche per gli acquisti del 2023, il c.d. bonus prima casa per giovani under 36. Il bonus cultura invece si sdoppia in “Carta giovani” e “Carta del merito”. Per il bonus mobili cambia il limite massimo di spesa ammessa. Per le spese 2023, in sostanza, si passa da 5.000 euro a 8.000 euro.

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